Come dominare il proprio trading invece che farsi dominare? Basta imparare a riconoscere le proprie emozioni con la tecnica della mindfulness. Parola di Antonio Lengua, trader di lungo corso che ha deciso di lanciare un innovativo percorso di meditazione collettiva (gratuito) per trader. Pioniere in questo campo, da anni Lengua studia e pratica queste tecniche, affiancandosi a professionisti di livello internazionale nel campo dello sport professionale e del coaching aziendale. L’appuntamento è bisettimanale (martedì e venerdì dalle 18 alle 18.30), in live streaming sul canale youtube «mindfulness per trader»: Lengua guiderà meditazioni specifiche affinché i trader possano imparare a riconoscere il loro stato d’animo in un preciso momento.
Anche chi è alle prime armi sa che il principale capitale non è il denaro ma la mente. Il tempo impiegato dai neofiti a capire come funziona il cervello, e a migliorare il processo cognitivo-decisionale, è tuttavia scarso, se non nullo. Spesso infatti si preferise cercare la tecnica migliore per individuare il trend, gestire la posizione e guadagnare molto, e in poco tempo. Con l’esperienza però si prende coscienza del fatto che nel trading la gestione delle emozioni conta molto più della tecnica. Di recente gli studi in materia si sono moltiplicati. Gli psicologi Daniel Kahneman e Amos Tversky nel 2002 hanno ricevuto il Nobel per l’economia per gli studi sui bias comportamentali nelle decisioni economiche. In parallelo, la psicologia ha compiuto enormi passi nello studio dell’intelligenza emozionale e della concentrazione. Un filone in particolare ha preso spunto dalle tecniche di meditazione delle filosofie orientali, e da lì sono nate terapie cognitive come Act (Acceptance and commitmente therapy), Mbsr (Mindfulness based stress reduction) e Mbct (Mindfulness based cognitive therapy).
Quanto alla mindufulness per i trader, a velocità decisionale richiesta dal trading intraday fa sì che il cervello attivi processi decisionali basati sull’istinto e più veloce, saltando il piu lento, meditato e ponderato processo razionale. «Quando entra in azione l’istinto, si apre la porta però a emozioni e sensazioni. La concentrazione si riduce, e i comportamenti automatici, frutto di mappe mentali precedenti, prendono il sopravvento», ha spiegato Lengua. «In questo modo il trader si trova a operare in modo automatico, travolto dalle emozioni, non riuscendo a staccarsi da mappe mentali radicate nel suo vissuto che lo portano a replicare sempre gli stessi errori». Secondo lo specialista, il cervello propone gli stessi comportamenti ben conosciuti e rapidi, anche se disfunzionali, mentre la mindfulness aiuta a sostituire le mappe mentali errate con altre scelte dal trader.
Agendo sull’osservazione dei pensieri, considerati non come fatti ma semplicemente come eventi, ossia con un’attenzione non giudicante, si aiuta ad attivare un distacco tra la persona e il suo flusso mentale, permettendole di proiettarsi al di fuori dalle emozioni. Così facendo si potenzia il focus sostituendo la concentrazione calda (emozionale e stressante), con un’attenzione fredda, distaccata e non giudicante. Cadono così molte inclinazioni cognitivi (hindsight bias, confirmation bias ecc.) che fanno entrare il trader in un tunnel, durante e dopo l’operazione. Il trader impara perciò a capire quando, inconsapevolmente, attiva le consuete modalità di risposta dietro l’onda emozionale e a distaccarsi da questi automatismi. Insomma un modo per girare a proprio favore il vecchio detto che circola nelle sale operative: la Borsa è il posto migliore, e il peggiore insieme, per conoscere se stessi. E chiunque abbia mai operato con soldi propri, sa che non c’è nulla di più vero. (riproduzione riservata)