Tutti i fattori si stanno allineando per un'altra fiammata dei prezzi del greggio. A cominciare dal possibile stop europeo al gas russo, ipotesi che ha già mandato in fibrillazione gli operatori del settore. Una mossa del genere provocherebbe un impatto enorme sul mercato petrolifero, in grado di riportare i prezzi del Wti sui massimi storici a 147 dollari al barile, e probabilmente anche oltre. Il nervosismo è palpabile come dimostra l'andamento l'indice Ovx sulla volatilità sul petrolio che, proprio nella seduta di ieri, è tornato a 70 punti base. Ma non solo: in base al trend delle ultime sedute, non è escluso che possa addirittura avvicinarsi agli 80 punti base, lo stesso livello raggiunto il 7 marzo scorso quando il greggio ha raggiunto quota 130 dollari. Non a caso sempre ieri il Wti ha raggiunto un massimo a 110 dollari, salvo poi ritracciare e chiudere a ridosso dei 108,5 dollari.
A questo punto i prezzi risultano ancora in crescita rispetto al minimo relativo del 16 marzo scorso a 99 dollari, e si stanno muovendo verso la parte alta delle bande di Bollinger a 60 giorni, che attualmente passa a quota 114,5 dollari. In caso di superamento della resistenza a 110 dollari il primo obiettivo sarebbe il massimo del 10 marzo a quota 114,8 dollari, per poi probabilmente andare a superare l'area dei 120 dollari. Se si osservano le varie scadenze successive al contratto attualmente in vigore, si può notare che le quotazioni del derivato del petrolio si muovono al ribasso all'aumentare della data di scadenza. Si tratta della classica configurazione in backwardation (ovvero situazione dove il prezzo in contanti è superiore ai prezzi futuri impliciti dei corrispondenti contratti future) che conferma uno stato turbolento del crude oil e anche una possibile continuazione della ripresa delle quotazioni. «Per capire l'evoluzione dei prezzi nel breve periodo si possono analizzare le opzioni con scadenza maggio e il relativo open interest», ha spiegato Eugenio Sartorelli, vice-presidente e membro del comitato scientifico di Siat, nonché trader in opzioni. Secondo lo specialista, il Put/Call ratio è di 0,79 punti, il che conferma un eccesso di opzioni call e una visione più rialzista da parte degli operatori che usano questi strumenti. Se si osserva l'andamento dei posizionamenti in opzioni in generale si nota come rialzi tra 110 dollari e 120 dollari sono fisiologici in questa fase. Andare oltre nel brevissimo termine, per ora, sembra più difficile. A livello di supporti le opzioni non vedono livelli chiari se non a partire da quota 83 dollari (nonostante il supporto grafico più importante si trovi in area 95 dollari).
Per chi vuole investire comunque l'unica soluzione non l'operatività sul future del Wti perché in realtà tutti gli asset legari allo strumento appaiono volatili. Sul mercato americano non è certo passato inosservato il trend dei titoli legati al settore come Camber Energy, Occidental Petroleum, Pbf Energy e altri più piccoli (rispetto al mercato Usa), operatori le cui quotazioni potrebbero dar vita a un'altra fase di rialzo dopo quella dei primi di marzo. E non è un caso se su questi titoli hanno cominciato a muoversi i pesi massimi della finanza. Proprio su Occidental Petroleum l'oracolo di Omaha, Warren Buffett, la settimana scorsa ha incrementato la sua partecipazione acquistando 18 milioni di azioni per un controvalore intorno al miliardo di euro, arrivando così a detenere quasi il 15% della società. Chi non vuole investire fuori dai confini nazionali può sicuramente puntare su Eni o Tenaris (per Saipem meglio aspettare tempi migliori). Quanto al titolo del Cane a sei zampe, fino a quando rimarrà al di sopra dei 12,70/12,80 euro, l'investimento può considerarsi relativamente al sicuro e comunque la concentrazione di prezzi delle ultime cinque sedute sembra aver creato una fase di accumulo per il raggiungimento dei 14 euro per azione. Ancora migliore, se possibile, la situazione di Tenaris che si trova giusto a ridosso della resistenza statica dei 13,50 euro. In caso di superamento di tale soglia il primo target è in area 14 euro per salire fino ai 15 euro. (riproduzione riservata)