Il contesto di mercato di cambiando, e nemmeno troppo lentamente. Nelle ultime settimane si sta assistendo ad una rotazione che va dalle azioni tecnologiche ad altri comparti, nonché dalle mega caps ai titoli a minor capitalizzazione. Un settore che storicamente non ha mai deluso e sta confermando una buona resilienza, in un contesto di forte incremento della volatilità, è rappresentato dai titoli industriali, facilmente inseribili in portafoglio anche tramite prodotti diversificati per chi non vuole concentrare eccessivamente il rischio.
IL LEGAME CON ALTRI INDICI
La presenza dei titoli della difesa permette una riduzione in termini di legame con il mercato, come confermato da beta e correlazione. Quest’ultima a livello globale è fotografata negli ultimi anni attorno a 0,90 (idem il beta), mentre nell’ambiente europeo si evidenzia un beta di poco superiore all’unità. Le caratteristiche dell’indice Msci World Industrial sembrano chiare, e confermate anche dai titoli industriali europei. A livello globale, l’indice di settore ha seguito molto bene, riuscendo in alcuni periodi anche a sovraperformare, l’eccellente benchmark Msci World, impresa non facile. Negli ultimi 10 anni, gli industriali europei hanno mediamente restituito all’investitore il 10,5% annuo, rispetto al 7,5% del mercato; ma il trend rimane intatto anche più di recente, grazie al +19% per il settore europeo rispetto al +13% circa del mercato.
TITOLI SPESSO NON A SCONTO
In termini di multipli e dividendi la situazione tra i due indici è allineata, con uno yield di poco inferiore al 2% annuo e un P/e atteso prossimo a 19. Anche a livello europeo il tracking degli industriali rispetto all’intero mercato è buono e la capacità di sovraperformare ancora più evidente, a scapito di un P/e del settore più elevato e di un dividendo più basso. Guardando ai fattori di stile, chi sceglie i titoli industriali anziché l’intero mercato si espone maggiormente ai titoli a bassa volatilità a livello globale (valutazione giustificata dall’esclusione delle grosse aziende IT) mentre in ambito europeo spicca il fattore momentum (azioni con forte trend al rialzo), a scapito di yield (titoli ad alto dividendo) e value (azioni a sconto sui fondamentali).
L’OFFERTA INDICIZZATA
Gli indici settoriali sono comunque molto diversificati, qualche centinaio di azioni per l’ambiente globale e circa 90 titoli per quello europeo. In ambito globale sono a disposizione i prodotti Xtrackers Msci World Industrials e Amundi S&P Global Industrials Esg, mentre a livello europeo o statunitense l’offerta è molto più ricca, grazie agli Etf che mirano a tale settore forniti da iShares, Spdr, Amundi, Xtrackers e Invesco. Come sempre, chi si espone a singoli nomi può incassare, nel bene e nel male, i disallineamenti di performance rispetto all’indice considerato. La rosa di nomi segnalati considera solo alcune azioni con una buona struttura grafica affiancata da multipli ancora a sconto, o comunque non troppo cari.
MTU AERO ENGINES

In Francia spicca il titolo Saint Gobain (P/e atteso di 12, dividend yield del 2,8%, beta pari a 1,4), che evidenzia un buon supporto in area 72-73 euro e potrebbe presto ritentare un nuovo allungo verso i recenti massimi relativi. In Germania restano ben posizionate il colosso Siemens (P/e atteso di 15,9, dividend yield del 2,8%, beta pari a 1,4) ma ancor più il titolo Mtu Aero Engines (P/e atteso di 20, dividend yield del 0,8%, beta pari a 0,72); quest’ultimo sta esprimendo un notevole incremento di forza relativa da metà giugno, che potrebbe anticipare ulteriori breakout delle resistenze di breve e la realizzazione di nuovi massimi storici, ormai a portata di mano. Nel Regno Unito resta ben impostata e a bassa volatilità Smiths Group (P/e atteso di 16,3, dividend yield del 2,5%, beta pari a 0,92), che potrebbe nuovamente ritestare 1800 pence.
MAIRE TECNIMONT

AZIONI ITALIANE
Anche in Italia è possibile identificare un rosa ristretta di azioni del comparto industriale ben posizionate: tra le maggiori capitalizzazioni spiccano Prysmian (P/e atteso di 20,3, dividend yield del 1,1%, beta pari a 0,83) e Leonardo (P/e atteso di 13,5, dividend yield del 1,3%, beta pari a 0,58), quest’ultima in correzione di breve; mentre tra i temi minori meritano una menzione Danieli (P/e atteso di 7,8, dividend yield del 1,3%, beta pari a 0,57) e Maire Tecnimont (P/e atteso di 12,4, dividend yield del 2,6%, beta pari a 0,81), entrambe con un buon momentum.
AZIONI STATUNITENSI
Infine, negli Stati Uniti si segnalano quattro titoli che potrebbero dare soddisfazioni: Northrop Grumman (P/e atteso di 17,8, dividend yield del 1,9%, beta pari a 0,3), Honeywell (P/e atteso di 20,8, dividend yield del 2%, beta pari a 0,86), General Dynamics (P/e atteso di 19,6, dividend yield del 2%, beta pari a 0,52) e Emerson Electric (P/e atteso di 20,8, dividend yield del 1,9%, beta pari a 0,94), dove quest’ultimo potrebbe a breve ritentare un allungo in cerca di nuovi massimi storici. (riproduzione riservata)