Nel terremoto politico delle elezioni europee, a fare festa sono stati i trader obbligazionari che hanno potuto gioire di un considerevole aumento della volatilità. A registrare i movimenti più interessanti della seduta di ieri sono stati i titoli di stato, presi d'assalto dagli operatori che hanno fiutato subito l'animale più debole, e cioè l'Oat francese. In ogni caso il terreno era già fertile considerando che i i titoli sovrani dell'Eurozona erano già reduci dalle tensioni post riunione Banca Centrale Europea. La possibile inversione della politica monetaria, con la Bce orientata a mantenere i tassi su livelli elevati ancora a lungo, aveva infatti già portato a un timido rialzo dei rendimenti sul finire della scorsa ottava.
L'esito elettorale tuttavia ha convinto a vendere chi ancora indugiava, alimentando la pressione al ribasso sui titoli di Stato: il risultato è stato che il decennale italiano è tornato oltre il 4%, quello tedesco quasi al 2,7% e il francese al di sopra del 3,2%. E potrebbe essere solo l'inizio, come evidenziato dal report della tedesca DZ Bank in cui si sostiene che il mercato sta reagendo al timore di ulteriori disaccordi nel contesto delle scelte future dell'Unione Europea.
Come anticipato, l'osservato speciale è l'Oat transalpino, su cui qualcuno esprime dubbi di tenuta nel medio e lungo termine. Gli analisti paventano un proseguimento della debolezza, sebbene facciano presente che le prossime elezioni politiche sono parlamentari e non presidenziali, attribuendo quindi alle prime un minore peso rispetto alle seconde.
In ogni caso il rendimento dell'obbligazione decennale francese ha raggiunto ieri il 3,24%, salendo di oltre quattro punti percentuali rispetto alle quotazioni di venerdì scorso. Il movimento ha permesso di continuare ad alimentare il trend di medio/lungo termine partito dai minimi di dicembre 2023, quando il rendimento si attestava al 2,4%. Una struttura grafica di medio termine di rara bellezza, contraddistinta da una serie di massimi e minimi crescenti che avvalorano il proseguimento del trend.
In questo contesto, la domanda inevitabile degli investitori è: che fare? «Le possibili alternative sono soprattutto quattro, da scegliere in base al proprio profilo di rischio», ha spiegato Lorenzo Raffo, trader specializzato nella contrattazione di bond. Secondo Raffo, per gli operatori con una visione di portafoglio, la prima cosa da fare è reinvestire eventuali cedole incassate di recente sugli stessi titoli, per approfittare della debolezza delle quotazioni allo scopo di ridurre il prezzo medio di carico.
Gli operatori più attivi potrebbero invece andere a caccia delle anomalie accentuatesi nelle ultime settimane sulle curve dei rendimenti. Il trentennale francese ad esempio ha visto salire il proprio rendimento dal 3,44% al 3,66% in pochi giorni, tornando su livelli che non vedeva dallo scorso novembre.
«Volendo ipotizzare un mercato ancora in tensione», ha continuato Raffo, «si potrebbe lavorare in spread tra le obbligazioni sovrane di lungo periodo dei vari paesi». L'idea è di scegliere prodotti con un coefficiente di correlazione simili, come possono essere i Btp e gli Oat, puntando sulle scadenze medio/lunghe che per forza di cose presentano maggiore volatilità. Una strategia potrebbe essere ad esempio quella di acquistare un Oat 2054, che ieri ha chiuso a ridosso degli 88,45 euro (-2,55%), e vendere un Btp con stessa scadenza. In sostanza si punta sul fatto che l'Oat possa recuperare valore più in fretta di quanto possa fare il Btp.
Una terza opzione prevede di effettuare ulteriori piccoli acquisti sui bond extralunghi. «Sempre valutando il caso francese>, ha aggiunto l'esperto, «va segnalato che l'Oat 0,5% 2072 (Isin FR0014001NN8) ieri ha perso oltre quattro punti percentuali, riavvicinandosi a quei minimi sui 30 euro dell'ottobre 2023 che si pensava fossero definitivamente alle spalle».
C'è infine un'ultima possibilità che prevede di concentrarsi sulle scadenze corte. Sempre nel caso degli Oat francesi, il Novembre 2025 (Isin FR0012938116) si compra intorno a 96,7/96,8 euro e, sebbene il mercato preferisca correttamente l'alternativa dei Bot tricolore (con il maggio 2025 - Isin IT0005595605 - che tratta sulle stesse quotazioni), il francese ha una durata più lunga di sei mesi.
Oltre alle obbligazioni, una buona soluzione per fare trading sull'andamento dei titoli di Stato è quella di fare ricorso ai future come l'Euro-Bund, l'euro-Btp e l'Euro-Oat. Si tratta di prodotti gestiti dall'Eurex e che risultano inversamente correlati all'andamento dei rendimenti. Il future Euro-Btp ieri ha chiuso in calo dello 0,88% a 115,19 punti, abbondantemente sotto il doppio minimo a 115,75 punti. Le contrattazioni odierne dovrebbero vedere quanto meno un rimbalzo delle quotazioni fino a ri-testare il precedente supporto venuto meno e dunque a 115,75 punti. L'impostazione di breve tuttavia è segnata e un eventuale rimbalzo potrebbe offrire l'occasione per entrare al ribasso a prezzi migliori. Il target finale di questo movimento potrebbe essere intorno al minimo del 27 novembre 2023 a 113,30 punti. Difficile che si possa invertire l'attuale trend, ma uno stop loss dell'operazione al di sopra dei 116 punti va comunque considerato. (riproduzione riservata)