Le recentissime vicende che hanno coinvolto l'Autorità garante della privacy stanno portando in primo piano la necessità di riflettere sulle condizioni di autonomia e indipendenza delle autorità di regolazione, controllo e garanzia.
L'autonomia è istituzionale e, come tale, essa esige che sia anche funzionale e che la governance sia coerente con tale status. Nel momento in cui la governance di tali autorità, nel suo agire, si configurasse inevitabilmente come una emanazione del governi, delle maggioranze parlamentari o delle minoranze, verrebbe meno la ragion d'essere di questi organismi.
Per l'esperienza sinora compiuta, si riscontrano luci e ombre. Comunque l'esigenza di una riforma oggi si rafforza per le ulteriori trasformazioni intervenute nel campo dei soggetti controllati, per i rapporti con le istituzioni dell'Unione Europea, per le responsabilità nei confronti del governo e del parlamento, per l'evoluzione delle materie su cui si esercita la competenza, per il modo in cui vengono nominati i componenti degli organi di vertice.
A quest'ultimo proposito, disciplina e onore debbono essere prerequisiti. Se si mette mano alla revisione della formazione dei vertici, allora la strada da imboccare non può che essere quella dell'adozione di una procedura simile a quella della nomina dei giudici costituzionali.
Poi, occorre ancor più stringere sui requisiti di competenza, esperienza, onorabilità, autonomia intellettuale, anche, e soprattutto, nei confronti delle forze politiche, nonché sulla disponibilità di un coerente curriculum. Si deve, cioè, essere distinti e distanti da tali forze, ma anche, naturalmente, dalle forze economiche.
No alle spartizioni partitiche e no alle ingerenze economiche. Non dovrebbero essere ammesse, per i designati, porte girevoli con ripescaggi per altri mancati incarichi o premi di consolazione. Ma esiste, con pari importanza, il problema delle funzioni e dei loro possibili e necessari accorpamenti. Si pensi al campo del credito e del risparmio, dove sarebbe possibile un'aggregazione per funzioni delle relative autorità. Si rifletta su Consob, Antitrust, Covip, Ivass, Banca d'Italia che non è un'autority ma ha in parte funzioni di authority, mentre per la parte preponderante è una banca centrale facente parte dell'Eurosistema con numerose funzioni, a cominciare da quella principe, la compartecipazione all'esercizio della politica monetaria.
In questa materia bisogna tener conto delle interfacce europee, Eba, Supervisory Board della Bce in materia di Vigilanza, Esma, Eiopa anche esse oggetto di una riflessione per possibili riforme. In materia sono state presentate non molto tempo fa importanti proposte da parte del presidente della Consob, Paolo Savona, che in primavera concluderà il settennato durante il quale ha dimostrato una sicura autonomia intellettuale e morale, oltreché una molto particolare competenza e cultura. Vale, tutto ciò, per chi sarà selezionato per la successione.
Nella revisione occorrerebbe definire con chiarezza le responsabilità delle authority nei confronti del parlamento, del governo e dell'autorità giudiziaria nonché i rapporti con gli organi dell'Unione, muovendo sempre dalla loro natura di istituzioni neutre, in senso lato, di garanzia. Andrebbero altresì previste forme periodiche di accountability e un’adeguata informazione alle istituzioni, ai cittadini, ai mercati. Fondamentale è a poco a poco divenuta la comunicazione.
È utopistico immaginare una tale riforma che imporrebbe la fine dello spoil system? Forse, ma già il solo impegnato tentativo di agire come si è testé indicato sarebbe importante. Perché se continua l'inerzia e si ripresentano casi di ben limitata autonomia innanzitutto nei comportamenti, allora prendono piede quelle posizioni che sostengono, visti i non sciolti nodi con i governi, che allora è preferibile far ritornare le funzioni di queste autorità nell’?????alveo governativo perché almeno vi sarà la possibilità di un diretto sindacato parlamentare.
Non è da augurarsi che ciò avvenga, ma questi sono i rischi se non si imbocca la strada di un’efficace riforma. (riproduzione riservata)