«L’Europa deve fare i conti con le conseguenze di scelte sbagliate. Le regole imposte in passato hanno danneggiato un settore strategico come l’auto. Oggi serve un cambio di rotta: non possiamo continuare a inseguire un’unica via come quella dell’elettrico, ignorando tecnologie mature e già disponibili come i carburanti rinnovabili».
L’eurodeputata di Fratelli d’Italia, Elena Donazzan, chiede un cambio di passo all’Unione Europea sull’automotive, che oltre ad affrontare le sfide imposte dalla transizione verso l’elettrico deve vedersela con i dazi di Donald Trump e sfidare la concorrenza delle rivali cinesi. La vicepresidente della Commissione Industria del Parlamento Europeo è intervenuta all’evento conclusivo della tappa italiana del Tour d’Europe, promosso da Eni/Enilive a Roma.
Il futuro all’automotive passa anche dai carburanti rinnovabili, quindi Donazzan ha insistito sulla necessità della neutralità tecnologica e su un approccio pragmatico, che tenga conto delle reali possibilità del mercato. «È la domanda dei consumatori, non i regolamenti, a indicare la direzione. Ogni tecnologia utile alla decarbonizzazione va valorizzata, senza pregiudizi ideologici».
Nel suo intervento l’eurodeputata di Fratelli d’Italia ha poi criticato la Commissione Europea per l’assenza di autocritica e per l’esclusione dell’industria dei carburanti alternativi dal Clean Industrial Deal. «Non basta rinviare le sanzioni di qualche anno: serve una strategia industriale chiara, stabile e condivisa, che metta al centro l’innovazione e dia certezze agli investitori».
Donazzan è convinta che l’Italia può svolgere un ruolo di primo piano per ridefinire il modello energetico europeo. «Il nostro Paese, con il governo Meloni, ha dimostrato che diversificare fonti e fornitori è possibile», commenta l’eurodeputata. «La sovranità energetica si conquista con scelte pragmatiche, non ideologiche. E l’innovazione deve tornare a essere al servizio della competitività, non solo della narrativa green». (riproduzione riservata)