Buone probabilità di nuovi ribassi per il rame. E’ quanto sostiene Wings Partners, società di consulenza specializzata sulle materie prime. Ma a pensarla così è anche Iván Arriagada, numero uno di Antofagasta, il colosso produttivo del settore. I primi si sono soffermati sugli aspetti puramente tecnici, il secondo su quelli di carattere fondamentale.
Il rame continua a quotare al di sotto della resistenza di breve individuata a quota 4.700 dollari. La scorsa settimana le quotazioni del metallo rosso hanno violato al rialzo tale livello tecnico, salvo poi non riuscire a mantenere la posizione e, in chiusura, registrare un prezzo inferore. «Si registra tuttavia una prima fase di uscita degli indicatori di momentum dall’area di ipervenduto», hanno spiegato gli analisti di Wings, «e questo risulta particolarmente importante poichém quando gli algoritmi si riporteranno al di fuori dell’aream il metallo rosso avra` lo spazio necessario per proporre nuovi ribassi».
Una volta avviati i primi rimbalzi correttivi per le quotazioni del rame, i corsi hanno riproposto il test sulla media mobile a 100 giorni in transito in area 4.700 dollari. «La prospettiva di breve resta a favore di una prosecuzione del movimento correttivo in direzione dell’area dei 4.800 dollari ovvero del transito della media mobile a 100 giorni», hanno spiegato gli operatori di Wings.
Ad avvalorare la visione di breve contribuiscono la situazione di ipervenduto degli indicatori di momentum, nonche´ l’ottima tenuta dei livelli di supporto di breve. Tuttavia, in un’ottica piu` ampia, «non si esclude la conclusione del movimento ascendente riproponendo flessioni in direzione dell’area dei 4.500 dollari ovvero, in primissima battuta, a ridosso dalla parte bassa del gap-up lasciato aperto lo scorso 15 febbraio», hanno concluso gli operatori considerando solo i fattori puramente tecnici.
La debolezza del Far East. Quanto agli aspetti di carattere fondamentale, la notizia di maggiore rilievo delle ultime settimane è arrivata dall’Estremo Oriente. La produzione giapponese di prodotti con componenti di rame si e` attestata a 63.499 tonnellate nel mese di aprile, registrando una contrazione dell’1,4% rispetto allo stesso mese del 2015.
Ma lo scenario tecnico prima indicato trova conferme più esplicite, come accennato, nelle parole del numero uno della società Antofagasta, il cileno Iván Arriagada. Secondo il manager si prospettano almeno altri due anni di debolezza per il prezzo del rame. Il motivo è lo stesso che ha caratterizzato la flessione anche di altre materie prime e cioè la sovrapproduzione. Il surplus per il 2016 e per il 2017 è di almeno 300 mila tonnellate. Lo squilibrio tra domanda e offerta è il risultato della flessione dei consumi cinesi rispetto a quelli di qualche anno fa. Per avere un’idea dell’importanza dell’Impero Celeste sulle dinamiche del mercato e più in generale sui prezzi è sufficiente pensare che il Paese assorbe circa la metà dei consumi globali. In base agli ultimi report la flessione nel periodo di riferimento, gli anni 2016 e 2017, dovrebbe attestarsi intorno al 2%.
Sempre a proposito del rame i target price stabili dalle banche d’affari prevedono un prezzo target vicino ai 4.972 dollari per tonnellata per la fine del 2017. Sul Liffe, il secondo mercato di riferimento per il rame, il valore corrisponde a circa 2,25 dollari per contratto. Per l’anno prossimo, invece, le previsioni sulle quotazioni sono nettamente in ascesa. I prezzi dovrebbero risalire infatti fino a 5.373 dollari per tonnellata, corrispondenti a 2,44 dollari per pound sul Liffe.
Quanto al trading, il rame è presente su tutti i listini dei principali broker. Il contratto più gettonato è quello quotato sul Comex, il mercato americano, ma come accennato alcuni intermediari preferiscono il Liffe, la borsa di Londra. In alternativa ai contratti future, che hanno scadenze molto ravvicinate, è possibile ricorrere ai contratti per differenza. (riproduzione riservata)