La crescita economica resta debole, le imprese esportano meno, le condizioni di credito e la politica monetaria restrittiva stanno pesando ancora sulla domanda, ma «si prevede che l’inflazione riprenda la sua tendenza al ribasso a partire dal prossimo mese anche se lo stato dell’economia resterà fragile». Così la presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, ha aperto la conferenza successiva alla riunione di politica monetaria di marzo.
La numero del board ha ribadito che, per essere certi del taglio dei tassi, sono necessarie maggiori prove che l’inflazione stia scendendo: «gli indicatori di aprile diranno qualcosa in più, ma giugno sarà il mese in cui se ne saprà molto di più», ha detto Lagarde, sottolineando che la decisione di lasciare i tassi di interesse invariati è stata presa all’unanimità. «Anche se gran parte degli indicatori d’inflazione sono ulteriormente rallentati», ha aggiunto, «restano pressioni inflazionistiche interne, specialmente la crescita dei salari».
«In questo meeting non abbiamo discusso di taglio dei tassi. Per essere sufficientemente sicuri abbiamo bisogno di molte più informazioni, e queste arriveranno nei prossimi mesi», ha poi aggiunto la presidente, aggiungendo che la banca ha «appena iniziato a discutere sulla riduzione della nostra posizione restrittiva».
La numero del board ha ribadito che il target del 2% sul carovita è vicino, ma in ogni caso l’istituto centrale «non aspetterà che l’indice dei prezzi raggiunga il target per intervenire sul costo del denaro». Anche nei prossimi mesi, comunque, l’approccio resterà dipendente dai dati, così come in passato.
Dopo il taglio alle stime sulla crescita della Bce e le parole della presidente Lagarde, i trader hanno iniziato a puntare su maggiori tagli dei tassi di interesse da parte di Francoforte quest’anno. I mercati monetari scommettono su riduzioni di circa quattro quarti di punto entro la fine del 2024, con un primo taglio quasi completamente scontato entro giugno. Prima dell’incontro, le scommesse erano su tre tagli, con una probabilità del 72% di un quarto. Su questa scia il rendimento del Btp decennale è sceso sui minimi dalla fine di dicembre scorso al 3,62% con lo spread tra Btp e Bund in calo a 132 punti.
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