La paura dei dazi offusca i buoni risultati di Asml. La società olandese, nota per i suoi macchinari litografici utilizzati per produrre chip, batte le attese nel secondo trimestre 2025. Tuttavia, l’attenzione degli investitori è catalizzata dai dubbi che circondano le prospettive per il 2026.
L’incertezza del contesto, tra dazi annunciati, sospesi e modificati di continuo, è tale che l’amministratore delegato di Asml, Christophe Fouquet, ammette di non sapere se il prossimo anno il gruppo riuscirà a crescere ancora. Il mercato ha reagito con vendite massicce sulle azioni della società, che hanno chiuso in forte perdita: -11% ad Amsterdam.
Nel secondo trimestre 2025 Asml riporta vendite nette per 7,7 miliardi di euro, al di sopra dei 7,52 miliardi attesi dagli analisti intervistati da Lseg, con un utile netto di 2,29 miliardi contro i 2,04 previsti. Anche le prenotazioni nette, indicatore chiave della domanda, sono andate oltre le stime attestandosi a 5,5 miliardi.
Tuttavia, le prospettive per il terzo trimestre hanno raffreddato l’entusiasmo degli investitori. Tra luglio e settembre il gruppo si aspetta vendite comprese tra 7,4 e 7,9 miliardi di euro, mentre il mercato puntava a circa 8,3 miliardi. Per l’intero 2025 la previsione di crescita dei ricavi scende al 15%, che implica un fatturato di circa 32,5 miliardi. La forchetta fissata in precedenza era invece di 30-35 miliardi.
Ma a preoccupare maggiormente il management è il 2026. Il ceo Fouquet, pur sottolineando la solidità dei clienti nel comparto dell’intelligenza artificiale (che traina la domanda di chip avanzati e, quindi, dei macchinari di Asml), ha ammesso che «cresce l’incertezza macroeconomica e geopolitica». Il risultato è l’impossibilità di garantire agli investitori una crescita del business il prossimo anno.
Asml è uno dei player centrali nella filiera globale dei semiconduttori. I suoi macchinari litografici sono necessari per la fabbricazione dei chip più performanti, utilizzati da clienti come Tsmc, Intel, Nvidia e Apple. L’azienda ha da poco avviato la spedizione del nuovo High NA, una macchina da oltre 400 milioni di dollari, centrale nella strategia del gruppo.
L’intelligenza artificiale resta «un grande motore» di crescita, come ricorda il cfo Roger Dassen, ma le turbolenze economiche e i dubbi sulla politica commerciale degli Stati Uniti impongono cautela. I chip, infatti, per ora sono rimasti ai margini della guerra commerciale. Non hanno subito le tariffe maggiorate che l’amministrazione Trump ha già imposto (o promesso) a una molteplicità di settori, dall’auto al pharma, ma questo non basta per dare visibilità sul lungo periodo alle aziende del settore.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha più volte detto che i semiconduttori – settore altamente strategico per gli Usa – saranno oggetto di un approfondimento separato, volto a stabilire il livello di dazi più opportuno. L’attesa delle tariffe, però, sta già frenando le aziende come Asml che temono di finire nel mirino del tycoon da un giorno all’altro. (riproduzione riservata)