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Da gennaio l’indice tedesco è salito del 13,5% e ha ancora margini di crescita

Tre ricette per puntare sul Dax

MFT - Numero 055 pag. 17 del 19/03/2019

Milano Finanza Intelligence Unit

Si va dal time frame intraday con l’aiuto dell’indicatore ZigZag all’analisi dei volumi fino alle strategie in opzioni. Per tutti d’obbligo il rispetto dello stop loss

Tre ricette per puntare sul Dax

Con un rialzo del 13,5% da inizio anno, il Dax si è ormai lasciato alle spalle i minimi del 27 dicembre di 10.268 punti e i dati macro negativi di dicembre. E non sembra finita qui. A differenza del Ftse Mib tricolore, sbilanciato sui bancari, la composizione dell’indice tedesco spazia su tutti i settori e include tutte multinazionali, che sanno intercettare la ripresa anche al di fuori del mercato domestico. Tolta l’incognita sull’andamento mondiale, sul futuro del Dax pesano anche i rischi del settore auto: l’Antitrust europeo potrebbe multare il cartello costituito dai maggiori costruttori per contenere i costi delle misure anti-inquinamento con una maxi sanzione fino a 50 miliardi di euro, ovvero il 10% del fatturato generato nel periodo a cui si riferisce la contestazione.

Per questa ragione l’investimento del mercato tedesco può risultare ancora interessante a patto che venga sempre protetto da stop loss o strategie di copertura. «Importante è anche la scelta del time frame con cui operare», ha spiegato Massimo Vita, trader esperto in derivati. Secondo lo specialista, il rischio di registrare gap sui mercati, al rialzo o al ribasso, è troppo alto per fare un’operatività multiday sui future ed è per questo che predilige l’intraday. «Un metodo semplice per individuare la tendenza di brevissimo periodo di un mercato», ha aggiunto Vita «è utilizzare un grafico a 10 minuti con l’indicatore ZigZag settato a 0,30%». Si tratta di un andamento semplificato, senza il cosiddetto rumore di fondo, evidenziando solo alcuni punti nodali. L’inizio di un trend decrescente ad esempio, è caratterizzato da una formazione 1-2-3, nel quale il punto 1 è il più alto mentre il punto 2 è un minimo intermedio e il punto 3 è un massimo più basso del punto 1 o al più alla stessa quota. Il metodo operativo consiste nell’entrare in posizione alla rottura del punto 2 dell’1-2-3: al rialzo, se la formazione è in fondo a un down-trend precedente, o al ribasso se in fondo a un up-trend. Stop loss sopra la quota del punto 1 ed è vietato muovere target e stop in corsa.

Questo tipo di strategia individua i segnali di entrata a mercato senza che ci sia mai un livello stabilito a priori dall’operatore. Molti trader però preferiscono lavorare in maniera più attiva, specie su time frame ristretti, determinando a priori i livelli di entrata di un trade. Tra queste c’è l’analisi volumetrica. Analizzando le tendenze dei volumi, in combinazione con i movimenti di prezzo, è possibile pesare l’importanza delle variazioni di prezzo di uno titolo quotato. I volumi rappresentano i flussi di denaro che arrivano in borsa e quindi seguendoli «si riesce a capire quello che stanno facendo le cosiddette mani forti», ha detto Salvatore Scarano di Volcharts. La prima indicazione da rilevare, secondo Scarano, è che volumi superiori alla media sono stati piazzati nella fase discendente dai massimi del gennaio 2018 e che attualmente identificano un blocco di resistenza a ridosso dei 11.910 punti. Se il mercato dovesse raggiungere tali livelli è probabile una fase di storno. Analizzando il flusso dei volumi però si può notare sotto i minimi relativi di 10.988 punti si trovano dei vuoti (assenza di volumi) che potrebbero aprire la strada a veloci discese fino a quota 10.702 punti. «E’ un tipo di operatività che a volte porta ad andare contro il trend», spiega Scarano, «ma è un rischio calcolato e sempre protetto da uno stop loss di tutta la posizione».

Ci sono poi gli operatori in opzioni che costruiscono strategie in grado di proteggere sempre il portafoglio. «La mia visione per il Dax è positiva, anche se dopo il recupero registrato da inizio anno potrebbe verificarsi una correzione fisiologica», ha spiegato Eugenio Sartorelli, trader di lungo corso, «ed è per questo che ho costruito una strategia rialzista, il Vertical Call debit Spread, che incorpori già uno stop-loss e un take profit». Con il Dax che quota intorno a 11.670 punti, la strategia consiste nell’acquisto di un’opzione call con scadenza aprile e strike 11.700 (al costo di circa 142,5 punti). Contestualmente si vende un’opzione call con scadenza aprile e strike 11.800 (per un incasso di 96,5 punti). La spesa complessiva è dunque di 46 punti (un punto vale 5 euro).

In caso di rialzo sopra 11.800 punti, la strategia a scadenza porta ad un utile di 54 punti. In caso di prezzi sotto 11.700 punti invece si avrebbe una perdita di 46 punti. Vista la chiara tendenza rialzista le probabilità di un utile sono da considerarsi maggiori che quelle di perdita. La differenza rispetto a possedere un mini-future sul Dax, con 1 punto che vale 5 euro come per l’opzione, è che questa operazione non richiede margini. Inoltre, anche in caso di gap ribassista in apertura, la perdita massima non può superare i 46 punti prefissati. (riproduzione riservata)



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