Serve una bussola per orientarsi sui mercati. Le possibili divergenze tra Stati Uniti e Regno Unito da un lato ed Europa e Giappone dall’altro in tema di politiche monetarie, l’incognita Brexit e l’aumento della volatilità del prezzo del petrolio stanno infatti scombinando tutte le tradizionali correlazioni. Risultato: asset class di solito legate tra loro mostrano trend divergenti. In questo marasma meglio orientarsi seguendo precise conformazioni grafiche.
Nel frattempo assistiamo all’esaurimento del trend al rialzo del cross euro-dollaro, nonché a falsi break e veri breakout out sui mercati e in particolare sul Fib. Ecco allora tre configurazioni grafiche con buona probabilità di successo messe a punto da MF Trading online con l’aiuto di alcuni esperti. Denominate Tre Piccoli Indiani (Three little Indian), Fake Out Shake Out (una sorta di recupero su un falso segnale) e Spike end Ledge (allungo e inversione dopo un trading range), si tratta in tutti e tre i casi di figure ideate da grandi trader Usa come Linda Bradford Raschke e Laurence Connors.
Quando il trend è esaurito. Nel caso della configurazione dei Tre Piccoli indiani si hanno tre massimi con distanze tra loro sempre più ravvicinate. Se la struttura è ribassista al primo tentativo di cedimento si va short nei pattern ribassisti e si va long in quelli rialzisti. Ovviamente nelle strutture rialziste sono i minimi a dover essere ravvicinati tra loro e non i massimi. Si tratta di un pattern di esaurimento del trend, cioè esprime la mancanza di forza nella prosecuzione del movimento direzionale. Il trend che segue può essere anche un semplice rintracciamento in un movimento rialzista oppure il rimbalzo in un movimento ribassista purché ci siano aspettative che si consistente.
Nel caso dello Spike and Ledge invece la struttura si compone di tre movimenti diversi. Nella conformazione ribassista si ha un allungo verso l’alto, una pausa relativamente breve con un canale laterale e infine una discesa. Anche in questo caso c’è un movimento in controtendenza da cavalcare. Allo stesso modo in una struttura rialzista si ha una discesa pronunciata cui segue una fase di lateralità e poi un movimento positivo.
L’errore che aiuta. L’ultima figura da analizzare è il Fake out Shake Out. È anche la più complessa e la più cattiva perché asseconda il movimento in errore chi si è mosso in senso opposto. In questo caso il trading range anticipa il falso break out e non lo segue come nella figura precedente. In dettaglio per Fake Out Shake Out ribassista si intende prima un movimento in trading range, poi un falso segnale di rottura verso l’alto seguito da un recupero per riportarsi all’interno del trading range. Infine si ha un movimento verso il basso. Allo stesso modo il Fake Out rialzista vede un trading range al termine di un movimento negativo, un falso segnale di rottura verso il basso, il rientro nel canale laterale e poi un movimento verso l’alto.
Gli stop loss. Uno dei pregi riconosciuti di questi pattern è l’individuazione degli stop loss, tutti molto precisi. Nel caso dei Tre Piccoli Indiani lo stop loss andrà collocato sull’ultimo massimo, quello più alto, per i pattern di inversione ribassista, e sul minimo più basso per quello rialzista. Passando allo Spike&Ledge ribassista, per i più prudenti lo stop potrebbe essere collocato sul rientro all’interno del canale laterale, quindi sul primo bordo del canale laterale. Per i meno prudenti invece rimane il secondo lato del rettangolo quello più alto. Quando la figura è rialzista, invece, il bordo più basso del rettangolo è indicato per i più propensi al rischio e quello più alto per i più prudenti.
Per quanto riguarda invece lo Shake Out rialzista (ribassista) lo stop potrebbe essere collocato sul minimo (massimo) della barra che ha caratterizzato il falso segnale.
Punti di ingresso e target price. Nel caso dei Tre Piccoli Indiani ribassista (rialzista) il punto di ingresso va collocato sul cedimento del minimo (massimo) della barra che ha segnato i massimi (minimi) di periodo. Per lo Spike&Ledge ribassista è il bordo inferiore del canale laterale a segnare l’ingresso in posizione, ma per i più propensi al rischio potrebbe essere anche il bordo superiore. Resta infine da analizzare lo Shake Out: in questo caso il punto di ingresso è rappresentato con certezza dal bordo inferiore del rettangolo che precede il trading range o in alternativa dal quello superiore, ma in questo caso ci si gioca una parte consistente dei guadagni.
A questo punto restano solo da fissare i target price. Per Matteo Zucchini poiché questi pattern puntano a un’inversione, possono tranquillamente avere un rapporto rischio/rendimento di 1 a 2, cioè la cifra che si può guadagnare fissando il target price può essere pari a due volte quanto si rischia di perdere. Vietato invece scendere sotto il rapporto 1 a 1 per ovvie ragioni di bilanciamento tra rischi e perdite, nel senso che con questi presupposti il trading non sarebbe sostenibile nel lungo periodo.
Istruzioni per l’uso. All’inizio si è detto che si tratta di pattern con alta probabilità di successo. «In realtà però non è possibile fare dei veri test», ha spiegato Zucchini, «in quanto si tratta di strutture grafiche più da trader discrezionale che da operatore sistematico. L’applicazione sistematica con algoritmi scritti delle regole che sovraintendono il pattern riduce di molto la rilevazione delle configurazioni».
La ricerca empirica dimostra, inoltre, che il pattern ha una maggiore capacità di riuscita sui time frame più estesi, quindi quello giornaliero e quello orario, mentre sul grafico a 5 e 1 minuto l’eccessivo rumore del mercato riduce non solo i casi di successo ma anche quelli di individuazione della struttura grafica.
La resa della struttura grafica potrebbe invece essere potenziata attraverso l’applicazione dell’analisi Multi Time Frame e dalla visualizzazione dei Time&Sales. Nel primo caso si tratta di avere il conforto dei grafici con time frame superiori, quindi se entra il pattern sul grafico orario fornendo un segnale short, si va al ribasso solo se il grafico giornaliero è al ribasso.
Il Time&Sales consente di vedere quali contratti passano per i rispettivi prezzi. Saggiare i diversi contratti prima di entrare in posizione può evitare di incorrere in falsi segnali, in rotture generate cioè da pochi contratti.
Altri accorgimenti che possono migliorare la struttura grafica riguardano la gestione della posizione. Per esempio può essere utile spostare lo stop loss sul livello del prezzo di ingresso. Questo consente di guadagnare quanto la perdita potenziale, quindi con un rapporto 1 a 1. A quel punto l’operazione può solo essere chiusa in pari o in utile escludendo la possibilità di perdite.
Infine va osservata con attenzione l’ombra dello spike, cioè la distanza tra il prezzo di chiusura e il minimo nel caso di spike rialzista, e rispetto al massimo in caso di spike ribassista. Dopo lo spike olatilità e volumi dovrebbero inoltre tendere a ridursi in modo significativo. Il ledge, ovvero la lateralità che segue lo Spike, può durare da 4 a 10 barre. (riproduzione riservata)