Webank allarga l’offerta sulle opzioni, avviando l’operatività su due nuovi strumenti: il cross euro/dollaro e l’indice S&P 500. «Abbiamo raccolto l’esigenza di numerosi clienti», spiega Stefano Cioffi, responsabile di Webank (Bpm). Le opzioni consentono di prendere posizione su un titolo in modo direzionale pagando un piccolo premio. I veri vantaggi delle opzioni sono però tre: il primo è quello di poter impostare strategie redditizie anche con un mercato che si trova in fase laterale, gli altri due sono le opportunità di vendere due asset class atipiche, rispettivamente il tempo e la volatilità.
Si tratta di vantaggi di indubbio entità, il mercato per la maggior parte del tempo è all’interno di aree rettangolari, dei trading range che rappresentano una sorta di punto di equilibrio del prezzo. Alcuni analisti tecnici, mai smentiti, sostengono che l’80% del tempo il prezzo rimane all’interno di questi rettangoli. Con le opzioni si può vendere uno dei due lati in questione o entrambi puntando proprio sulla congestione.
Ovviamente vanno comprate le dovute coperture per evitare che la strategia comporti rischi eccessivi. Ma entriamo nei dettagli e cerchiamo di capire il prodotto. Come detto si tratta di opzioni quotate al Cme, il Chicago Mercantile Exchange, la piazza di riferimento globale per questo genere di prodotti. Gli strumenti dovrebbero essere quindi fra i più liquidi in circolazione. I sottostanti come detto sono l’euro/dollaro e l’S&P 500.
Quanto ai margini di negoziazione, quelli standard sono pari a 3.600 euro per l’S&P 500 e 1.000 euro per l’euro dollaro. Gli orari di negoziazione vanno dalle 8 alle 22,15. «L’obiettivo è quello di estendere la negoziazione completa», aggiunge Cioffi. L’offerta è, invece, assolutamente in linea con quella degli altri broker presenti in Italia. Ovviamente questi sono i margini per le opzioni at the money, cioè trattate con lo strike analogo al prezzo di quotazione del momento. Se le opzioni sono out of the money il margine da versare è più basso.
Al contrario, il margine per le opzioni in the money è molto più alto. Sono quotate, analogamente ai future azionari, le scadenze di marzo, giugno, settembre e dicembre. Questo genere di informazione può essere utile anche ai trader che lavorano sul future o addirittura sul cash, perché ovviamente passata la scadenza il mercato ha maggiori possibilità di movimento.
«Per le strategie complesse abbiamo messo a punto un calcolatore», ha spiegato Cioffi. Quanto invece alle commissioni di negoziazione, il modello applicato è quello dei derivati delle altre piazze finanziarie europee anche se si tratta di strumenti quotati a New York. Nel dettaglio, le opzioni vanno per gamba dai 5,9 ai 3 euro a seconda dell’ammontare delle commissioni generato nel mese precedente. Per arrivare al profilo minimo, quello dei 3 euro, occorre muovere oltre 2.000 euro. Le opzioni hanno scadenza mensile e trimestrale ma il Cme ha deciso di cancellare le scadenze mensili già dal mese di luglio, come si può vedere direttamente sul sito ufficiale del Cme group, per permettere al mercato di concentrarsi su quelle settimanali.
Quanto alle specifiche del contratto analogamente al contratto future, ogni pip, pari 0,0001 per l’euro/ dollaro, vale 12,50 dollari, mentre quello dell’S&P 500 è 0,01 e vale 10 dollari. Quanto al calendario dell’offerta, per ora è disponibile solo l’informativa, mentre dal 20 maggio gli strumenti potranno essere anche negoziati. Informativa e negoziazione saranno integrate all’interno della console ammiraglia T3. Tutta l’informativa sarà visualizzata all’interno di una struttura grafica denominata, Option panel. La sua struttura sarà quella classica utilizzata anche da altri broker. (riproduzione riservata)