
Il metodo operativo di David Ryan, trader americano che ha vinto per ben tre volte consecutive l’US Investing Championship, si fonda sull’individuazione di alcune strutture di prezzo (pattern) che spesso creano le premesse per l’inizio di importanti movimenti direzionali.
Uno dei pattern che Ryan considera più affidabile è quella che in gergo tecnico viene chiamato “Cup&Handle” (tazza con il manico), ossia una configurazione composta da una fase di arrotondamento (la tazza, Cup) seguita da una correzione-consolidamento (il manico, Handle), situazione che spesso precede l’inizio di un impulso direzionale. Si tratta di un pattern che può essere: a) di inversione rialzista, se il movimento precedente era stato ribassista; b) di continuazione rialzista, se i prezzi venivano da una precedente salita; c) di inversione ribassista, se il movimento precedente era stato rialzista; d) di continuazione ribassista, se i prezzi venivano da una precedente discesa. In questo articolo parleremo del Cup&Handle di inversione rialzista.
Quest’ultimo presenta alcune interessanti caratteristiche operative:
- i prezzi devono venire da un trend ribassista che spinge i prezzi su minimi significativi;
- la fase di Cup rappresenta la fase accumulativa, con i compratori che prima assorbono progressivamente la pressione ribassista presente sul mercato e poi provocano un importante recupero;
- dopo questo recupero inizia una correzione o una fase laterale di consolidamento (Handle) che deve essere poco profonda e caratterizzata da pochi volumi: entrambe queste caratteristiche segnalano l’assenza di pressione ribassista. La fase di Handle è molto importante in quanto, scaricando la volatilità, crea le premesse (tecniche) per l’inizio del successivo impulso rialzista.
Il livello chiave è il pivot point, ovvero il livello di prezzo che delimita la fascia superiore di resistenza, il cui superamento segnala che i compratori hanno preso il controllo del mercato. L’ingresso deve avvenire al breakout di questo livello (evitando sia anticipare l’ingresso sia di entrare in ritardo).
La gestione del rischio rappresenta un pilastro centrale del metodo di Ryan. Ogni operazione prevede infatti un rigido stop loss, posizionato ad una distanza massima del 5% dal prezzo di ingresso. Tale limite non è soggetto a interpretazioni discrezionali e ha lo scopo di contenere l’impatto degli inevitabili stop-loss. Una perdita contenuta va infatti considerata come un inevitabile costo operativo collegato all’attività di trading; una perdita consistente costituisce invece una pericolosa violazione del proprio protocollo operativo.
Il volume svolge una funzione di conferma dell’intera struttura. Il breakout dal pivot deve essere accompagnato da un aumento significativo dei volumi (ad esempio deve essere superiore alla media dei volumi dei 20 giorni precedenti), segnalando un deciso rafforzamento della pressione rialzista.
Questa strategia presenta un rapporto di Rischio:Rendimento (R:R) decisamente interessante: il rischio è infatti contenuto (ed è dato dalla distanza tra il pivot point di entrata e il minimo della fase di handle, livello al di sotto del quale va posizionato lo stop-loss iniziale) mentre il rendimento è elevato (visto che il successivo movimento impulsivo è spesso consistente). La posizione, al fine di lasciar correre i profitti che si stanno ottenendo, andrà poi gestita utilizzando adeguati trailing-stop.
Un aspetto fondamentale del metodo di David Ryan è la forza relativa. I titoli selezionati devono aver già evidenziato una chiara sovraperformance (rispetto al mercato) durante la fase di costruzione della base. La forza relativa costituisce infatti un parametro fondamentale: un titolo che è già forte nella fase di consolidamento è molto probabile che sia tra i protagonisti durante la successiva fase rialzista. È opportuno evidenziare che molto spesso i titoli più forti si trovano all’interno dei settori più forti.
Il metodo di Ryan, poi, attribuisce un ruolo centrale alla direzione del mercato. Nelle fasi correttive o ribassiste di mercato, infatti, anche i set-up di elevata qualità statistica possono fallire o produrre dei rendimenti inferiori alle attese, poiché il flusso direzionale primario agisce come una forza contraria. Al contrario, in un contesto di mercato rialzista, i titoli beneficiano del vento a favore dell’indice generale, aumentando in modo significativo sia le probabilità di successo delle operazioni sia il loro potenziale di rendimento. (riproduzione riservata)