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M&A, speculazione e dibattito politico tengono alta l’attenzione sul settore finanziario domestico, che nelle ultime sedute ha però iniziato a mostrare segnali di alleggerimento

Banche di nuovo nel mirino

27 giugno 2026, 02:00

Milano Finanza Intelligence Unit

Piazza Affari sta vivendo un mese di giugno molto positivo, a dispetto anche delle ultime sedute di flessione, con l'indice Ftse Mib che ha superato la soglia psicologica dei 50.000 punti, segnando i nuovi massimi storici oltre quota 53.000. Tra i settori che hanno contribuito maggiormente a questo exploit figura certamente quello bancario, che sul principale benchmark domestico ha un peso sempre maggiore, che ormai strizza l'occhio al 40%. Alle numerose operazioni di M&A che continuano a spingere l'appeal speculativo del comparto, si è recente aggiunta anche l'iniziativa della Bce, che ha comunicato di voler ridurre in modo significativo le misure di controllo del rischio richieste oggi alle banche, che sono circa 100 per ogni istituto di credito. Sul fronte politico, è inoltre sempre aperto il dibattito sulla possibile introduzione di una tassazione modulata per gli istituti di credito, che tenga cioè conto dell'origine e della natura dell'utile maturato. Il margine derivante dall'intermediazione creditizia ha una funzione diversa rispetto agli utili generati da commissioni, gestione del risparmio o altri servizi finanziari. Insomma, a Piazza Affari le banche hanno sempre gli occhi puntati addosso e in ragione di ciò può essere utile fare una breve panoramica del quadro tecnico dei principali titoli del settore.

L'analisi tecnica di Banca Mps

Banca Mps. Nelle ultime settimane il titolo ha strappato con decisione al rialzo fino a testare la soglia psicologica degli 11 euro, mentre il cda sta ancora valutando l'Opas di Intesa Sanpaolo e la possibile aggregazione con Banco Bpm. Il quadro tecnico è chiaramente costruttivo, sostenuto dall'elevato appeal speculativo del titolo. Dopo una breve pausa di consolidamento, proprio l'eventuale breakout di quota 11 potrà creare lo spazio per un ulteriore allungo. Al ribasso, primo supporto a 10,72-10,70.

Le prospettive per Banco Bpm

BANCO BPM
BANCO BPM

Banco Bpm. Anche Banco Bpm ha trovato lo spazio per un importante allungo, anche se nelle ultime sedute il titolo ha poi pagato una decisa flessione: dopo aver sfiorato la soglia psicologica dei 16 euro lo scorso 19 giugno, le quotazioni hanno infatti invertito la rotta, tornando ad affacciarsi sotto quota 15 proprio in chiusura di ottava. Possibile a questo punto una ricopertura del gap attorno a 14,50 euro, dove il titolo potrebbe poi trovare un utile punto d'appoggio.

Il pullback di Bper Banca

Bper Banca. Il titolo sta vivendo una dinamica di breve molto simile a quella di Banco Bpm, con le quotazioni che hanno sfiorato la soglia psicologica dei 14 euro per poi iniziare di veloce pullback. In questo caso sono ben due i gap che potrebbero attrare la discesa dei prezzi, il primo attorno a 13,10 e il secondo a poco sopra 12,82: nel breve c'è quindi spazio per un ulteriore consolidamento, con un supporto chiave posto proprio a 12,80-12,70 euro.

Finecobank sotto pressione

Finecobank. La corsa di Finecobank si è arrestata sul test dei massimi di inizio anno poco sopra i 23 euro, che hanno respinto il titolo al di sotto di quota 22: la dinamica di breve è ora sotto pressione e c'è spazio per un'ulteriore discesa verso 21,50-21,40 prima e 21,15 in seconda battuta. Al rialzo, positivo invece un allungo oltre 22,10-22,15 euro.

Volatilità su Intesa Sanpaolo

BANCO BPMINTESA SANPAOLO
INTESA SANPAOLO

Intesa Sanpaolo. Il titolo ha vissuto una parte centrale di giugno di grande euforia, con i prezzi che hanno superato la soglia psicologica dei 6 euro, segnando un nuovo massimo oltre quota 6,23: nelle ultime sedute le quotazioni hanno però perso slancio tornando al di sotto dei 6 euro proprio in chiusura di ottava e prospettando una possibile ricopertura del gap di metà mese a quota 5,842. In questa fase il quadro tecnico è dominato dalla volatilità, tanto che potrebbe tornare in gioco il supporto chiave a 5,67-5,65 euro.

Fase di consolidamento per Unicredit

Unicredit. Dopo aver superato la soglia psicologica degli 80 euro alla fine della precedente ottava, anche Unicredit ha vissuto un'ultima settimana di decisa correzione, con il titolo che ha ceduto il primo supporto di breve in area 77,55-77,50 e potrebbe ora estendere la fase di consolidamento fino a 75,20-75 euro. Solo l'ulteriore cedimento di questo secondo livello potrà però fornire un primo concreto spunto di debolezza. (riproduzione riservata)



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