Ci sono l’educazione finanziaria, le strategie le tecniche di trading, le analisi e le previsioni di mercato ma ci sono soprattutto i certificati d’investimento. Sono proprio questi prodotti finanziari a vestire la parte del leone dell’edizione di quest’anno dell’Investment&Trading Forum (Itf per gli habitué), storico evento italiano dedicato all’investimento fai da te, che ha preso il via ieri 14 giugno in versione interamente digital e che proseguirà per l’intera settimana. «La decisione di rendere centrale i certificates nell’edizione di quest’anno arriva da una forte domanda da parte degli utenti a cui corrisponde anche una forte offerta da parte delle società emittenti: insomma, è stata una scelta che è venuta da sè», ha spiegato Gianluigi Raimondi, direttore di Itforum.it.
Effettivamente i volumi di scambio hanno confermato questa tendenza con un primo trimestre 2021 che, stando alle rilevazioni dell’Acepi (Associazione Italiana Certificati e Prodotti d’Investimento), ha raggiunto volumi complessivi di 2,271 miliardi di euro collocati dagli emittenti, superiori del 12% rispetto al quarto trimestre dell’anno scorso. Ma a cosa si deve tutto questo interesse sui certificati? «Secondo noi», ha specificato Raimondi, «la ragione risiede nel fatto che le opzioni sono il punto d’arrivo dei trader retail e i certificati rappresentano il modello semplificato di questo strumento». Nella normale evoluzione di un trader, spesso si comincia con l’operare su azioni e obbligazioni, per poi passare ai future e al forex e approdare infine alle opzioni. Ovviamente ognuno ha un percorso proprio, tuttavia quelli che decidono di intraprendere l’ardua via dei trader non possono esimersi dall’utilizzare le opzioni.
Questi strumenti si adattano a tutte le operatività: a chi vuole solamente speculare o a chi magari decide di proteggere il portafoglio azionario con la costruzione di un hedge. Non bisogna però commettere il grande errore di maneggiarli con sufficienza perché possono condurre a perdite ben superiori rispetto al capitale investito. Ed ecco perché entrano in gioco i certificati d’investimento, che altro non sono che derivati che al loro interno racchiudono strutture d’opzioni già pre-confezionate dagli strutturatori degli emittenti, con dei limiti ben stabiliti sulle perdite che sicuramente non possono andare oltre l’ammontare investito. Utilizzando una metafora alimentare è come se i certificati fossero una focaccia già preparata dal panettiere, mentre le opzioni sono gli ingredienti. Gli utenti più pratici e che dominano gli ingredienti possono prepararsela da soli, mentre quelli alle prime armi farebbero meglio a comprarsela già fatta.
Chiaramente i costi sono diversi e comunque anche comprando un prodotto già confezionato bisogna conoscere quello che si acquista. «È proprio in quest’ottica che s’inscrive anche la presenza di un nome di caratura internazionale del mondo delle opzioni: Tom Sosnoff», ha concluso Raimondi. Sosnoff, oltre a essere uno dei trader di opzioni più conosciuti al mondo, è stato il co-fondatore nel 1999 della piattaforma Thinkorswim, lo strumento più utilizzato per la compravendita di opzioni grazie alla sua facilità d’utilizzo. Nel 2009, Thinkorswim è stata venduta a TD Ameritrade per circa 606 milioni di dollari, di cui 84 milioni di dollari sono andati a Sosnoff. Visto il personaggio, vale sicuramente la pena ritagliarsi un po’ di tempo mercoledì 16 giugno alle 17,30 per collegarsi all’evento che lo vedrà protagonista con la spiegazione dettagliata delle sue strategie operative. Anche se i certificati hanno la parte preponderante dell’Itf con numerosi panel lungo tutte le giornate, come anticipato, sarà dato ampio spazio anche all’educazione finanziaria.
Gli organizzatori hanno voluto mettere l’accento sul funzionamento dei mercati finanziari con incontri che spiegheranno come approcciarsi ai mercati finanziari in tempi di tassi zero e liquidità abbondante fornita dalle banche centrali. Spazio anche alle strategie operative attraverso i microfuture, prodotti finanziari di recente introduzione da parte di Borsa Italiana (Euronext). Non possono mancare infine le criptovalute, tema che verrà approfondito con appositi panel dedicati all’interno dei quali si cercherà di spiegare il corretto utilizzo e la corretta allocazione nei portafogli. (riproduzione riservata)