Come muoversi ad armi pari rispetto ai sistemi ad alta frequenza (Hft), le cosiddette macchinette? Come muoversi alla loro stessa velocità operativa, inferiore ai millisecondi? E come impedire quindi che spadroneggino sui book come fanno appunto oggi, coprendo oltre il 70% dei flussi di mercato? La battaglia in realtà resta impari. Ma se non si possono combattere, si può almeno imparare a riconoscerli così da poterli evitare o cavalcare. Ed è proprio quello che ha fatto il trader quantitativo Enrico Malverti con il Hft Flow ScannerIn, sistema appunto in grado di intercettare i flussi in acquisto o in vendita generati dagli Hft. «I sistemi ad alta frequenza sono progettati da investitori istituzionali che dispongono di server e software in grado di generare centinaia di ordini nel giro di pochi istanti», ha spiegato. Vengono inoltre fatti girare su server potentissimi, spesso posizionati fisicamente accanto ai server delle borse ufficiali. Tutto questo per ridurre al minimo la cosiddetta latenza, ovvero il tempo tra l'invio dell'ordine e la sua ricezione della borsa, una partita che si gioca sui millisecondi. Basta pensare che, quando si è deciso di trasferire i server di Euronext a Ponte San Pietro (Bergamo) nel data center di Aruba, nella stessa area sono migrati anche tutti i server dei vari hedge fund e pure degli specialisti dall'estero, proprio per ridurre al minimo la latenza dei server Hft rispetto a quelli di Euronext. Ecco perché in pochi anni sono spariti tutti gli scalper dal mercato italiano, non più in grado di competere con le macchinette.
«Purtroppo anche per l'occhio esperto di un trader professionista non è facile identificare i flussi in quanto spesso i volumi degli Hft si sommano agli altri acquisti degli istituzionali per trading di posizione o investimenti di lungo periodo», ha aggiunto Malverti. Da qui la decisione di sviluppare un software che potesse individuare esclusivamente i flussi dei sistemi ad alta frequenza, di fatto uno strumento in grado ad anticipare il mercato e da mettere a disposizione dei trader. La funzione dell'Hft Flow Scanner è proprio quella di identificare il prima possibile quali sono i titoli oggetto di acquisto e di vendita degli Hft e che quindi potrebbero nel giro di poco evidenziare movimenti percentuali significativi. «I flussi degli Hft provocano infatti incrementi o cali dei prezzi dei titoli interessati, a seconda che gli istituzionali decidano di sovrappesare o sottopesare un titolo o un settore nell'arco della seduta», ha spiegato Malverti. Grazie a un algoritmo proprietario che analizza la frequenza degli scambi, l'Hft Flow Scanner individua i flussi e genera una classifica dei titoli con maggiori scambi generati dagli Hft, dal più acquistato al più venduto. Mettendo in relazione il future sull'indice FtseMib e i flussi dei titoli che ne compongono il paniere, il sistema fornisce al trader un'idea di dove sta andando la liquidità e da dove invece sta uscendo.
Ma come funziona il sistema operativamente,? In primo luogo basandosi sull'evidenza che le prime due ore del mattino e le prime del pomeriggio, fino all'apertura di Wall Street, sono quelle su cui si concentrano le operazioni delle macchinette ad alta frequenza. L'Hft Flow Scanner consente così di posizionarsi sui titoli su cui si riscontrano maggiori acquisti intraday e in particolare di mettere sotto osservazione quelli sui quali si osserva una maggiore persistenza dei flussi. Nell'operatività intraday, per esempio, vedere che un titolo vicino a un supporto improvvisamente balza in cima alla classifica dei più scambiati, conferma la presenza di acquisti Hft e di prendere quindi posizione con un buon rapporto rischio/rendimento.
Nella seduta di ieri ad esempio alle 9,45 il programma individuava Saipem tra i titoli più comprati dagli Hft. «Quello è stato il mio segnale d'ingresso, nonostante a quell'ora il titolo registrasse ancora una perfomance negativa», ha spiegato Malverti. «Da quel momento ho puntato ad assicurarmi un rialzo dell'1%». La storia dice poi che Saipem dalle 9,45 in poi ha sovraperformato il mercato passando da 1,365 euro a un massimo relativo di 1,39 euro, con un rialzo vicino al 2% rispetto al punto di entrata. Ma questa è solo una delle strategie applicabili, nel senso che ognuno può utilizzare l'informazione fornita dal sistema come meglio crede. Ad esempio se si nota grande interesse dei sistemi ad alta frequenza su un determinato titolo, si può aspettare che l'interesse si esaurisca per poi impostare un'operazione short. Non a caso i sistemi per individuare i flussi degli High Frequency trading stanno diventando di uso comune tra i trader più sofisticati. Chi non fosse in grado di programmarseli da sè, può affidarsi a un programmatore o acquistarne in licenza uno già sviluppato. (riproduzione riservata)