skin track
Weekly Market Focus Leggi dopo

Quanta energia nei dividendi

30 gennaio 2021, 08:00

Milano Finanza Intelligence Unit

La grande volatilità dei prezzi dei titoli energetici deve essere affiancata ai lauti dividendi staccati nel tempo. La vera fonte di performance per chi ha pazienza.

Quanta energia nei dividendi

Per i titoli energetici guardate i dividendi, non i prezzi. Un investitore poco accorto, osservando le dinamiche di medio-lungo periodo per i benchmark e i singoli titoli del settore energetico, potrebbe cadere nell’errore di considerare tali azioni poco interessanti. In effetti se si osserva banalmente la dinamica del titolo Eni, una delle azioni preferite dai cassettisti italiani poco avvezzi ai mercati internazionali, la quotazione attuale prossima a 8,5 euro può lasciare perplessi se confrontata con valori simili che si riscontavano nel lontano 1997. Stessa considerazione a livello diversificato, in quanto ad esempio un Etf legato all’indice Stoxx Europe 600 Oil&Gas prezzava una ventina di anni fa circa 30 euro, rispetto agli attuali 25 euro circa, il che indurrebbe a pensare che si sono persino persi soldi. Ma per alcune tipologie di azioni il dividendo è una parte preponderante della redditività restituita agli azionisti, e i titoli energetici spiccano in tal senso. Proprio sull’ultimo strumento indicato, si calcola dal 2002 ad oggi una perdita in termini di solo prezzo del 17% circa, ovvero l’1% annuo di deprezzamento. Attenzione però che se si inseriscono i dividendi pagati negli anni tale apparente svantaggio si tramuta in un (più veritiero) utile del 2,5% annuo (+57% il rendimento complessivo). Il grafico in pagina evidenzia proprio quest’ultima considerazione, dove è evidente la costanza nella distruzione degli utili agli azionisti rispetto al prezzo battuto in Borsa. Idem per Eni e altri colossi di riferimento del settore. Per il titolo energetico italiano la perdita del 12% in termini nominale si tramuta in un interessante +5% annuo considerati gli stacchi semestrali dei dividendi, ovvero un guadagno cumulato del 178%. E in modo simile per l’azione Royal Dutch Shell si evidenzia quasi un dimezzamento in termini di prezzo rispetto a venti anni fa, ma includendo i dividendi la apparente perdita si tramuta in un utile complessivo del 55% circa espresso in euro. Agli estremi in tal senso si collocano le società energetiche Usa e canadesi coinvolte nella lavorazione, trasporto e stoccaggio di petrolio e gas, che attualmente offrono valori di dividendo prossimi al 10% annuo (indice Alerian Midstream Energy Dividend) e negli ultimi cinque anni si sono attestate oltre il 7% annuo di distribuzione. Per altre tipologie di azioni, principalmente in base ai settori di appartenenza e al fatto che siano catalogabili come aziende growth o value, il dividendo può essere invece irrilevante o quasi: basti pensare che Tesla o Amazon o Alphabet non staccano dividendo, mentre per Oracle il dividendo ha incrementato la redditività dei soli prezzi, negli ultimi 20 anni, solo dello 0,8% annuo. Ma per le energy stocks le cose sono ben differenti, come si è evidenziato. E così a livello di indice si fotografa attualmente per il benchmark MSCI Europe Energy un dividendo corrente del 6,3%, che si ridimensiona al 5,6% per il mercato statunitense (indici S&P US Energy Select Sector). Per il benchmark di settore europeo indicato il dividendo ha valso nell’ultimo ventennio il 4,6% annuo circa.  Per gli amanti del rischio specifico la situazione attuale in termini di dividendo è abbastanza variegata. Per il mercato europeo guardando alle maggiori capitalizzazioni si segnalano Repsol (9,2% dividend yield), Total (7,4%), BP (5,8%), mentre Eni si ferma al 4,2% stimato per il 2021, e in ambito Usa svettano Exxon Mobil (7,5%), Chevron (5,8%), Kinder Morgan (7,2%). Le azioni energetiche possono quindi offrire soddisfazioni per l’investitore paziente al di la delle escursioni di breve periodo dei prezzi, che sono mediamente molto alte: la volatilità per l’indice europeo indicato è superiore al 30% annuo, e si avvicina al 40% per il benchmark statunitense. (riproduzione riservata)

 



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza