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Tornano i Credit Linked
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Tornano i Credit Linked

Milano Finanza - Numero 203 pag. 51 del 15/10/2022

Milano Finanza Intelligence Unit

Riabilitati da Consob dopo quasi otto anni, questi certificati stanno tornando protagonisti di alcune emissioni recenti, come la serie «Grandi Imprese» quotata da Société générale 

Più volte, proprio su queste colonne si è messo in evidenza come i certificati d’investimento rappresentino il vero anello di congiunzione tra il mondo obbligazionario e quello azionario: negli anni, l’ampio spettro di strutture sempre più diversificate che sono state immesse sul mercato hanno offerto agli investitori una gamma sempre più ampia di soluzione operative, in grado di bilanciare in modo anche molto capillare il grado di esposizione al rischio di mercato con l’ambizione di un rendimento soddisfacente. Alcuni strumenti sono più sbilanciati verso la realtà dei bond, altri verso quella delle azioni, a seconda che prediligano la tutela del capitale o la ricerca della redditività. Al primo gruppo appartengono certamente i certificati “Credit Linked”, che anzi rappresentano probabilmente il tassello più prossimo al mondo delle obbligazioni, dal momento che di fatto ne replicano sia la logica di rendimento, sia quella di esposizione al rischio. Qualche anno fa era una tipologia che si stava sviluppando in modo anche abbastanza diffuso, salvo poi trovare un improvviso punto d’arresto con la decisione di Consob del dicembre 2014 di stringere le maglie dell’ingegneria finanziaria, imponendo di fatto una limitazione della vendita di prodotti finanziari complessi alla clientela retail: nello specifico, l’istituto di vigilanza ha sollecitato gli intermediari a mettere in opera tutta una serie di misure volte a “individuare prodotti coerenti con il proprio target di clientela”, stilando però anche un elenco di tipologie di prodotti “a complessità molto elevata” ritenuti “normalmente non adatti alla clientela al dettaglio”. All’interno di questo elenco sono rientrati proprio i prodotti finanziari “Credit Linked”, cioè “esposti a un rischio di credito di soggetti terzi”. A febbraio di quest’anno la stessa Consob ha però revocato tale provvedimento, in ragione soprattutto degli elevati “standard di protezione degli investitori” che nel frattempo sono stati raggiunti, riabilitando di fatto anche questa classe di certificati, che da qualche tempo ha ritrovato la via del mercato.

Anche Société Générale è tornata recentemente a proporre certificati “Credit Linked”, quotando su EuroTlx una prima serie denominata “Grandi imprese”: con una denominazione di 1.000 euro, avrà una durata quinquennale (12 luglio 2027) e potrà pagare ogni anno un premio lordo a un tasso annuo del 4,75%, che a differenza però di quanto accade, per esempio, per i certificati Cash Collect, non dipenderà dall’andamento del prezzo di mercato di uno o più sottostanti, ma dal cosiddetto “merito creditizio” di una o più società di riferimento. Nello specifico di questa emissione, le società sono 10 (Atlantia, Cnh Industrial, Enel, Eni, Generali, Intesa SanPaolo, Leonardo, Mediobanca, Stellantis e Unicredit) e ognuna “concorrerà” al 10% del valore del premio: finché nessuna di queste società farà registrare un cosiddetto “evento di credito”, cioè una situazione che ne metta in discussione il suo merito creditizio, il premio sarà completo e corrisposto, come detto, al tasso annuo lordo del 4,75%. Lo stesso premio sarà invece decurtato di un decimo del suo valore (appunto il 10%) per ogni società che farà eventualmente registrare un evento di credito. Allo stesso modo, anche il rimborso del capitale a scadenza dipenderà dalla solidità delle aziende coinvolte nell’emissione: se nessuna avrà avuto problemi, il capitale sarà rimborsato integralmente, mentre in caso contrario sarà anch’esso decurtato proporzionalmente al numero di eventi di credito che si saranno verificati.

Cos’è però nel concreto un “evento di credito”? Come detto, è una situazione particolarmente critica che finisce per incidere sulla capacità di un’azienda di onorare il suo debito: nell’ottica dei Credit Linked, rientrano in questa definizione tutta una serie di situazioni catalogate con criteri molto precisi e dettagliati e che comprendono per esempio la bancarotta, ma anche il mancato pagamento di un debito oltre un importo prefissato o la ristrutturazione del debito stesso per un ammontare anch’esso prefissato. Il parallelo con il mondo obbligazionario è immediato: nel caso di un bond, il rimborso del capitale e il pagamento delle eventuali cedole sono tipicamente garantiti a meno che la società emittente del titolo di debito non sia in grado di far fronte ai flussi dovuti. Nel qual caso il rimborso dipenderà da come sarà gestita la criticità, con soluzioni che potranno andare dalla ristrutturazione del debito fino alla dichiarazione di bancarotta. Nel caso dei certificati Credit Linked, viene invece coinvolto anche il merito creditizio di società terze, che inciderà sulle dinamiche di rimborso nel modo esposto in precedenza. Come sempre accade per tutti i certificati, anche il merito creditizio della società emittente, Société Générale nel caso esposto, sarà comunque un fattore, non tanto nelle dinamiche automatiche di maturazione degli interessi e di rimborso del capitale, quanto piuttosto replicando la logica delle obbligazioni per ciò che riguarda la capacità di far fronte ai flussi dovuti. Questa doppia esposizione creditizia si traduce evidentemente in un rendimento potenziale maggiore rispetto a quello di una semplice obbligazione. (riproduzione riservata)

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