Come deve comportarsi un trader quando l’analisi fondamentale dice una cosa e l’analisi tecnica ne dice un’altra? Bisogna seguire l’analisi tecnica sul breve periodo ed essere pronti a cambiare strategia appena il mercato ritrova i fondamentali. E’ questa la sfida con cui si devono confrontare gli operatori per tradare il future del Dax in questo periodo. Nel corso delle ultime settimane non hanno fatto altro che arrivare pessime notizie sul lato macroeconomico tedesco lanciando oscuri presagi sul proseguo del trend rialzista cominciato con l’inizio del 2019. Il Pmi manifatturiero della Germania è sceso a settembre a 41,4 punti rispetto ai 43,5 di agosto, e contro i 44,2 attesi dagli analisti. Male anche l’indice relativo ai servizi, che si è assestato a 52,2 punti dal 54,8 di agosto. Una situazione che diventa sempre più grave, ma nonostante questo la Bundesbank ha scritto nel suo rapporto mensile che probabilmente l’economia tedesca è entrata in una «lieve recessione» tecnica negli ultimi tre mesi, anche se questo non significa necessariamente la fine dell’espansione economica. In ogni caso, secondo l’istituto centrale tedesco, la contrazione dell’economia «non è di per sé un motivo di preoccupazione».
Non è dello stesso avviso l’associazione tedesca della metalmeccanica Vdma, la quale ha pronosticato un calo della produzione industriale in Germania del 2% per il 2019 e per il 2020, perché, oltre al peggioramento delle esportazioni negli Stati Uniti, in Cina ed Europa, inizia ad andar male anche nei mercati emergenti in passato redditizi, come Russia, Turchia, Iran, Messico e Argentina. Un allarme che trova riscontro anche nei dati sulla produzione industriale che, su base annua, è calata in ben 11 degli ultimi 12 mesi rilevati, vale a dire fino allo scorso luglio. Il picco negativo è stato raggiunto a giugno con un - 4,7%, dato non lontano dal -4,4% di maggio, dal -4,2% di luglio e dal -4,1% di novembre 2018. Per questo motivo, la Confindustria tedesca (e il resto del mondo) ha invitato il governo di Berlino ad abbandonare la politica di pareggio di bilancio. Il problema è che la costituzione federale prevede che il deficit deve essere limitato allo 0,35% del pil. In un periodo di borsa normale, sarebbero bastati la metà di questi indicatori per far cominciare un trend negativo sul future.
Questo però non capita, perchè l’intervento delle banche centrali ha finora fermato le velleità ribassiste, ma fino a quando? Non potrà infatti durare per sempre una situazione simile ma, nel frattempo, meglio non andare controcorrente. Il future sul Dax a breve, probabilmente già oggi, andrà a testare una trend line ribassista che sta funzionando da resistenza dinamica a 12.463 punti. Tale barriera è partita con il massimo del 23 gennaio 2018 a 13.596 punti e si è venuta a creare unendo (ed estendendo) il massimo relativo del 4 luglio 2019 a 12.643 punti. In caso di rottura rialzista, il target si trova proprio sul massimo che ha concorso alla creazione della sopraccitata resistenza dinamica, ossia 12.643 punti. In caso invece non si riesca a superare la barriera, è molto probabile che gli operatori tornino verso i fondamentali, costringendo il future tedesco a una correzione anche significativa delle quotazioni. Il primo target short sarebbe quota 12.180 punti, tuttavia il vero una volta superato questo a ribasso si andrebbe verso gli 11.750 punti dove le quotazioni incrocerebbero il supporto dinamico di medio lungo periodo. (riproduzione riservata)