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Divise in stand-by in attesa dell’esito di partite importanti come Brexit, TLtro, dazi

Tutti pronti al gran ballo dei cambi

MFT - Numero 035 pag. 19 del 19/02/2019

Milano Finanza Intelligence Unit

Intanto i forex trader stanno studiando le strategie da applicare nel medio termine, concentrandosi sul cross dell’euro contro dollaro e sterlina. Future, Cfd ed Etp gli strumenti più adatti per operare

Operatori pronti a prendere posizione sulle valute. I temi caldi d’altronde non mancano e sono tutti in attesa di una parola definitiva: Brexit, guerra dei dazi Usa-Cina, rallentamento economico in Europa con possibile Tltro (o addirittura Qe) e politica monetaria della Fed. Logico quindi che i forex trader vogliano presidiare il mercato prima che s’inneschino movimenti importanti. «Potrebbe sembrare prematuro, invece è questo il momento per imbastire strategie di medio termine sulle valute», conferma Matteo Paganini, analista e formatore di Fxcm. Posizionarsi non vuol dire entrare sul mercato, ma essere presenti sul book in caso che i movimenti partano. Ecco allora la view degli esperti sui principali cross.

Partendo dall’euro/dollaro, sono molti i fattori che potrebbero influenzarne l’andamento, spesso in contrasto l’uno con l’altro. La Fed per esempio ha interrotto il ciclo di rialzo dei tassi, il che deporrebbe a favore di uno stop al rialzo che ha interessato l’andamento del biglietto verde negli ultimi nove mesi. Ma al contempo la Bce potrebbe introdurre nuovi stimoli monetari, come una nuova operazione Tltro (prestiti a tassi agevolati a banche commerciali affinché immettano liquidità nel sistema tramite prestiti a imprese e famiglie), potrebbe portare una ventata di ottimismo nell’area Ue, spingendo a una rivalutazione della moneta unica. Sul breve dunque l’euro/dollaro potrebbe tentare un allungo verso l’area di 1,15 dollari.

Le cose cambiano però nel medio termine dove lo scenario di apprezzamento della moneta unica appare frenato dalle aspettative di bassa crescita dell’economia Ue, che va a sommarsi al differenziale di tasso tra le due valute. Proprio questo mix dovrebbe spingere gli operatori verso il biglietto verde, che offre rendimenti migliori, aspettativa confermata anche da Antonio Sidoti di WisdomTree: «ci aspettiamo che la Fed rialzi i tassi ancora due volte nel 2019, aumentando ulteriormente il divario tra i tassi Usa e Ue». Inoltre, a meno di colpi di scena, gli elementi distensivi registrati negli ultimi giorni indicano che probabilmente nelle prossime settimane verranno fatti avanti passi significativi nella guerra commerciale tra Usa e Cina, elemento che darà ulteriore forza al dollaro, spingendo il cambio al ribasso. La strategia è quindi quella di posizionarsi poco sotto il supporto statico di breve periodo a 1,1250 dollari, intorno a 1,1230 dollari, con l’obiettivo di andare a raggiungere i minimi segnati a metà giugno 2017, a 1,11 dollari. L’eventuale discesa però potrebbe estendersi verso l’area di 1,10 dollari, andando così a recuperare i massimi relativi del 9 maggio 2017.

Nel mirino anche il cambio euro/sterlina, che non potrà rimanere indifferente alla questione Brexit. Premesso che l’uscita della Gran Bretagna è cosa fatta e che un altro referendum è quasi impossibile, le opzioni rimaste sul tavolo prevedono solo un’uscita con oppure senza accordo. «Un’uscita con accordo con la Ue», ha spiegato Paganini, «potrebbe generare interessanti reazioni della divisa, il classico “buy the rumor, sell the news” man mano che ci si avvicina alla scadenza del 29 marzo». In altre parole, in caso di forti vendite di sterline prima di sapere come avverrà la Brexit, per la sterlina non si escludono rimbalzi verso l’area 0,8000. In quest’ottica, con un orizzonte di medio termine, è bene posizionarsi al ribasso alla violazione di 0,86 sterline, ossia sotto il supporto statico individuato dai minimi del 17 aprile 2018 e 25 gennaio 2019. In questo contesto, ecco i target individuati dai trader: il primo si trova a 0,8335 sterline, a ridosso del triplo minimo registrato tra il settembre 2016 e il maggio 2017. Il vero obiettivo, più suggestivo ma anche improbabile, è però quello di 0,81 sterline.Nell’ipotesi invece che la Gran Bretagna esca dalla Ue senza accordo, gli analisti si attendono una svalutazione tale da portare la valuta sopra il massimo del 14 ottobre 2009 a 0,94 sterline, quasi alla parità con l’euro. In questo caso il corretto posizionamento nel medio termine è un acquisto sopra la resistenza statica di 0,91 sterline, con stop loss a 0,9050 sterline.

Molti sono i prodotti finanziari per cavalcare le ipotesi operative, dei future agli Etp. La scelta spesso è dettata dal costo di esercizio dei vari prodotti. I future ad esempio sono sempre meno usati dai piccoli operatori a causa dell’elevata marginazione richiesta. Va poi considerato il valore di ogni punto di variazione che ad esempio sull’Euroforex future gestito dal Cme è di 12,5 dollari (variazione minima di prezzo 0,0001) a fronte di un sottostante di 125 mila dollari. Vanno infine considerate anche le commissioni che possono variare da 2-3 dollari in su in base all’operatività.

Decisamente più abbordabili i Cfd (specie i mini cfd) che, nonostante la revisione della normativa Esma sulla leva, consentono ancora di risparmiare in termini di marginazione. Questi prodotti esprimono le commissioni attraverso lo spread denaro/lettera, ed è sempre più frequente vedere differenziali inferiori al punto minimo tra primo prezzo in denaro e primo in lettera. Per posizioni di medio termine come quelle accennate si possono utilizzare anche i mini-cfd che richiedono una marginazione minore. Molto interessanti anche gli Etp sulle valute che consentono di andare sia al rialzo che al ribasso con costi tutto sommato contenuti (ter medio intorno allo 0,3% l’anno). Per i trader più aggressivi c’è anche la possibilità di utilizzare Etp sulle valute long/short a leva, prodotti però più costosi proprio a causa della leva (intorno allo 0,8% di ter), e che sono anche soggetti al cosiddetto compounding effect (effetto dell’interesse composto) che, sul lungo periodo, erode le performance registrate. (riproduzione riservata)



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