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Trading nel mirino di Iosco
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L'associazione delle Consob mondiali mette in guardia sui rischi per i trader retail

Trading nel mirino di Iosco

MF - Numero 070 pag. 23 del 11/04/2023

Milano Finanza Intelligence Unit

Sul banco degli impuntati proposte ingannevoli, truffe transfrontaliere, greenwashing e app di dubbia origine

Il rischio che il trading online diventi sempre più una giungla è molto alto ed è urgente adottare misure per arginare il fenomeno. Il monito è contenuto nel report finale sui mercati retail appena pubblicato da Iosco (International Organization of Securities Commissions), l'associazione delle istituzioni che regolano i mercati mondiali dei titoli e dei future, una sorta di associazione di tutte le Consob del mondo, più banche centrale e istituzioni finanziarie di vario tipo. Il rapporto finale analizza i cambiamenti nel mondo del trading online in una fase di forte espansione della digitalizzazione e fornisce una serie di potenziali misure che le autorità di regolamentazione devono prendere (creando o migliorando le rispettive normative nazionali) per affrontare le nuove sfide.

Benché sia conosciuta principalmente dagli addetti ai lavori, la Iosco nasce nel 1983 dalla trasformazione dell'Inter American Regional Association (creata nel 1974) in una vera e propria associazione globale che oggi conta 231 membri che spaziano divisi in tre categorie principali: membri ordinari, membri associati e membri affiliati. Il suo mandato è di sviluppare, implementare e promuovere elevati standard di regolamentazione per migliorare la protezione degli investitori e ridurre il rischio sistemico; condividere informazioni con gli scambi e assisterli con problemi tecnici e operativi e stabilire standard per il monitoraggio delle transazioni di investimento globali oltre i confini e i mercati.

E' all'interno di questo contesto che l'associazione richiama a una maggiore collaborazione e cooperazione internazionale per combattere le truffe transfrontaliere, il greenwashing, la cattiva condotta finanziaria e le frodi.

Secondo Iosco,oggi guidata da Jean Paul Servais, gli investitori retail sono bombardati da continue proposte finanziarie ingannevoli, che spesso si rivelano vere e proprie truffe digitali, realizzate con tecniche sempre più sofisticate, attuate oltretutto da operatori transfrontalieri e difficilmente rintracciabili. L'acquisto fai da te spericolato (attuato di frequente in totale mancanza di educazione finanziaria), di strumenti e prodotti finanziari complessi da app e piattaforme trading di dubbia origine, con un particolare riferimento ai crypto asset, sta moltiplicando le controversie e delegittimando la fiducia nei mercati finanziari.

Per interrompere questa spirale la Iosco ha invitato le autorità di regolamentazione a dotarsi di nuovi strumenti tecnologici per eliminare i canali di marketing online fraudolenti, identificare precocemente i comportamenti scorretti e intervenire con tempestività sui processi di mercato.

Le misure suggerite alle autorità di regolamentazione sono identificabili in cinque macro aree d'interventi: aumentare la presenza digitale e la strategia online delle autorità di regolamentazione per affrontare in modo proattivo le minacce per gli investitori ai piccoli investitori privati; affinare gli approcci per identificare e mitigare i comportamenti scorretti nel trading online; rafforzare il quadro di cooperazione transfrontaliera e nazionale in materia di vigilanza ed esecuzione, bilaterale e multilaterale, nel quadro più ampio di una cooperazione da rafforzare, fra le giurisdizioni, nella lotta alla frode finanziaria su scala globale; affrontare i danni agli investitori al dettaglio derivanti dai crypto asset. Implementare nuovi approcci normativi contro comportamenti fraudolenti in ambito retail.

Secondo il gruppo di lavoro Retail Market Conduct Task Force incaricato dall'associazione internazionale di studiare il contesto su cui si basa il rapporto, le autorità di regolamentazione dovrebbero porre particolare attenzione agli interventi che riguardano le crypto asset, visto che rappresentano la novità più recente nel settore finanziario e che possono causare danni significativi agli investitori al dettaglio se non adeguatamente regolamentati, come per il caso Ftx (o The Rock Trading, per guardare ai casi italiani). Ecco dunque che identificato il problema, si è passati all'azione.

Il 5 aprile scorso, la Iosco ha reso pubblico il proprio programma di lavoro 2023/2024 che avrà come scopo l'emanazione di linee guida per la futura regolamentazione mondiale del settore degli asset digitali. Per l'occasione verranno formati due gruppi di lavoro paralleli che si occuperanno rispettivamente di finanza decentralizzata (DeFi) e criptovalute/risorse crittografiche (Crypto e Digital Asset, Cda). Sebbene entrambi i temi siano complementari tra loro data la loro origine simile, secondo l'associazione richiedono trattamenti specifici.

La finanza decentralizzata sfrutta principalmente le risorse crittografiche, la tecnologia blockchain sottostante e la compatibilità con i contratti intelligenti. Mentre le criptovalute sono emerse come una nuova classe di attività che molti investitori considerano un potenziale veicolo di investimento.

Nel corso di questo trimestre l'associazione avvierà una consultazione mondiale (stile Esma) sulle criptovalute e fornirà le raccomandazioni finali entro la fine del 2023, mentre la consultazione sulla finanza decentralizzata sarà avviata nel terzo trimestre e arriverà anch'essa a conclusione entro il 2023. La Financial Conduct Authority (Fca) del Regno Unito guiderà il gruppo di lavoro sulle criptovalute in cui l'integrità e la trasparenza del mercato sono il primo obiettivo. Passando alla DeFi, la Securities and Exchange Commission (Sec) degli Stati Uniti guiderà invece il gruppo dedicato alla DeFi, e avrà lo scopo di mirare all'integrità del mercato, aumentare la protezione degli investitori e valutare i rischi per la stabilità finanziaria.

Nonostante le migliori intenzioni, le future linee guide che verranno emanate dalle consultazioni per molti osservatori porterebbero in dote il rischio che si vengano a creare asimmetrie legislative con, ad esempio, la normativa europea Micar (markets in crypto-asset) che, dopo esser stata approvata nell'ottobre scorso dal Consiglio Europeo, dovrebbe essere ormai in dirittura d'arrivo (sempre che non venga rinviata). Il regolamento Micar va infatti a delineare gli obblighi di trasparenza e informativa per l'emissione, l'offerta al pubblico e l'ammissione alla negoziazione di crypto asset su una piattaforma di negoziazione; l'autorizzazione e la supervisione dei fornitori di servizi di criptovalute, degli emittenti di token di riferimento e degli emittenti di token di moneta elettronica; il funzionamento, l'organizzazione e la governance degli emittenti di token di riferimento, degli emittenti di token di moneta elettronica e dei fornitori di servizi di cryptoasset; tutela dei detentori di criptovalute nell'emissione, nell'offerta al pubblico e nell'ammissione alla negoziazione; protezione dei clienti dei fornitori di servizi di criptovalute; misure per prevenire l'abuso di informazioni privilegiate, la divulgazione illecita di informazioni privilegiate e la manipolazione del mercato relative ai cripto attività, al fine di garantire l'integrità dei mercati. Insomma il rischio è che da nessuna legislazione, si arrivi a troppa legislazione o peggio ancora non omogenea. (riproduzione riservata)



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