Nell’attesa di capire se la piccola start-up cinese DeepSeek, con la sua AI low cost, sarà la killer application in grado di far traballare il tech americano, si stanno aprendo delle grandi opportunità operative sui mercati finanziari. Ma andiamo con ordine. Fino a ieri, il mondo intero non aveva mai messo in discussione la supremazia americana nel campo dell’intelligenza artificiale.
D’altronde, nell’ultimo anno si è sentito parlare solo delle Gpu di Nvidia, dei datacenter di Microsoft&Co., e dell’intelligenza artificiale di Open AI. Tutto rigorosamente energivoro e Made in Usa. Un dominio che sembrava inscalfibile fino alla notizia che una piccola start-up cinese, con un investimento di pochi milioni di dollari e Gpu rottamate dagli americani, è riuscita ad allenare un’intelligenza artificiale equivalente, se non migliore, delle varie ChatGpt. Il tutto con un costo ed un consumo energetico infinitamente minore. Si tratta di un cambio di paradigma totale.
Ecco dunque che i trader non hanno certo aspettato per riposizionare i propri investimenti. A farne le spese sul mercato italiano è stata principalmente Prysmian (-8,75% a 65,7 euro) titolo che, fino a ieri, era uno di quelli con la migliore impostazione a Piazza Affari. Il ragionamento è semplice: con un’AI low cost non c’è più bisogno di una super infrastruttura elettrica, business su cui solo la settimana scorsa il gruppo dei cavi aveva deciso di puntare. Il problema è che l’impostazione del corso azionario sembra essersi guastata e c’è il rischio che il mercato possa approfittare della situazione per sgonfiare i multipli (alti) della società. Il livello da non oltrepassare a ribasso è l’area dei 63,5 euro, area sotto la quale il titolo andrebbe ad invertire la sua tendenza di breve/medio termine, diventando negativa.
Sul mercato americano ha invece fatto rumore il crollo di Nvidia (con una perdita di oltre il -15%) e anche in questo caso, la situazione non volge al meglio. D’altronde, a che servono processori sempre più potenti se posso fare la stessa cosa con quelli vecchi e più economici? Il mercato potrebbe decidere anche in questo caso di alleggerire i multipli a cui sta girando la società. Le posizioni ribassiste sono già partite e il bersaglio grosso puntato dai trader è il ritorno delle quotazioni sul supporto dei 100 dollari.
Stare alla larga, se non con posizioni ribassiste, anche da Broadcom, Tsmc, Oracle e Asml Holding. Altra musica invece per Microsoft, Alphabet e Tesla. Società finite nel calderone delle vendite ieri ma che presentano storie e fondamentali diversi. Interessanti opportunità di acquisto con sconto. (riproduzione riservata)