UN ETF SULLE INFRASTRUTTURE EUROPEE

Anche in momenti difficili o stagnanti per l’economia globale, le infrastrutture restano una certezza su cui contare. La necessità di servizi pubblici essenziali, ad esempio l’acqua e l’energia, resta costante, e si continuano ad utilizzare strutture come gli aeroporti, le linee ferroviarie, le autostrade, le reti di comunicazione mobile. Le utility sono i servizi essenziali della vita quotidiana, a partire dalla fornitura di acqua, energia e strutture per lo smaltimento dei rifiuti. E le azioni delle utility possono costituire un fattore di stabilizzazione in un portafoglio, nei periodi di alta inflazione, e beneficiare di un’esposizione limitata al ciclo economico.
Le autostrade continuano a godere di ingenti investimenti in infrastrutture dedicate ai trasporti, con l’elemento saliente rappresentato dal fatto che le strade a pedaggio possono contare, molto spesso, su contratti di lungo termine. Peraltro, tutte le forme di viaggio (grazie a strade, linee ferroviarie, porti e aeroporti) continuano a mostrare una crescita notevole, rendendo necessarie infrastrutture moderne per soddisfare al meglio tale domanda. Le infrastrutture per le comunicazioni continuano a espandere la presenza del 5G, trainando notevoli investimenti nelle torri wireless con contratti di lungo termine legati all’inflazione.
Mentre la transizione verso le energie rinnovabili e sostenibili, nonché la necessità di ammodernamento delle infrastrutture energetiche esistenti, necessita di reti affidabili, elemento che porterà ad un’accelerazione della crescita per le utility ben posizionate in tal senso. In termini di investimenti azionari, i flussi di cassa sono relativamente stabili per l’intero ciclo, e di riflesso i dividendi sono meno volatili rispetto ad altri settori; inoltre, si ha una buona copertura dall’inflazione, con le utility regolamentate in grado di adattarsi all’incidenza dell’inflazione.
D’altronde, proprio nel recente vertice di Sintra delle Banche Centrali sono emersi segnali falco, con i banchieri univocamente attenti a cogliere, ed agire, in merito all’inflazione riemergente; inoltre, il focolaio di guerra si sta riaccendo in medioriente, dopo una tregua durata poco, innescando un forte recupero dei prezzi dell’energia.
Ma le infrastrutture coinvolgono anche il mega-trend dell’AI. Che necessita di data center, reti elettriche e sistemi di raffreddamento, elementi che interessano il nuovo ciclo dell'elettrificazione.
Sappiamo, infatti, che ogni nuovo data center richiede enormi quantità di energia elettrica, sistemi di raffreddamento, connessioni e apparecchiature di distribuzione. Il mercato non sta ponendo solo attenzione ai produttori di chip, ma progressivamente anche all'intera filiera che rende possibile il funzionamento dell'ecosistema digitale.
L'Europa si trova di fronte a un significativo deficit di investimenti infrastrutturali che, secondo alcune stime, potrebbe raggiungere anche i 2 mila miliardi di dollari entro il 2040. I governi europei si sono già mossi, finanziando programmi, come il Nextgenerationeu dopo il Covid e il Repowereu in ambito energetico, che si concentrano sulla modernizzazione delle infrastrutture tradizionali, delle reti, dell'energia e delle infrastrutture digitali, con potenziali benefici per le aziende coinvolte nell'intero ciclo di realizzazione del progetto. Un'infrastruttura efficiente dal punto di vista energetico può ridurre le emissioni di carbonio e aiutare l'Europa a raggiungere l'obiettivo della neutralità del carbonio entro il 2050.
Le infrastrutture rappresentano, quindi, una tematica trasversale a diversi settori azionari, e questo è un elemento utile in termini di gestione del rischio di portafoglio.
Se un investitore preferisce un approccio diversificato, oltre ai fondi di diversi brand, sono disponibili numerosi Etf delle primarie case di investimento, buona parte dei quali mirano al contesto di investimento mondiale. Chi volesse esporsi meno al rischio di cambio ha, comunque, a disposizione tre prodotti che puntano alle infrastrutture della sola area europea, proposti da Global X, Wisdomtree e First Trust.
IL TITOLO ENEL

Gli amanti del rischio specifico possono, infine, puntare su Etf che mirano ad un tema particolare (ad esempio, Ai Infrastructure) oppure a singole aziende, ma in questo caso viene meno la logica della diversificazione settoriale presente in un approccio trasversale alle infrastrutture. Guardando ai singoli titoli, l’Italia può vantare società come Enel, Terna, Snam, in grado di abbinare rendimenti da dividendo importanti (rispettivamente 4,9%, 3,9%, 4,9%) a una volatilità non troppo elevata. In ambito europeo, spiccano National Grid (dividendo del 4% e buona stabilità dei prezzi), mentre in ambito di trasporti e costruzioni si segnalano la francese Vinci (dividendo del 4%) e la nostra Webuild (dividendo del 3,7% e multiplo oggi notevolmente a sconto, inferiore a 7). (riproduzione riservata)