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La politica monetaria accomodante spinge i titoli del comparto, già sui massimi

Utility a tutto gas grazie ai tassi

MFT - Numero 119 pag. 21 del 18/06/2019

Milano Finanza Intelligence Unit

Non mancano spazi di crescita. Ottima impostazione per Enel, ma Terna ha più margini di apprezzamento. Incerte Italgas e A2A, mentre Hera pensa all’unione con Ascopiave

Utility a tutto gas grazie ai tassi

Utility a tutto gas, grazie soprattutto allo scenario dei tassi d’interesse. Quella in corso potrebbe essere infatti la settimana decisiva per la politica monetaria americana: la riunione della Federal Reserve in calendario il 19 giugno potrebbe vedere l’annuncio da parte del governatore Jerome Powell di una guidance decisamente più accomodante rispetto ai rialzi del 2018. E a beneficiare maggiormente della decisione saranno appunto le utility. Si tratta infatti di un comparto tipicamente difensivo, cioè al riparo da storni eccessivi: la domanda di energia e di acqua è piuttosto rigida (cioè difficilmente se ne può fare a meno) e i prezzi finali applicati da queste aziende, pur essendo in molti casi controllati, e anzi proprio per questo motivo, sono quindi relativamente stabili.

Oltretutto, come già anticipato, con Fed e Bce apertamente pronte ad abbassare i tassi d’interesse in caso di bisogno, il settore gode di fondamentali decisamente favorevoli. Il costo del denaro basso, e in ulteriore calo, riduce il costo del loro indebitamento, tipicamente elevato, e rende più appetibili i loro dividendi. Tuttavia, non manca qualche elemento di rischio perché un calo dell’attività industriale comporta anche una riduzione dei consumi di energia, dunque qualche spiacevole sorpresa potrebbe arrivare anche dalle loro trimestrali, ma difficilmente dovrebbero essere annunciate situazioni drammatiche.

Questi elementi spiegano il motivo per cui le quotazioni del settore in questo momento sono decisamente forti e potrebbero crescere ulteriormente. A riprova di ciò basta guardare il grafico settoriale delle utility italiane, il Ftse Italia All-Share Utilities. Nella seduta di lunedì 17 l’indice ha nuovamente raggiunto un massimo storico a 33.330 punti, salvo poi ritracciare leggermente e andare a chiudere la seduta in rialzo dello 0,14% a 33.262 punti. L’impostazione dell’indice è ampiamente al rialzo, tuttavia prima di valutare l’apertura di una posizione sarebbe opportuno aspettare un ritracciamento delle quotazione. Un primo livello d’ingresso potrebbe essere a 32 mila punti, in corrispondenza del primo supporto statico importante. Un secondo punto d’entrata è invece a 31.500 punti, dove tra fine marzo e metà di aprile 2019 le quotazioni registrarono una compressione. In ultima istanza, c’è anche l’area di 30.300 punti che potrebbe rappresentare l’ultimo livello per un ipotetico piano di accumulo sul Ftse Italia All Share Utilities.

Rispetto all’indice italiano risulta decisamente impostato peggio l’omologo europeo, il Dow Jones Euro Utilities: il 7 giugno scorso si è infatti scontrato con la resistenza a 308 punti che ha spedito le contrattazioni al ribasso fino ai 302,25 punti della chiusura di ieri. Lo storno arriva però da un precedente rally, partito il 31 maggio scorso a 285 punti e culminato appunto con il massimo del 7 giugno. Dopo un rialzo dell’8% in pochi giorni è fisiologica una leggera fase di flessione. L’indice settoriale europeo potrebbe dunque scendere ancora un po’, fino al supporto di 300 punti, per poi ripartire con l’obiettivo di rompere i massimi precedenti e mettere nel mirino l’area dei 315 punti, dove si trova il massimo relativo dell’11 settembre 2017. Se questa configurazione dovesse avverarsi c’è la possibilità che la successiva ripartenza dell’indice europeo possa dare un’ulteriore spinta a quello italiano e quindi ai titoli che lo compongono.

Partendo da Enel, utility regina del listino italiano, un piccolo ritorno verso quota 6 euro (chiusura di ieri, lunedì 17 giugno, a 6,08 euro) potrebbe essere un’interessante punto d’ingresso per un’operazione rialzista. Il titolo è in forte tendenza rialzista e non è dunque scontato che riesca a ritracciare leggermente per permettere un’entrata meno tirata rispetto alle quotazioni attuali. Per chi volesse essere ancora più conservativo il livello tenere d’occhio è il ritorno a 5,8 euro. Stop loss categorico sotto 5,5 euro. Per quanto riguarda invece i target price, poiché il titolo è già sui massimi storici, non ci sono punti di riferimento precedenti e quindi occorre affidarsi a numeri tondi come 6,5 euro. Il titolo Terna invece, poiché da inizio giugno è salito meno rispetto a Enel, potrebbe risultare addirittura più interessante.

Il titolo si trova a ridosso del precedente massimo storico a 5,8140 euro, segnato il 27 maggio: se riuscisse a superarlo, potrebbe in teoria accelerare di più rispetto a Enel. Lo stop loss di quest’operazione dovrebbe essere attivato sotto quota 5,7 euro. Impostazione molto simile anche per Italgas, alle prese con la resistenza di area 6 euro. Tale barriera ha fatto il suo dovere anche nella seduta di ieri, 17 giugno: dopo averla testata pochi minuti dopo l’apertura, il titolo è tornato a oscillare tra 5,92 e 5,95 euro. Va comunque sottolineato come Italgas si trovi all’interno di una canale rialzista ben delineato, partito nel novembre 2018 e al momento con limite inferiore in area 5,80 euro.

Tutt’altro tipo d’impostazione per A2A. Il corso azionario dell’utility con sede legale a Brescia è decisamente più debole dei titoli precedenti, visto che finora non ce l’ha fatta a uscire da una sorta di box di congestione di medio termine che da inizio maggio blocca le quotazioni tra il supporto statico di 1,4 euro e la resistenza di 1,60 euro. Sul lungo termine c’è una trend line che è stata testata con il minimo della seduta del 31 maggio a 1,42 euro. In caso di violazione di questo supporto dinamico, che attualmente passa nei dintorni a 1,45 euro, si potrebbe entrare in una spirale ribassista. Viaggia infine bene, ma un po’ per conto suo, il titolo Hera. Il gruppo negli ultimi tempi è stato alle prese con la possibile integrazione con Ascopiave. Dopo mesi di trattative, proprio ieri le due società hanno approvato «la sottoscrizione di un term sheet vincolante per unire le due realtà. Difficile dunque fare previsioni sull’andamento futuro del titolo, che però rimane da monitorare con attenzione. (riproduzione riservata)



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