Se c’è una cosa che i trader hanno imparato con il caso Bio-on/Quintessential, è che non bisogna mai sottovalutare le posizioni short che i grandi hedge fund costruiscono sui titoli. Nella fattispecie, sapere che quattro hedge fund avevano un’esposizione ribassista sul titolo per il 4,8% del capitale sociale da febbraio 2019, avrebbe dovuto far suonare qualche campanello d’allarme. Analizzare le posizioni nette corte che la Consob pubblica sul suo sito ogni giorno intorno alle ore 16.30, può dare molte indicazioni utili.
«Conoscere le posizioni ribassiste dei grandi operatori istituzionali», spiega Fabio Bolis di Aiutotrading.net, «consente di identificare i titoli da scartare per un’operatività long di medio-lungo termine e fornisce eventualmente altri spunti operativi». Secondo lo specialista, individuare i titoli che hanno un’importante esposizione short da parte di hedge, permette di capire quali società hanno un sentiment maggiormente negativo tra gli istituzionali. Il vantaggio è duplice perchè permette di non «andare contro un treno», acquistando quando le mani forti vendono, ma anzi consente di allinearsi con questi operatori. «Il timing però è un fattore essenziale», continua Bolis.
Lo specialista prende ad esempio la giornata borsistica di venerdì 9 agosto. «La notizia della crisi di governo ha rappresentato uno dei momenti in cui l’apertura di posizioni short avrebbe avuto una maggiore probabilità di successo, ma quale titolo scegliere all’interno del nostro paniere? Considerato che lo spread era pesantemente in rialzo, i titoli bancari sembravano la scelta obbligata. Ma allora quale banca? Se si vanno ad analizzare le maggiori posizioni nette corte presenti sul listino italiano si scopre che Banco Bpm, Ubi banca e Bper Banca sono le azioni bancarie con le maggiori posizioni ribassiste sul proprio capitale sociale. E quali sono le banche che hanno perso di più nella seduta del 9 agosto? Banco Bpm (-9,12%), Ubi Banca (-8,42%) e Bper Banca (-7%). Praticamente, i titoli con le maggiori posizioni ribassiste aperte sono quelli che hanno perso di più. Questa indicazione non è sempre accurata al 100%, tuttavia può essere un valido aiuto per lo stock picking.
Molto interessante anche la situazione di Maire Tecnimont che attualmente è la seconda azione in assoluto più venduta del paniere italiano, con il 6,69% del capitale messo a ribasso. Il titolo ha subito un forte incremento delle posizioni con il ri-test dell’ex supporto, ora diventato resistenza, a 3 euro per azione. Tecnicamente il ritorno verso i 3 euro, avvenuto all’inizio di luglio, era un segnale di ribasso sul titolo. E i fondi hedge non si sono fatti sfuggire l’occasione. Dall’inizio di luglio le posizioni nette corte sul titolo sono praticamente raddoppiate, contribuendo tra l’altro ad accelerare il movimento discendente.
Se qualcuno si fosse fatto sfuggire il movimento però, può ancora beneficiare del fattore ricoperture. Premesso che il probabile approdo della discesa di Maire Tecnimont è il supporto dei 2 euro, monitorando costantemente le posizione ribassiste si potrà notare se nei dintorni di quell’obiettivo alcuni fondi hedge decidono di prendere profitto. Ovviamente per chiudere le posizioni ribassiste bisogna acquistare i titoli (a meno di posizioni con derivati). La ricopertura degli short porterà inevitabilmente a una risalita del titolo che potrebbe essere cavalcata dai piccoli trader retail. Sedersi sulle spalle dei giganti ha portato sempre più benefici che sfidarli. (riproduzione riservata)