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Banche e borse europee vs banche statunitensi, chi vincerà la sfida delle trimestrali
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Banche e borse europee vs banche statunitensi, chi vincerà la sfida delle trimestrali

di Lucia Generoso
04 febbraio 2024, 10:00 Ultimo aggiornamento: 16:19

I risultati delle banche d'investimento Usa, secondo Citi, non risultano più un indicatore affidabile per i ricavi delle banche europee, soprattutto nell’azionario. Ecco cosa si aspetta il broker dai conti in uscita di Barclays, Ubs, Deutsche Boerse, Euronext e London Stock Exchange. I titoli più convenienti che meritano buy | Stati Uniti, utili in calo per Goldman Sachs e Morgan Stanley. Ecco che cosa ha appesantito i conti delle due banche Usa nel 2023

Nel quarto trimestre del 2023 le cinque principali banche statunitensi hanno registrato ricavi dalle attività di investment banking per 27 miliardi di dollari, in calo del 3% su base annua e del 17% su base trimestrale. In particolare, i ricavi ficc, ovvero quelli generati dalle attività di reddito fisso, valute e materie prime, si sono attestati a 11 miliardi di dollari, in flessione del 13% (-30% rispetto al trimestre precedente); mentre i ricavi generati dalle attività sull’equity, pari a 9 miliardi di dollari, sono aumentati dell'8% su base annua (in calo del 12% rispetto al trimestre precedente).

Performance differenti tra le banche Usa e Ue

Entrando nel dettaglio, le performance delle singole banche sono risultate differenti. Bank of America e Morgan Stanley hanno assistito a un incremento dei ricavi del 2-3% rispetto all'anno precedente, ma a un calo dell'8-13% rispetto al trimestre precedente. JPMorgan ha registrato una performance piatta rispetto all'anno precedente e un calo dell'18% su base trimestrale. Goldman Sachs ha visto una diminuzione del 5% su base annua e del 20% rispetto al trimestre precedente, attribuita a un contesto macroeconomico debole. «Ci aspettiamo che i risultati del 2024 siano guidati da fattori specifici dei singoli titoli», chiariscono gli analisti di Citi. Comunque, i risultati delle banche d'investimento Usa non risultano più un indicatore affidabile per i ricavi delle banche europee, soprattutto nell’azionario. Ciò dipende dal fatto che le banche statunitensi hanno ora una composizione aziendale e geografica molto diversa rispetto al passato. «Ci aspettiamo che Ubs riporti ricavi ficc più deboli rispetto alle controparti statunitensi per via della sua esposizione al mercato dei cambi. Nel complesso, prevediamo che nell’ultimo trimestre 2023, i ricavi di Barclays, Deutsche Bank e Ubs siano pari a 6 miliardi di dollari, in flessione del 5% su base annua e del 16% su base trimestrale», stimano a Citi.

Bank of America: ricavi ficc in calo, salgono quelli sull’equity

Nell’ultimo trimestre del 2023, i ricavi ficc di Bank of America sono diminuiti del 6% su base annua e sono stati solo parzialmente compensati dalla migliore performance nel trading di ipoteche e di titoli municipalizzati. Allo stesso tempo, i ricavi generati dalle attività di equities sono lievitati del 12%. Il margine di interesse è sceso del 5% rispetto allo scorso anno su base full-time equivalent e del 3% rispetto al trimestre precedente. Per i primi tre mesi di quest’anno, Bank of America prevede che il margine di interesse sia 100-200 milioni di dollari inferiore a quello del quarto trimestre del 2023 con un’ulteriore diminuzione prevista per il secondo trimestre del 2024, a cui seguirà una ripresa nella seconda parte dell’anno. «Queste previsioni si basano sull'ipotesi che si verifichino sei tagli dei tassi quest’anno», precisano gli analisti di Citi.

Le spese totali sono ammontate a 17,7 miliardi di dollari. Escludendo l’accantonamento di 2,1 miliardi di dollari, +1% su base annua, ma -1% rispetto al trimestre precedente, per via degli investimenti nelle risorse umane e per i maggiori costi. Per il primo trimestre del 2024, si prevede un incremento delle spese di 700-800 milioni di dollari rispetto al quarto trimestre dello scorso anno. Le perdite effettive sul credito sono cresciute del 73% su base annua e del 28% su base trimestrale. Il rapporto Cet1 si è attestato al 11,8% (nel quarto trimestre del 2022 era del 11,2%), in calo di 9 punti base rispetto al trimestre precedente.

Goldman Sachs, Cet1 in calo

Nell’ultimo trimestre del 2023, i ricavi ficc di Goldman Sachs sono scesi del 24%, nonostante quelli legati alle attività di finanziamento siano aumentati del 4% raggiungendo un record di 739 milioni di dollari. Allo stesso tempo, si è verificato un aumento del 26% rispetto all'anno precedente dei ricavi legati all’azionario. Lo scorso anno il colosso di Wall Street ha mantenuto il primo posto nelle operazioni di fusioni e acquisizioni portate a termine e Ipo. I ricavi del wealth management sono aumentati del 23% su base annua, mentre il calo del 12% dei ricavi del private banking e dei prestiti è da collegare principalmente all'impatto della vendita dell'intero portfolio di prestiti Marcus avvenuta all'inizio dell'anno. Le spese operative del quarto trimestre del 2023 sono aumentate del 5% su base annua. Alla fine del 2023, il rapporto Cet1 di Goldman Sachs era del 14,5%, in calo di 50 punti base (e di 30 punti base rispetto al trimestre precedente).

JP Morgan, +8% i ricavi ficc e -8% quelli dell’equity

Nel quarto trimestre 2023 i ricavi ficc di JP Morgan sono cresciuti dell'8%, con i prodotti cartolarizzati che hanno performato bene. Nel frattempo, i ricavi dei mercati azionari sono diminuiti dell'8%. Le commissioni della banca d'investimento sono aumentate del 13%, mentre quelle della sottoscrizione di debito e azioni sono lievitate, rispettivamente, del 21% e del 30% rispetto all'anno precedente. Il margine di interesse è cresciuto del 12% su base annua (+7% rispetto al trimestre precedente). Tuttavia, l'attenzione è sulle prospettive per il 2024: è stimato a quota 90 miliardi di dollari, rispetto alla cifra annualizzata prevista per il quarto trimestre del 2023 di 97 miliardi. I ricavi nel wealth management sono aumentati dell’11%; i prestiti di appena l’1% rispetto al 2023, mentre i depositi medi sono scesi del 9% (anche se sono aumentati del 7% rispetto al trimestre precedente, trainati dagli afflussi generati da iniziative di pricing mirate e offerte di prodotti). Le spese nel quarto trimestre del 2023 hanno riportato una crescita del 24%. Infine, il Cet1 del 15% è aumentato di 70 punti base rispetto al trimestre precedente e di 180 punti base rispetto all'anno prima. 

Morgan Stanley punta sull’efficienza per ridurre le spese

La divisione investment banking di Morgan Stanley ha registrato una performance solida nel quarto trimestre del 2023, con ricavi in aumento del 5% rispetto all'anno precedente. L'attività di sottoscrizione di azioni è diminuita dell'1%, mentre quella dei titoli a reddito fisso è cresciuta del 25%. Nel comparto della gestione patrimoniale, le entrate nette sono rimaste stabili rispetto all'anno precedente. Le spese totali sono aumentate del 9% rispetto all'anno precedente, con il gruppo che continua a puntare sull’efficienza. Il Cet 1 di Morgan Stanley si è attestato al 15,2%, in calo di 40 punti base rispetto al trimestre precedente e di 10 punti rispetto all’anno prima. Inoltre, la banca ha riacquistato 1,3 miliardi di azioni ordinarie in circolazione nel trimestre e ha dichiarato un dividendo trimestrale di 0,85 dollari per azione.

Gli scambi in Europa

I volumi di scambio di azioni sono stati più deboli nel quarto trimestre del 2023. In particolare, su base annua, il volume medio giornaliero di Deutsche Boerse è diminuito del 3% su base annua, quello di Euronext del 5% anno su anno e quello di London Stock Exchange del 7%.

Barclays, Rote oltre il 10% e buyback di 1,5 miliardi

Citi prevede che il gruppo britannico fornisca (dati in uscita il 20 febbraio) nuove informazioni con l'imminente aggiornamento agli investitori, anche sui ritorni di capitale. In particolare, prevede un payout ordinario del 30% e un buyback di 1,5 miliardi di sterline l’anno, oltre che la conferma dell'obiettivo di un Rote superiore al 10%. In passato il gruppo ha puntato anche a un obiettivo di cost/income inferiore al 60% e a un costo del rischio di circa 50-60 punti base. «Ci aspettiamo che venga ribadito il rapporto cost/income inferiore al 60%», stimano gli analisti di Citi. Per il quarto trimestre del 2023 è atteso un utile netto pari a 4,983 miliardi di sterline, dato inferiore del 4% rispetto ai 5,179 miliardi previsti dal consenso. Per l’intero esercizio è atteso un utile netto pari a 23,434 miliardi di sterline, appena l’1% in meno rispetto alla stima del consenso a 23,626 miliardi.

Gli esperti, però, evidenziano che tutti questi interventi non risolveranno alcune questioni strategiche: ovvero il fatto che l’investment banking rappresenta una percentuale troppo ampia dei ricavi e dell’utile di Barclays rispetto a qualsiasi altra banca europea. Inoltre, il rapporto ricavi/rischio degli asset è peggiore rispetto a quello dei competitor. «Finché questo rimane, ci aspettiamo che le azioni continueranno a essere negoziate a sconto rispetto ai competitor», avvertono gli esperti di Citi, pur ribadendo la valutazione buy sul titolo con un nuovo prezzo obiettivo a 250 sterline (da 235) dopo aver aumentato le stime sugli utili per il periodo 2023-2026 dello 0-6%.

Deutsche Bank declassata a neutral

Invece, Citi ha abbassato il rating su Deutsche Bank a neutral con le azioni negoziate a 0,4 volte il rapporto prezzo/capitale tangibile per un Rote di circa il 7% con il management che ha ribadito l'obiettivo di distribuire 8 miliardi di euro agli azionisti nel periodo 2021-2025. Dopo aver abbassato le stime sull’utile per azione per il periodo 2023-2026 di circa 4-7%, il prezzo obiettivo è stato ritoccato da 14 a 13,4 euro.

Ubs, Cet1 leggermente superiore al consenso

Ubs ha visto una forte rivalutazione, per cui il titolo non è più così conveniente. Tuttavia, i risultati del quarto trimestre del 2023, in uscita il prossimo 6 febbraio, dovrebbero agire da catalizzatore positivo. «Non ci aspettiamo nuovi obiettivi finanziari, ma una maggior chiarezza sui tempi e sulla portata delle misure di riduzione dei costi e un aggiornamento sugli acquisti di azioni per 2 miliardi di dollari per il 2024», spiegano gli analisti di Citi. Complessivamente, le stime di Citi sui ricavi del 2023 sono in linea con quelle del consenso (39,083 miliardi di dollari il dato di Citi e 39,023 miliardi quello del consenso), «mentre ci attendiamo un Cet1 ratio del 14,3%, superiore alla guidance del 14% e in linea con la stima del consenso». Pressochè in linea le stime degli analisti di Citi con quelle del consenso anche per la voce utile prima delle tasse, rispettivamente, pari a 1,661 miliardi e 1,699 miliardi di dollari. «Il titolo è scambiato a un rapporto tra price e tangible book value di una volta, a premio rispetto ad altre banche europee. Confermiamo la valutazione buy, con un prezzo obiettivo a 30 franchi svizzeri».

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Deutsche Boerse, M&A sì ma dal 2025

Le previsioni di Citi sui ricavi del quarto trimestre del 2023 (pari a 1,467 miliardi di euro) di Deutsche Boerse (dati in uscita il 7 febbraio) sono del 3% superiori a quelle del consenso (1,430 miliardi) mentre quelle sull'ebitda (774 milioni) del 2% superiori rispetto al consenso (758 milioni), mentre quelle sull’ebit (649 milioni) del 3% superiori (633 milioni).  Considerando l’interno anno 2023, Citi si attende ricavi pari a 5,107 miliardi di euro (solo l’1% in meno rispetto al consenso di 5,073 miliardi) e un ebitda di 2,935 miliardi (in linea con il consenso di 2,952 miliardi). «Ci aspettiamo che Deutsche Boerse si concentri sull'integrazione di Simcorp nel 2024. Stimiamo un rapporto debito netto/ebitda in discesa a 1,9 volte entro il 2024, ma al di sopra della soglia target di 1,75 e quindi non ci aspettiamo che la società sfrutti ulteriori opportunità di crescita inorganica nel 2024», commentano gli analisti di Citi. «Non si escludono, però, opportunità di M&A nel 2025, data l'alta generazione di flussi di cassa nel 2024». Gli esperti di Citi hanno apportato modifiche minime alle previsioni di utile per azione nel sottile range 0-1%. Il prezzo obiettivo di Citi su Deutsche Boerse sale da 187 a 194 euro, rating buy.

Euronext, rapporto debito netto/ebitda visto calare nel 20214

Citi da Euronext (dati in uscita il 15 febbraio) si attende ricavi pari a 358 milioni di euro nell’ultimo trimestre del 2023, il 3% al di sotto della stima del consenso (di 370 milioni) e costi più elevati (+2% rispetto al consenso), mentre la previsione di ebitda pari a 192 milioni di euro è dell'8% al di sotto della stima del consenso (209 milioni). Inoltre l’utile netto atteso per il quarto trimestre risulta pari a 101 milioni (inferiore dell’11% rispetto al consenso di 114 milioni) e quello per il 2023 a 485 milioni (inferiore del 3% rispetto ai 501 milioni del consenso). Gli esperti si aspettano che l'attenzione continui a essere sui potenziali obiettivi di M&A nel breve termine e sull’outlook del trading per il 2024. Attese anche sinergie per un controvalore di 47,6 milioni di euro nel terzo trimestre del 2023, mentre dovrebbero ammontare a 70 milioni per tutto 2023 e a 115 milioni nel 2024. Il rapporto debito netto/ebitda è visto a 2,1 volte alla fine del 2023 e in calo a 1,7 nel 2024 (rispetto al picco di 3,2 volte). Gli analisti di Citi hanno abbassato le stime sull’utile per azione del 2023-2025 di circa il 2%, mentre il prezzo obiettivo sull’azione sale da 93 a 107 euro. Con una valutazione pari a 13,2 volte l’utile per azione del 2025, il titolo rimane fortemente a sconto rispetto ai competitor statunitensi ed europei. «Riteniamo, quindi, che la valutazione sia interessante e confermiamo il giudizio buy», indicano a Citi.

London Stock Exchange, buy ma il prezzo obiettivo scende

Nel caso di London Stock Exchange gli analisti di Citi si attendono un ebitda nel secondo semestre 2023 (dati in uscita il 29 febbraio) pari a 1,89 miliardi di sterline, l’1% al di sotto della stima del consenso di 1,908 miliardi, e ricavi pari a 3,812 miliardi, anch’essi inferiori dell'1% rispetto al consenso di 3,855 miliardi (in tutte le divisioni). Questo porterebbe il margine ebitda del 2023 al 47,4%, in linea con la guidance implicita del 47,3%. Per il 2024 è previsto un ritmo di crescita dei ricavi più lento, con 7,637 miliardi (l’1% in meno rispetto ai 7,680 miliardi del consenso), in parte dovuto all'impatto dalla perdita del contratto con Credit Suisse (stimata una perdita a livello di ricavi di circa lo 0,7%) e alla cessazione dell'accordo LCH/Euronext (stimata una perdita di ricavi di circa lo 0,9%). Un'accelerazione è prevista solo a partire dal 2025 quando si vedranno alcuni dei benefici dalla partnership con Microsoft. Quanto all’utile è stimato pari a 892 milioni (inferiore del 3% rispetto al consenso di 916 milioni) nella seconda metà dello scorso anno e a 1,782 miliardi (appena l’1% in meno dei 1,804 miliardi del consenso) nell’intero esercizio. «Abbiamo abbassato le stime di ebitda del 2023-2026 dello 0,2%, mentre l’utile per azione del 3-6%, portandoci in linea con le stime del consenso per il 2024, ma al di sotto per il 2025-2026», aggiungono gli analisti di Citi. Con il rapporto debito netto/ebitda ora ben entro il range di 1,5-2,5 volte, non si esclude la possibilità di ulteriori acquisizioni e/o di ulteriori buyback. «Ribadiamo la raccomandazione buy su London Stock Exchange con un nuovo prezzo obiettivo a 103 sterline (da 106) a causa della riduzione delle stime di utile per azione», concludono gli analisti di Citi.

 (riproduzione riservata)



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