La stagione delle trimestrali a Wall Street parte senza una direzione univoca. Ad aprire le danze, il 15 luglio, sono le grandi banche d’investimento (Blackrock, Jp Morgan, Wells Fargo e Citigroup) che hanno restituito numeri misti. Deludenti quelli di Blackrock, che all’apertura dei mercati ha visto il titolo cedere circa il 6%, più o meno in linea con le stime quelli di Wells Fargo e migliori delle attese per Jp Morgan e Citigroup.
A Blackrock non basta un incremento a doppia cifra di ricavi e utili, né il record delle masse in gestione che sono arrivate a 12.500 miliardi di dollari. «Abbiamo generato una crescita organica delle commissioni di base del 6% nel secondo trimestre e nella prima metà del 2025 e del 7% negli ultimi 12 mesi», sottolinea l’amministratore delegato Larry Fink. Il primo gestore patrimoniale al mondo archivia il periodo aprile-giugno con un fatturato di 5,42 miliardi (+13%), un utile operativo di 1,73 miliardi (-4%) e profitti per 1,59 miliardi (+7%). Gli analisti intervistati da Lseg prevedevano, però, ricavi pari a 5,46 miliardi.
Anche Wells Fargo accusa un netto calo delle azioni dopo la pubblicazione dei conti (-3,8% all’apertura di Wall Street). Nel secondo trimestre la banca riporta ricavi pari a 20,82 miliardi (+1%), battendo una previsione di 20,75 miliardi. Tuttavia, l’utile netto di 5,49 miliardi (+12%), ovvero 1,6 dollari per azione, non è sufficiente a superare le stime degli analisti che si aspettavano profitti per 1,41 dollari per azione. In più, il titolo sconta anche un taglio delle previsioni sul reddito netto da interessi: ad aprile Wells Fargo aveva dichiarato un obiettivo di crescita tra l’1% e il 3%, ma ora prevede che l’anno si chiuda con un dato in linea con il livello del 2024, pari a 47,7 miliardi.
Prova superata, invece, per Jp Morgan. La società guidata da Jamie Dimon registra un fatturato di 45,68 miliardi, in calo dell’11% rispetto al secondo trimestre 2024 ma migliore delle attese degli esperti, ferme a 44,06 miliardi. La banca d’investimento beneficia soprattutto della crescita del trading di titoli a reddito fisso (+15%) e dell’investment banking, le cui commissioni sono salite del 7%.
Anche l’utile, pari a 14,98 miliardi (-17%) ovvero 5,24 dollari per azione, supera le stime di 4,48 dollari per azione secondo i dati raccolti da Lseg. Il calo dei profitti è attribuito al confronto con il secondo trimestre 2024, quando il bilancio di Jp Morgan aveva inglobato un guadagno una tantum legato all’andamento delle azioni Visa. Soddisfatto l’amministratore delegato Dimon, che parla di «un altro trimestre di risultati solidi» con una buona performance per «tutte le linee di business».
Infine, Citigroup. La società vede crescere il fatturato dell’8% a 21,66 miliardi, a fronte di proiezioni del mercato pari in media a 20,98 miliardi. Per i profitti l'incremento è stato del 25% che è valso un utile netto di 4,01 miliardi e, quindi, un utile per azione di 1,96 dollari, oltre gli 1,6 dollari attesi dagli analisti. A dare slancio al business è in particolare l’attività di trading sul reddito fisso (+20%) che ha raggiunto i 4,3 miliardi, con i trader azionari di Citigroup che hanno incassato 1,6 miliardi nel trimestre.
«La divisione Services continua a dimostrare perché questa attività ad alto rendimento è il nostro gioiello della corona», commenta l’amministratrice delegata Jane Fraser, sottolineando che «i mercati hanno registrato la migliore performance del secondo trimestre dal 2020, con un secondo trimestre da record. I ricavi bancari sono aumentati del 18% e continuiamo a essere al centro di alcune delle transazioni più significative. I ricavi del settore Wealth sono aumentati del 20% con una solida crescita nelle tre linee di business». (riproduzione riservata)