Rialzo senza fine per il mercato azionario giapponese. Al punto che non c'è trader o gestore che nelle ultime settimane non abbia analizzato il Nikkei 225 per inserirlo nella propria watchlist. E con la decisione, venerdì scorso, della banca centrale giapponese di mantenere una politica monetaria ultra accomodante, gli operatori vedono già un'altra corsa rialzista all'orizzonte come quella che ha registrato l'indice giapponese dall'inizio dell'anno (+30%). L'obiettivo è il massimo storico del dicembre 1989, a 38.957 punti, solo il 17% in più rispetto alle attuali quotazioni. E poco importa se ieri il Nikkei ha testato la resistenza di area 33.800 e alla fine ha chiuso in calo dell'1% a 33.370 punti, gli operatori scommettono che il mercato azionario andrà sempre più su. Come sta facendo per esempio Warren Buffett che ha puntato sull'economia nipponica già da alcuni mesi, contribuendo ad alimentare il rally del mercato azionario. E mai sazio, è di ieri la notizia che ha ulteriormente aumentato la quota in Itochu, Marubeni, Mitsubishi Corp, Mitsui & Co e Sumitomo, le cinque maggiori società del paese, arrivando a detenere in media l'8% del capitale, traguardo intermedio prima di arrivare al 10% di ciascuna.
Tutto quest'interesse in realtà deriva da una ragione ben precisa, e cioè il piano di riforme della governance aziendale (favorevole agli azionisti) che il Governo nipponico sta portando avanti e che ha l'obiettivo di smuovere l'economia storicamente asfittica del paese. Semplificando al massimo si potrebbe dire che, dopo essere rimasti scottati dalla bolla degli anni 80', i dirigenti giapponesi hanno preferito aggrapparsi allo status quo, con pochi aumenti per i dipendenti e scarsi rendimenti per gli azionisti, aiutando così una stagnazione che si è protratta per molti anni. Da qui la necessità di agire.
Nel 2014, l'ex primo ministro Shinzo Abe, avviò una serie di programmi promettendo che avrebbe sconvolto il modo in cui le aziende operavano in Giappone, e pian piano si è arrivati ai mesi scorsi quando gli azionisti di Canon hanno rimproverato il ceo, quasi estromettendolo dal consiglio, per la mancanza di diversità di genere tra i consiglieri. Altro punto focale è stata la riorganizzazione della borsa di Tokyo che, attraverso nuove regole, ha indotto le aziende a estendere le operazioni di buyback anche a vantaggio degli azionisti, in un'ottica di miglioramento dell'efficienza patrimoniale. Le società hanno così messo mano alle enormi riserve tanto che nell'ultimo anno fiscale (concluso a marzo) il riacquisto dei propri titoli ha superato i 70 miliardi di dollari e quest'anno dovrebbe addirittura raggiungere i 100 miliardi. Se a questo si aggiunge una banca centrale che rimane ultra accomodante si completa il quadro della rinascita della borsa di Tokyo. Ma non è tutto. La crescita del pil del Giappone nei primi tre mesi dell'anno è stata rivista bruscamente al rialzo la scorsa settimana, a un tasso annuo del 2,7% da una precedente lettura dell'1,6%. Il turismo, agevolato da uno yen in picchiata, sta registrando flussi record, mentre l'inflazione al 3,5%, anche se per la maggior parte è importata, è accolta quasi come una benedizione. Insomma ci sono tutti i presupposti per continuare con il trend rialzista.
Certo, per chi non l'ha già fatto, entrare sul mercato dopo un rialzo del 30% non è facile. L'attuale configurazione tuttavia permette di coprire la posizione con uno stop loss abbastanza stretto. L'aver raggiunto la resistenza in area 33.500 punti pone l'indice davanti ad un bivio perché, in caso di proseguimento del trend rialzista, non ci sono altre barriere prima del massimo storico. Dopo l'ultimo movimento rialzista però, che ha portato il Nikkei dai 28.00 punti agli attuali 33.370 punti senza mai segnare una settimana negativa dal 20 aprile scorso, è possibile che voglia tirare un po' il fiato. E' possibile un ritracciamento fino a 32.600 punti, ma nel contesto accennato sembra più probabile una fase laterale nelle prossime sedute ovvero una fase transitoria che traghetti i mercati fino a venerdì 23 giugno, quando verrà pubblicato il dato sull'inflazione. In ogni caso, un'operazione rialzista con stop loss in area 32.500 punti ha un rapporto rischio rendimento favorevole, considerato il target potenziale di 38 mila punti, sui massimi storici. Tra l'altro si tratterebbe di un riallineamento in linea con gli altri indici mondiali che già viaggiano sui massimi storici, come quelli Usa o il Dax in Europa.
Un altro asset su cui i trader si stanno buttando è quello valutario perché lo scollamento (decoupling) tra le politiche monetarie delle banche centrali di riferimento sta facendo decollare l'euro/yen. Da una parte c'è la Bce che proseguirà il rialzo tassi rafforzando l'euro, dall'altra c'è la Bank of Japan che invece perservera nella sua politica accomodante che indebolisce la moneta nipponica. Il risultato è un euro/yen tornato a 155 yen, livello che non vedeva del 2008 e che potrebbe salire ancora. Il target di breve termine è individuato infatti a 158 yen, prima di un'altra pausa. A meno di un nuovo exploit. 8rproduzione riservata)