La tendenza rialzista dello spread, che si è verificata dall’inizio di maggio sta spingendo i trader a trovare strategie di copertura per i propri investimenti. E, oltre che ridurre l’esposizione alla parte lunga della curva dei rendimenti, lo strumento migliore per coprirsi sembra uno short sul future sul Btp. Il derivato sull’obbligazionario italiano è quello che risponde più velocemente alle tensioni sul differenziale tra il decennale italiano e tedesco. Basta vedere come ha reagito all’aumento dello spread. Nel corso delle ultime sei sedute, il differenziale è passato da 255 ai 280 punti della chiusura di ieri lunedì 13 maggio.
Contestualmente, il future sul Btp, è invece passato da 130,60 a 129,4 punti, andando persino a testare (a livello intraday) il supporto statico dei 129 punti. A questo punto il rischio è che, con il superamento della resistenza statica di 274 punti base di spread, si sia aperta la strada verso il massimo relativo dell’11 febbraio scorso, a ridosso dei 290 punti base. Se così fosse il Btp future potrebbe andare a violare al ribasso l’area dei 129 punti per raggiungere il target successivo a 126 punti. E potrebbe non essere che l’inizio poiché, fra meno di due settimane, ci saranno le elezioni europee con il loro ulteriore carico di tensione.
Le decisioni del parlamento vengono prese a maggioranza. Nel consiglio europeo invece molte decisioni richiedono una maggioranza qualificata, e in alcuni campi addirittura l’unanimità. Dato che però nel consiglio europeo siedono i ministri dei governi e non una diretta rappresentanza parlamentare, il risultato delle urne ha un impatto secondario sul funzionamento e sul possibile veto che un singolo stato potrebbe imporre sulle decisioni collettive. Un altro fattore che riduce l’effetto destabilizzante dei partiti anti-EU è la loro scarsa coesione e unitarietà di intenti.
In questo scenario è difficile che dalle elezioni europee esca una maggioranza in grado di mettere in dubbio la tenuta dell’edificio europeo. Gli asset italiani non dovrebbero essere quindi influenzati in modo particolare dai risultati delle elezioni europee a livello aggregato, ma potrebbero sicuramente risentire delle decisioni che gli attuali partner di governo prenderanno dopo aver visto le loro percentuali.
A meno di risultati eclatanti, non previsti dai sondaggi ufficiali, le elezioni europee non dovrebbero dunque rappresentare un momento di tensione per il Btp. Dato che però il voto rappresenta sempre un’incognita, bisogna considerare che la scarsa affluenza (che da sempre caratterizza le elezioni europee) potrebbe favorire risultati anomali. Se i partiti anti-europeisti raccogliessero voti nettamente superiori alle attese, sicuramente sul Btp si riverserebbero flussi in vendita molto più consistenti che verso gli altri Paesi periferici (come Spagna, Portogallo e Grecia), a causa dell’enorme debito pubblico tricolore. Proprio per questo, l’Italia, è da sempre meta preferita per gli speculatori. «Non penso tuttavia che si tratterebbe di un attacco violento, come quello del maggio 2018 o come i selloff che abbiamo visto ripetersi a ottobre 2018», ha spiegato Antonio Lengua, trader obbligazionario con esperienze trentennale. «Penso che si tratterà piuttosto di un repricing del rischio euro, che potrebbe riportare lo spread verso i 300 punti base».
Per proteggere il portafoglio, in un caso del genere, bisognerebbe ridurre l’esposizione alla parte più volatile della curva (10 anni e oltre di duration) e restare sui Btp con scadenza più ravvicinata. In vista delle elezioni europee il Btp è attualmente arrivato a un rendimento del 2,69% non tanto per paura delle elezioni, quanto per la congiuntura economica e politica italiana. «Non mi aspetto quindi che dopo le elezioni ci possa essere un rally rialzista di allentamento perché i veri rischi rimarranno e anzi il derivato sconterà sia il rischio di una manovra correttiva nel corso dell’estate sia quello di una maxi manovra in autunno con la nuova Legge di bilancio.
Aprire una posizione ribassista di medio lungo periodo sul Btp future, non necessariamente importante, risulta dunque interessante in ottica di un proseguimento delle tensioni anche oltre le elezioni europee. Per chi non volesse utilizzare direttamente i future sull’Eurex (mercato che controlla il Btp future), a causa degli alti costi di marginazione e di una variazione minima di prezzo (0,01 tick) che vale 10 euro, potrebbe risultare più economico l’uso di altri prodotti come gli Etf. C’è ad esempio il Lyxor Btp Monthly -1x Inverse Ucits Etf che, poiché ha un orizzonte temporale mensile sul sottostante, in genere presenta movimenti contenuti e si presta perciò molto bene a posizioni di lungo periodo. (riproduzione riservata)