
Lo psicologo Albert Ellis, fondatore della Rational Emotive Behavior Therapy (REBT), sosteneva che non sono gli eventi in sé a determinare il nostro stato emotivo e il nostro comportamento, ma il significato che attribuiamo loro. Questa affermazione, che a prima vista potrebbe sembrare una semplice riflessione psicologica, rappresenta una delle chiavi più efficaci per comprendere sia il comportamento degli investitori sia l’andamento dei mercati finanziari. Quando osserviamo un grafico di un titolo azionario, di un indice o di una materia prima, siamo portati a credere che i prezzi si muovano in risposta diretta agli avvenimenti economici. In realtà il processo è molto più complesso. Tra l'evento e il movimento dei prezzi si frappone un elemento intermedio: l'interpretazione. Ed è proprio questa interpretazione che trasforma una singola informazione in una decisione di acquisto o di vendita. In altre parole: i mercati non reagiscono alla realtà oggettiva, reagiscono alla percezione della realtà.
Ellis descriveva il comportamento umano attraverso il cosiddetto modello ABC. L'evento rappresenta il punto di partenza. Successivamente intervengono le convinzioni, le credenze e le interpretazioni che attribuiamo a quell'evento. A quel punto emergono le conseguenze emotive e comportamentali. Applicando questo schema ai mercati finanziari otteniamo una dinamica sorprendentemente simile. L'evento può essere costituito dalla pubblicazione di un dato macroeconomico, da una decisione della banca centrale, da una trimestrale aziendale o da una notizia geopolitica. Le convinzioni corrispondono al modo in cui gli investitori interpretano questa nuova informazione mentre le conseguenze si manifestano attraverso gli acquisti e/o le vendite e, di conseguenza, attraverso i movimenti dei prezzi.
Uno degli aspetti più affascinanti della finanza è che una stessa informazione può produrre reazioni completamente differenti. Immaginiamo che una banca centrale annunci un taglio dei tassi di interesse. Alcuni investitori potrebbero interpretarlo come un segnale positivo per la crescita economica futura: in questo caso aumenterebbe la propensione al rischio e il mercato azionario potrebbe salire. Altri operatori potrebbero invece considerarlo un segnale di preoccupazione da parte della banca centrale ossia potrebbero pensare che se l'istituto interviene significa che l'economia sta rallentando più del previsto. In questo caso il mercato potrebbe reagire negativamente. La notizia non cambia. Ciò che cambia, quindi, è il significato che viene attribuito alla notizia.
Uno degli errori più comuni consiste nel pensare che il prezzo rappresenti il valore reale di un'attività finanziaria. In realtà il prezzo rappresenta soprattutto il consenso temporaneo relativo alle aspettative degli investitori. Ogni operatore costruisce continuamente delle ipotesi sul futuro: valuta la crescita economica, l'andamento degli utili aziendali, l'inflazione, i tassi di interesse, i flussi di capitale e molte altre variabili. Quando queste aspettative cambiano, cambiano anche le decisioni operative. Sul mercato, di conseguenza, vengono immessi nuovi ordini di acquisto e di vendita che modificano l'equilibrio tra domanda e offerta. Ed è proprio questo cambiamento a determinare la variazione dei prezzi. Il prezzo, in ultima analisi, è una sintesi delle aspettative degli operatori di mercato.
La Price Action, sotto questo punto di vista, può essere vista come la manifestazione visibile delle convinzioni collettive degli investitori. Questo principio aiuta anche a comprendere uno dei fenomeni più studiati in finanza: il Momentum. Se tutti gli investitori interpretassero immediatamente le nuove informazioni, infatti, i prezzi si adeguerebbero istantaneamente al nuovo valore teorico. Nella realtà questo non accade. Alcuni investitori comprendono rapidamente le implicazioni di una notizia, altri necessitano di ulteriori conferme, altri ancora rimangono ancorati alle convinzioni precedenti e modificano le proprie aspettative soltanto dopo aver osservato ulteriori evidenze. Il risultato è che il processo di adattamento delle aspettative avviene in modo progressivo. Questo genera dei trend persistenti. In pratica: i prezzi continuano a salire perché un numero crescente di investitori modifica progressivamente la propria interpretazione della realtà. (riproduzione riservata)