Riparte il risiko delle borse in Europa dopo l’acquisizione di Borsa italiana da parte di Euronext. Questa volta, a muoversi è stata la svizzera Six Group che ha lanciato un’offerta pubblica d’acquisto sulla britannica Aquis Exchange.
Il consiglio di amministrazione del gruppo elvetico, proprietario dell’indice Smi di Zurigo, ha lanciato un’offerta in contanti per acquistare l’intero capitale di Aquis a un prezzo di 727 penny per azione, valorizzando la società circa 207 milioni di sterline (circa 250 milioni di euro) e con un enterprise value di circa 194 milioni di sterline (234 milioni di euro). L’offerta risulta essere il 68% in più rispetto al prezzo medio ponderato per volume semestrale (433 penny) e del 120% in più rispetto al prezzo di chiusura (330 penny) di Aquis dell'8 novembre 2024.
Dopo lunghi colloqui e <diverse proposte non richieste> da parte di Six, l'(alettante) offerta ha avuto il sostegno unanime del consiglio di amministrazione di Aquis e ha già ricevuto l'appoggio del 51% degli azionisti totali. Anche il mercato ha apprezzato, visto che il titolo sulla borsa di Londra ha chiuso ieri in rialzo del 115%, andando sostanzialmente ad allinearsi con il prezzo dell’opa. Fondata nel 2021, Aquis Exchange è una borsa valori focalizzata principalmente sul segmento delle piccole e medie imprese, offrendo quotazioni sul primario, e trading sul secondario, sul segmento delle pmi quoatate nel Regno Unito.
Attraverso l’operazione, Six Group andrà ad integrare il suo comparto growth con quello inglese gestito da Aquis, diventando uno degli operatori di riferimento per il comparto delle pmi in Europa. Le sinergie tuttavia non si esauriscono qui, Aquis detiene infatti varie licenze di tecnologie infrastrutturali di mercato e un sistema di negoziazione multilaterale paneuropeo per azioni che copre 16 mercati europei e va a colmare le mancanze di Six. Quest’ultimo circuito inoltre, gira sia in <chiaro> che sulle <dark pool>, ossia quel luogo dove gli scambi avvengono al buio, senza sapere chi è il compratore e il venditore e le quantità realmente acquistate agendo spesso ad un prezzo medio ponderato.
Sulle piazze di scambio oscure si sta combattendo una sorta di guerra silenziosa tra tutte le borse europee, con Euronext che ha lanciato ad aprile la sua dark pool per le azioni (con la scusa dell’introduzione del nuovo sistema d’immissione ordine mid-point). Deutsche Börse lancerà la sua sede oscura a novembre, e la stessa Six, che ne gestisce già una per il mercato svizzero, aggiungerà il dark trading per la borsa spagnola a dicembre. Sul piatto ci sono gli scambi che effettuano i membri di queste borse, operatori (selezionati) che transano lotti considerevoli che, se scambiati su borse in chiaro, andrebbero a manipolare i mercati. (riproduzione riservata)