Sulla scia della chiusura in rosso lunedì 10 ottobre di Wall Street, dove il Nasdaq ha chiuso sui minimi da oltre due anni (-1,04%, Dow Jones -0,32%, S&P 500 -0,75%), prevale il segno meno anche in Asia. Il Nikkei di Tokyo riapre oggi dopo la festività della prima seduta della settimana e a ridosso della chiusura arriva a perdere il 2,7%. Shanghai fa -0,19%, Hong Kong, -2,2% l'indice principale Hsi, Corea del Sud, -2,2% il Kospi, e Taiwan che lascia sul terreno il 4% dopo gli effetti su Tsmc delle nuove regole sui produttori di chip varate dagli Usa. L'indice Hang Seng di Shanghai è ai minimi da sei mesi e quello di Hong Kong da 11 anni trainati al ribasso dai titoli legati alla tecnologia e ai beni di consumo. Si temono in particolare gli effetti di una recrudescenza di casi Covid in Cina durante la settimana di vacanza in vista del 20° congresso del Partito Comunista a Pechino che inizia il 16 settembre nel quale si prevede che il leader Xi Jinping chiederà un altro mandato al potere, il terzo. Il Paese continua a puntare sulla politica zero Covid con restrizioni diffuse.
La Cina continentale ha segnalato 427 nuovi casi sintomatici di Covid per lunedì in più di 20 regioni. Dal 4 ottobre è in lockdown una popolare città turistica nella provincia meridionale dello Yunnan, a Xinjiang è scattato il divieto alle persone di lasciare la regione a causa di un focolaio locale di Covid e il 6 ottobre sono state introdotte restrizioni nella città di Haikou, nella provincia di Hainan. La media mobile a sette giorni delle infezioni da Covid trasmesse localmente con sintomi è più che raddoppiata da 136 del 1 ottobre a 305 del 9 ottobre, hanno affermato gli analisti di Nomura. La Cina continentale ha segnalato 427 nuovi casi sintomatici di Covid per lunedì 10 ottobre in più di 20 province, se si aggiungono le infezioni senza sintomi, il conteggio giornaliero dei casi ha superato i 2 mila e proveniva da quasi tutte le 31 province.
Nel frattempo, le notizie sul varo da parte degli Stati Uniti di nuovi controlli sulle esportazioni che includono misure per impedire alla Cina di accedere a determinati semiconduttori hanno continuato a innervosire gli operatori del mercato, soprattutto a Taiwan. Il ministero del Commercio cinese si è opposto alla mossa e ha esortato gli Stati Uniti a smettere di danneggiare il settore dei chip.
Tra le materie prime nella seduta asiatica l'oro è in ribasso dello 0,26% a 1.660 dollari, il petrolio Wti cede lo 0,77% a 90,41 dollari e il Brent perde lo 0,31% a 95,90 dollari. L'oro scende per la quinta seduta di seguito per via dell'aumento dei rendimenti delle obbligazioni Usa e del dollaro. Nel valutario l'euro-dollaro tratta a 0,98 dollari, -0,29%, il dollaro-yen è a 145,83, +0,11% e il cross tra sterline e dollaro tratta a 1,10, -0,38%. Il rendimento del titolo di Stato Usa a dieci anni è al 4,004% in rialzo di 0,119 punti mentre è attesa per mercoledì 12 ottobre la pubblicazione dei verbali dell'ultima riunione di settembre del Fomc, il braccio operativo della Fed e per giovedì è in agenda il dato chiave dell'inflazione americana di settembre. (riproduzione riservata)