skin track
Weekly Market Focus Leggi dopo

Uno sguardo agli AMC

Milano Finanza - Numero 103 pag. 56 del 27/05/2023

Milano Finanza Intelligence Unit

I certificati a gestione attiva sono l’anello di congiunzione coi fondi comuni d’investimento, dai quali riprendono la capacità adattarsi in modo discrezionale alle condizioni di mercato  

Uno sguardo agli AMC

Da sempre il mercato dei certificati d’investimento ha fatto dell’innovazione uno dei suoi principali cavalli di battaglia e, tra le tante tipologie di prodotti che hanno visto la luce negli anni, una delle più recenti è quella dei cosiddetti AMC, cioè gli “Actively Managed Certificates”, i certificati a gestione attiva. Hanno debuttato a piazza Affari nel settembre 2021 per opera di Vontobel, non a caso un operatore svizzero, visto che proprio il mercato elvetico è il principale bacino di sviluppo di questi strumenti, ma da allora anche altri emittenti hanno seguito l’esempio, pur con un’offerta complessiva che al momento rimane però ancora molto ridotta, rispetto soprattutto ad altre tipologie di prodotti d’investimento. Sul SeDeX sono disponibili oggi 33 AMC (o Strategy benchmark), di cui sette targati Aldburg Public e 24 Vontobel, mentre su EuroTlx l’offerta comprende 18 certificati emessi da Smartetn più cinque targati Bnp Paribas.

A titolo di esempio si può citare l’AMC Italia Top Selection, un certificato a gestione attiva ideato da Intermonte e poi quotato sul segmento Cert-X di EuroTlx da Bnp Paribas: proprio in settimana è uscito infatti il comunicato relativo al lancio di questo prodotto, peraltro già disponibile sul mercato da un paio di mesi. La struttura è molto semplice, dal momento che si tratta di un certificato a replica lineare, cioè un benchmark, e non prevede quindi alcuna opzione accessoria né di protezione, né di esercizio anticipato o pagamento di importi periodici: “molto semplicemente”, replica l’andamento di un basket di azioni italiane a media e grande capitalizzazione.

Il vero nocciolo della questione è rappresentato dalla natura del sottostante, che incorpora, come detto, una gestione attiva. Già, perché la caratteristica principale degli AMC è proprio quella di legarsi a un indice o un paniere gestito attivamente da un Index Advisor, il team di Advisory & Gestione di Intermonte nel caso del prodotto in questione. La composizione del paniere è cioè demandata alle scelte d’investimento di un soggetto terzo, che opera in modo del tutto discrezionale, modificando la selezione anche giornalmente, a differenza di quanto accade invece per i benchmark di tipo tradizionale, che si configurano infatti come prodotti a gestione passiva, cioè come pura replica di un indice o paniere di riferimento, che segue precise regole di composizione e revisione.

Di fatto, gli AMC sono l’anello di congiunzione con i fondi comuni di investimento, dei quali possono offrire proprio i benefici di una gestione attiva finalizzata alla massimizzazione dei profitti e che possa tenere conto delle mutevoli condizioni di mercato, conservano però l’agilità e la flessibilità operativa tipica dei certificati, nonché una struttura dei costi più efficiente. Certo, come accade anche per i fondi, la discrezionalità della gestione dell’investimento implica un rapporto di fiducia tra investitore e gestore, che deroga in parte alla logica di assoluta trasparenza che solitamente caratterizza i derivati cartolarizzati: tipicamente, un certificato d’investimento è caratterizzato da un profilo di rimborso molto preciso e dettagliato, che permette di inquadrare in modo chiaro lo scenario di mercato utile, nonché i potenziali elementi di guadagno, mentre affidando le scelte d’investimento a un soggetto terzo, si rinuncia al pieno controllo della propria logica operativa e ci si affida alla capacità del gestore di cogliere al meglio le opportunità offerte dal mercato di volta in volta. Proprio come accade quando si sottoscrive un fondo comune d’investimento.

Una differenza significativa tra fondi comuni e AMC riguarda però la loro natura giuridica: i primi sono organismi di investimento collettivo del risparmio, mentre i secondi sono prodotti di debito. I fondi sono quindi assoggettati a un regime di separazione patrimoniale, mentre i certificati sono esposti al rischio di credito dell'emittente. Per contro, gli eventuali guadagni prodotti dai fondi comuni sono considerati redditi da capitale, mentre quelli prodotti dai certificati sono classificati come redditi diversi e quindi ammettono la compensazione di minusvalenze pregresse, beneficiando del vantaggioso trattamento fiscale tipico dei certificati d’investimento. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza