Il cambio dollaro/yen continua a muoversi su un sentiero rialzista, sospinto da un contesto macroeconomico e geopolitico che penalizza la valuta nipponica. La recente decisione del presidente statunitense Donald Trump di imporre un dazio del 25% su tutte le esportazioni giapponesi a partire dal 1° agosto ha riacceso le tensioni commerciali globali, acuendo la pressione sulla moneta asiatica. La mossa, definita “veramente deplorevole” dal premier giapponese Shigeru Ishiba, arriva in un momento delicato per l’economia del Giappone, che mostra segnali deflazionistici, con i salari reali di maggio che hanno registrato il calo più marcato degli ultimi 20 mesi, mentre l'indice dei prezzi alla produzione suggerisce un allentamento delle pressioni inflazionistiche. A questo si somma l’incertezza politica interna, con i sondaggi che indicano un possibile indebolimento della coalizione di governo Ldp-Komeito in vista delle elezioni della Camera alta del 20 luglio.
Un esito incerto alle urne potrebbe ridurre ulteriormente la propensione della Bank of Japan ad abbandonare la sua politica ultra-accomodante. Sebbene le attese per un rialzo di 25 punti base nella riunione di fine luglio siano salite dal 40% al 45% dopo i dati positivi sulla spesa delle famiglie (+4,7% su base annua), i mercati restano scettici sul fatto che la BoJ possa agire in un contesto di crescita debole, salari in flessione e rischio recessivo in aumento.
In questo clima, lo yen perde il proprio appeal di bene rifugio, anche in presenza di una moderata correzione delle borse statunitensi. Sul fronte americano, la solidità del mercato del lavoro e l’assenza di segnali chiari su un imminente taglio dei tassi da parte della Federal Reserve rafforzano il dollaro. Le richieste iniziali di sussidio di disoccupazione sono scese a 227.000 unità, sotto le attese, confermando la resilienza del ciclo economico americano. Le dichiarazioni divergenti all’interno della Fed non hanno comunque scalfito la fiducia del mercato sulla solidità del biglietto verde nel breve termine.
Dal punto di vista tecnico, il cambio dollaro/yen resta sostenuto da un flusso costante di acquisti in prossimità della media mobile semplice a 100 periodo, attualmente a quota 146,20 yen. Il superamento deciso della soglia psicologica di 147,00 yen rappresenta un trigger chiave per l’attivazione di ulteriori posizioni rialziste, con target a 147,65 yen e, in estensione, a 148,00 yen, massimo relativo di giugno. Al contrario, un ritorno sotto 146,00 yen potrebbe innescare prese di profitto più decise, con possibili discese verso i supporti di breve a 145,50 yen e 145,00 yen. Anche il cross euro/yen riflette il momento di debolezza della moneta nipponica, con quotazioni che si mantengono sopra i 171,00 yen e una struttura tecnica ancora positiva, pur in fase di consolidamento. L’Rsi giornaliero vicino a 70 punti suggerisce una condizione di ipercomprato, ma finché i prezzi resteranno sopra la media mobile esponenziale a 100 giorni, il trend rialzista potrà proseguire, con resistenze chiave in prima battuta a 172,53 yen e 174,52 yen.