In un report di aggiornamento sul settore bancario europeo, gli analisti di BofA fanno il punto della situazione sui maggiori gruppi finanziari in relazione ai tassi di interesse. E individuano cinque punti che mettono in evidenza le banche italiane, soprattutto Banco Bpm, guidata dall’ad Giuseppe Castagna. Ecco come si sviluppa il ragionamento degli analisti.
La prima considerazione è che le banche si proteggono dal rischio sui tassi costruendo portafogli incentrati sul reddito fisso che imitano la potenziale rivalutazione dei loro depositi. Questo può essere fatto tramite swap. Nell'ultimo anno, la sensibilità ai tassi è scesa del 50% circa con l’effetto di alzare le attese del 2-7%. In questo contesto BofA alza il rating su Banco Bpm a buy e taglia quello di Sabadell a neutrale.
Con il calo dei tassi, il pass-through delle banche (l’aumento della remunerazione in conto corrente) salirebbe in automatico anche se la remunerazione dei depositi rimanesse invariata. E’ il meccanismo del deposit beta, attualmente al 15% circa che, con tassi al 4%, vede il costo del deposito pari allo 0,6%. Supponendo che i tassi scendano, ragiona Bofa, per esempio del 3%, il beta dei depositi aumenterebbe al 25% circa anche se la remunerazione dei depositi rimanesse invariata.
Quello che inciderà nel 2024 sul margine di interesse (NII), secondo gli analisti, sono però il costo assoluto dei depositi e gli afflussi. «Il cambiamento del mix è destinato a continuare nei prossimi mesi: più depositi a termine, meno depositi a vista, ma il costo dei depositi è destinato a diminuire nella seconda metà del 2024», scrivono i broker. Secondo BofA, Intesa Sanpaolo, Banco Bpm e Caixabank sono posizionate meglio in questo senso.
Riducendo il rischio legato al calo del Pil, le perdite sui prestiti scenderanno molto. Quando l’Npe ratio era del 10%, le banche dovevano affrontare una commissione di circa 20-30 punti base solo per far fronte allo stock di debiti deteriorati. Ma oggi, ragiona BofA, le banche hanno un Npe ratio del 3-4% circa, il che equivale a un costo di 9-12 punti base, ovvero il 60-70% in meno. I nuovi default incidono per circa l’1% e i governi hanno garantito nel frattempo circa il 20-30% dei prestiti alle pmi con coperture per lo più inutilizzate: siamo del 10-15% al di sotto del consenso sul costo del rischio (CoR).
Nel 2024, la distribuzione speciale agli azionisti è la nuova norma, secondo BofA, che reputa in tal senso l’Italia migliore della Spagna. «Con una generazione organica di capitale pari a circa 250-300 punti base l'anno, le banche si trovano con un Cet1 in eccesso. Alcune possono permettersi pagamenti del 90-100% circa degli utili senza incidere sui livelli di solidità di capitale, il Cet1».
BofA si aspetta che la «distribuzione speciale diventi la norma per banche come Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banco Bpm e CaixaBank. Anche Mps ha ripreso i dividendi con un payout del 50%».
In questo caso, prosegue Bofa, «Banco Bpm è particolarmente sottovalutata, con un rendimento cash (cash yield) del 18% nel 2024, addirittura superiore a Intesa Sanpaolo».
Il mercato valuta ora pari a zero l’eccesso di capitale che non viene distribuito sotto forma di dividendi o riacquisti nei casi i UniCredit o Mps, un fatto che gli analisti giudicano «ingiustificato».
Banche importanti da tenere d'occhio ora sono Mps, Banco Bpm, UniCredit in Italia, Sabadell in Spagna e Caixabank in Portogallo.
In particolar modo, scrive BofA, Banco Bpm ha una rete di sportelli leader in Lombardia, Veneto e Piemonte, regioni da primato per Pil pro capite in Italia. «Riteniamo che la banca sia nella posizione migliore per trarre vantaggio dalle fusioni e acquisizioni, sia come acquirente sia come obiettivo», scrivono gli esperti.
Ad un rapporto di p/e di 5,5 volte, con «il rendimento cash più alto in Europa pari al 18% e solido utile per azione», Bofa alza il rating su Banco Bpm a buy, lo inserisce nella Buy List delle migliori banche europee e alza il target price da 5,5 a 7 euro per azione. (riproduzione riservata)