Si è aperta una settimana di autentica passione sui mercati finanziari, ma se si riesce a superarla indenni, il rally di fine anno sarà a portata di mano. Impresa non facile, poiché le prossime sedute saranno dense di appuntamenti macroeconomici. Tuttavia i trader restano fiduciosi, o per meglio dire non pessimisti: lo si evince dall'andamento grafico del Ftse Mib che vede ancora in essere il movimento laterale partito un mese fa. Gli operatori, dopo il buon dato sull'inflazione Usa del 10 novembre scorso (e il relativo uptrend), temporeggiano in attesa di qualche buona notizia per riprendere una fase rialzista. E come un cerchio che si chiude, quella buona notizia, potrebbe arrivare proprio dalla seduta di oggi con l'indice ai prezzi al consumo Usa che, a distanza di un mese, potrebbe confermare il calo o rimescolare le carte. Non ci sarà però neanche il tempo di prendere fiato perché domani è il giorno della Federal Reserve. Il momento è delicato perché il mercato ha scontato un rialzo di «solo» lo 0,5% e in caso di sorprese dal dato di oggi sull'inflazione potrebbe accadere di tutto. Nella peggiore delle ipotesi, in caso di rialzo dell'inflazione potrebbe tornare un inasprimento della politica monetaria, magari attraverso un rialzo dello 0,75% del tasso invece che dello 0,5%, con conseguente storno dei mercati. I conti andranno però fatti velocemente visto che giovedì c'è il dato sulla produzione industriale cinese e poi arriva la Bce, con il suo potenziale rialzo da 0,5% sul tasso. Soprattutto, arriva la conferenza stampa della presidente Christine Lagarde che ha già messo le mani avanti parlando di Permacrisis (parola dell'anno per il dizionario Collins) e di rischi per la stabilità finanziaria. In molti poi non danno la giusta importanza anche alle riunioni della Bank of England (BoE) e della Swiss National Bank (Snb), in calendario nel giorno della Bce, che potrebbero rivelarsi market mover importanti. E dulcis in fundo poteva mancare in un'ottava così delicata il Quadruple Witching Day? Certo che no, visto che venerdì ci sarà la scadenza tecnica dei futures sugli indici azionari, dei futures sulle singole azioni, delle opzioni su indici azionari e sulle opzioni sulle azioni. Se il mercato passerà indenne tutti questi avvenimenti, la possibilità per il Ftse Mib di correre fino ai 26 mila punti non è così peregrina. Per contro se le cose gireranno male il target è come minimo un ritorno sui 23.000 punti. (riproduzione riservata)