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Wti in attesa dell’uncino di Ross
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Secondo Albi Marini, specialista della tecnica, il greggio ha chance di risalita

Wti in attesa dell’uncino di Ross

MFT - Numero 203 pag. 23 del 15/10/2019

Milano Finanza Intelligence Unit

L’unica differenza rispetto alla configurazione originale è il fatto che il famoso 1-2-3 questa volta è sostituito da una fase di congestione. Superati i 54 dollari, si parte al rialzo

Trader pronti a comprare petrolio se si svilupperà a breve una delle configurazioni grafiche più potenti, che potrebbe anticipare un movimento rialzista sul Wti americano: l’uncino di Ross. Due presupposti su tre ci sono: una marcata tendenza (ribassista, tra il 16/9 e il 3/10) e una breve fase di congestione (tra il 4/10 e il 10/10). Da sottolineare che la struttura tecnica classica dell’uncino di Ross prevederebbe la formazione di un 1-2-3 prima del famoso uncino. Tuttavia, in questo caso, l’1-2-3 viene sostituito da una fase di congestione (quella tra il 3/10 e il 10/10). Quale segnale dunque attendere? Secondo Guido Albi Marini, responsabile Italia e Svizzera per Joe Ross Fair Trading, l’unica struttura autorizzata da Joe Ross a divulgare le sue strategie, «ci manca solo l’uncino per ripartire al rialzo».

Quello che lo specialista intende è una giornata rialzista che faccia uscire dalla congestione e confermi il pattern tecnico. A livello grafico, il petrolio, dovrebbe dunque registrare una seduta in rialzo oltre i 54 dollari al barile con almeno un paio di sedute successive sopra tale livello. I target di una simile configurazione porterebbe le quotazioni del greggio verso almeno i 58 dollari al barile. «Questo è un caso particolare rispetto alla tipica configurazione dell’uncino di Ross», spiega Marini, «che solitamente si sviluppa in un altro modo». Il classico uncino di Ross prevede una tendenza marcata (ribassista nel nostro caso dal 16/9 al 3/10) e il seguente sviluppo dell’1-2-3 che anticipa il famoso uncino, premonitore di un’inversione di tendenza.

L’1-2-3 è identificato da tre punti ben precisi: il numero 1 individua un minimo di swing del mercato (un minimo relativo a cui fanno seguito delle sedute con segno inverso). Il numero 2 costituisce il massimo di swing intermedio, mentre il numero 3 è invece il successivo minimo di swing, che deve essere minore rispetto al minimo di swing del punto 1. Il segnale di acquisto (il famoso uncino) avviene al superamento del massimo relativo del punto 2. «Ma non tutte le ciambelle escono con il buco», continua Marini, «e da qui la diversa configurazione». Secondo lo specialista, le strategie di Ross sono basate sull’osservazione dei mercati, ma soprattutto sull’individuazione delle possibili azioni da parte dei market maker. «Questa capacità è stata sviluppata da Joe Ross durante la sua esperienza nei floor americani», continua Marini «e il comportamento dei market maker non è cambiato anche dopo l’avvento della contrattazioni elettroniche che per lo più hanno soppiantato la presenza di molti operatori nei floor».

Le strategie di trading, in genere, si basano su ripetizioni statistiche di pattern individuati, ma se alle risultanze statistiche si abbina un’analisi del perché di tali movimenti, il segnale diventa un segnale non solo statistico ma anche logico, rafforzando la sua probabilità molto più che se si utilizzassero simultaneamente più indicatori. La formazione di un uncino di Ross è semplicemente l’incapacità da parte del mercato di effettuare un nuovo massimo (o minimo, dipende dal caso). La filosofia retrostante è che ci sono una serie di ordini di acquisto sulla cima dell’uncino di Ross, sia da parte di coloro che sono pronti ad entrare ad un suo breakout, sia da parte di coloro che pensando che il movimento al rialzo fosse terminato erano entrati short, mettendo degli stop loss esattamente sulla cima del Ross Hook.

Indipendentemente dalle motivazioni (opposte) della presenza di tali ordini, sono esattamente queste le posizioni che i market maker, dopo aver acquistato durante la fase di congestione un numero sufficiente di posizioni, vogliono «accontentare» eseguendo tali ordini di acquisto e liberandosi pertanto, con profitto, di quanto acquistato in precedenza. «L’entrata alla rottura della barra di ritracciamento permette di farsi trascinare dalla corrente artificiale, creata dai market makers», conclude Marini. È una delle pochissime strategie che permette di non essere contro i market maker ma di sfruttarli a nostro vantaggio senza incorrere nella possibilità di andare contro un treno. (riproduzione riservata)



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