Trader molto attenti alla configurazione che è in fase di sviluppo sul future del Ftse Mib, struttura che potrebbe anticipare una fase di prese di profitto. Il derivato italiano ieri ha chiuso le contrattazioni serali a 34.620 punti (in calo dello -0,55%), in ripiegamento rispetto al massimo d’inizio seduta segnato a 35.030 punti.
La mancanza di forza ha avvalorato una possibile interruzione del trend rialzista di breve periodo, partito dal minimo del 27 novembre scorso a 32.780 punti. D’altronde, una pausa può tranquillamente starci, dopo che il future sul Ftse Mib ha registrato un rialzo continuo nelle otto sedute precedenti a quella di ieri, portando a casa un rialzo cumulato del +6,5%. Bisogna poi considerare che già nella giornata di venerdì scorso si era notata una perdita di spinta quando le contrattazioni avevano lambito l’area dei 35 mila punti. Il livello è significativo e non sarà una facile resistenza da abbattere.
E’ dunque plausibile pensare che possano essere incominciate delle prese di profitto per alleggerire l’ipercomprato accumulato nei giorni precedenti. Il Relative Streight Index, indicatore di analisi tecnica che segnala la forza intrinseca di un sottostante, si trova attualmente a quota 62 punti, già in scarico dall’area (e soglia critica) dei 70 punti base raggiunta nell’ultima seduta della scorsa settimana. L’inversione della curva dell’Rsi è solitamente propedeutica ad una fase di storno, che per il future del Ftse Mib potrebbe indicare un ritorno delle quotazioni ad un primo target ribassista di 34.150/34.200 punti.
Nella migliore delle ipotesi, gli operatori potrebbero voler temporeggiare fino alla riunione di giovedì 12 dicembre della Bce, nella speranza che nel frattempo arrivino segnali di un possibile taglio da 50 punti base (anzichè dei 25 punti base già scontati dal mercato), facendo di conseguenza ripartire il trend che avrebbe tutte le caratteristiche di un rally di Natale. (riproduzione riservata)