Rally di fine anno in vista, ma purtroppo non in Italia. Tutti i trader puntano infatti sulla Cina dopo che le autorità del paese, complici i deludenti risultati e le proteste che ha suscitato, hanno deciso di ammorbidire la politica dello Zero Covid. Così, vista l'euforia delle borse asiatiche di ieri, hanno pensato: perché non cavalcare il trend e sperare che possa proseguire fino al Capodanno cinese, che verrà festeggiato il prossimo 22 gennaio? In quest'ottica poco importa se l'indice pmi Caixin dei responsabili degli acquisti nel settore servizi, a novembre ha registrato una brusca frenata, attestandosi a 46,7 punti rispetto ai 48,4 punti di ottobre: con lo stop al lockdown gli operatori lo considerano acqua passata. A suonare la carica dell'ottimismo è stato un colosso come Morgan Stanley, che ieri, in un report, è tornato a consigliare le azioni della Cina, alzando la raccomandazione a overweight, dopo due anni di equalweight, pronosticando molteplici sviluppi positivi man mano che procederanno le riaperture. Gli effetti non si sono certo fatti attendere, a cominciare dalla borsa di Hong Kong, in rialzo del 4,5%. Ma hanno brillato anche l'indice China A50 e lo Shangai Composite, guadagnando rispettivamente il 2% e l'1,76%.
Sono state, però, le singole azioni, quotate a Wall Street, a dare il meglio di sé ed ecco perché i trader al momento le preferiscono a certificati o Etf. I sottostanti quotati come Adr (American Depositary Receipt) sul mercato americano certo non mancano a cominciare dalle mega cap come Alibaba, Baidu o Tencent, fino ad arrivare ai produttori cinesi Nio o XPeng. Il fattore interessante è che tutte queste società arrivano da mesi di debolezza e che, nelle ultime settimane, chi prima che dopo, hanno tutte registrato un segnale d'inversione, che ieri si è rafforzato. Nel caso di Alibaba per esempio il cambio di tendenza è arrivato con il minimo del 24 ottobre a 58 dollari, oltre l'80% in meno rispetto ai massimi relativi del 27 ottobre 2020 a 320 dollari. Il vero segnale tecnico d'acquisto però, è arrivato il 29 novembre 2022 quando le quotazioni di Alibaba hanno superato al rialzo quota 80 dollari, rompendo la trend line discendente (partita con il massimo di novembre 2020) che ha schiacciato a ribasso le quotazioni per oltre due anni. La chiusura di ieri a ridosso di 90 dollari proietta un primo target per il titolo a 105 dollari, in corrispondenza del massimo registrato ad agosto 2022. Il secondo, e più ambizioso obiettivo si trova a 120 dollari, e potrebbe esser raggiunto dopo il Capodanno cinese.
Fresca fresca è invece la rottura della resistenza dinamica per Baidu, il principale motore di ricerca in lingua cinese in grado di ricercare siti web, file audio e immagini. Il titolo ieri ha chiuso in progresso di oltre il 4% a 119 dollari e, se nelle prossime sedute verrà confermato il superamento dell'area dei 120 dollari, il target successivo è a 150 dollari, se non addirittura sui 180 dollari, in prossimità del massimo di ottobre 2021. Occhio poi a Tencent. Anche se il trend è già partito, la struttura tecnica del titolo appare tra le più promettenti. La società leader nei servizi per intrattenimento, mass media, internet e telefoni cellulari, da metà marzo 2022 ha cominciato un lungo andamento laterale, rotto poi al rialzo a metà novembre. Con il senno di poi dunque, la congestione, si è rivelata una fase di accumulo che rimette in carreggiata il titolo per riagguantare almeno quota 10 dollari dai 7,4 dollari di ieri. Il target rialzista successivo si trova addirittura sui 15 dollari ed è per questo che molti operatori lo indicano come il titolo più interessante.
Decisamente più volatili, ma non meno promettenti, i due produttori di veicoli elettrici Nio e XPeng. Il primo, spesso indicato come la Tesla cinese, è il titolo con il tempismo migliore perché a livello grafico si trova giusto sull'incrocio con la resistenza statica a 12,7 dollari: se nelle prossime sedute dovesse confermare la rottura, ci sarebbe spazio per salire oltre i 23 dollari. XPeng invece, è quello più indietro tra i titoli presi in esame, e per questo i trader più aggressivi lo hanno puntato. Il rischio è alto ma dagli attuali 11 dollari potrebbe arrivare in prima battuta a 20 dollari per poi balzare a oltre 30 dollari. E forse anche oltre. (riproduzione riservata)