Il Takaichi Trade sembra quasi troppo bello, per essere vero. La scommessa di puntare su una svalutazione dello yen sull’onda delle potenziali politiche economiche espansive della nuova premier Sanae Takaichi, sembra pronta a pagare. I forex trader si stanno lustrando gli occhi per quello che sembra un calcio di rigore sul dollaro/yen. Il cambio ha chiuso le contrattazioni settimanali a 152,80 yen, in un’area grafica molto particolare. Quella zona, rappresenta infatti l’ultima barriera prima di un potenziale movimento rialzista.
L’importanza è dovuta per un incrocio di resistenze, statiche e dinamiche, che passano proprio a ridosso di area 153 yen. La resistenza statica è quella formata dal precedente massimo relativo del 10 ottobre scorso. Quella dinamica invece è la linea ascendente che parte dal massimo di luglio 2024 a quota 162 yen e di estende unendo e prolungando il massimo relativo del 10 gennaio 2025 segnato a 158 yen. I puristi dell’analisi tecnica potrebbero anche interpretare quest’ultima linea come il limite superiore di un triangolo partito nell’aprile scorso (vedi grafico). In caso di rottura rialzista di queste configurazioni grafiche il dollaro/yen potrebbe essere proiettato verso un target di medio termine a 158,5 yen. A livello operativo il rapporto rischio rendimento di una simile operazione è favorevole, perché a fronte di uno stop loss (tassativo) abbastanza stretto, di circa una figura (a 151,7 yen), si punta ad ottenere un rendimento di cinque figure.
Si tratta di un trade che oltre ad aver dalla sua parte l’aspetto tecnico, ha anche quello fondamentale. La nuova premier giapponese Sanae Takaichi sta preparando un pacchetto di stimolo economico che dovrebbe persino superare i 92 miliardi di dollari varati l’anno prima. Si tratta della prima iniziativa economica del suo governo, coerente con la linea di “politica fiscale proattiva e responsabile” che Takaichi promosse durante la sua campagna. Il piano, ancora in fase di definizione, dovrebbe ruotare attorno a tre pilastri principali: misure contro l’inflazione, investimenti nei settori ad alta crescita (in particolare intelligenza artificiale e semiconduttori) e rafforzamento della sicurezza nazionale. Tra gli interventi chiave figura l’abolizione immediata della tassa provvisoria sulla benzina e l’ampliamento dei finanziamenti agli enti locali, con attenzione alle piccole e medie imprese che non beneficiano degli incentivi fiscali per gli aumenti salariali.
Con queste premesse, sull’altare del Takaichi Trade non potrà che essere sacrificata la moneta nipponica. Lo yen dovrà inoltre scontare l’aspettativa che la politica monetaria della Bank of Japan possa restare in stand-by, mentre lo stimolo fiscale viene ampliato, una combinazione tipicamente negativa per la valuta locale. Il rischio, sottolineano gli operatori, è che un ampliamento del deficit senza un chiaro piano di copertura possa far emergere tensioni sui rendimenti dei titoli di stato e sulla valuta, dando ulteriore impulso al dollaro rispetto allo yen. (riproduzione riservata)