Ritorno d’attenzione su valute e cambi, in realtà mai dimenticati dai trader. Azioni e bond talvolta possono infatti riservare brutte sorprese, soprattutto in termini di movimenti e liquidità. Sul forex invece questo non può accadere, anzi le occasioni non mancano mai: basta cercarle. E anche in tema di liquidità, nessuno si è mai lamentato. Dunque le valute in genere piacciono, e ora è di nuovo il turno della sterlina. A catalizzare l’attenzione nell’ultimo mese è stato in particolare il cable, cioè il cambio sterlina-dollaro, oggetto di una fase rialzista che proprio ieri, 23 novembre, ha spinto il cambio da 1,29 dollari fino a quota 1,34 dollari. Proprio nel corso della stessa seduta però il cable ha lanciato un pessimo segnale che potrebbe dare avvio a un’inversione di tendenza.
Questi i fatti: per tutta la prima parte della giornata è proseguito il trend rialzista fino appunto al raggiungimento del massimo relativo di 1,3401 dollari appena ricordato. Cambio di direzione però nel pomeriggio, fino a raggiungere un minimo a 1,3262 dollari e chiudere la seduta a ridosso dei 1,33 dollari. Casomai la discesa di 150 punti in poco più che due ore non bastasse a lanciare un segnale d’indebolimento sulla sterlina, è arrivata la configurazione della candela giornaliera disegnata dal cambio assomiglia molto a una «shooting star», la pericolosa stella cadente. Se la figura tecnica dovesse infatti trovare conferma si potrebbe aprire una fase discendente sul cambio fino, in prima battuta, a 1,31 dollari. Solo allora però si giocherà la vera partita sulla sterlina perché, scendendo sotto quota 1,31 dollari, andrebbe a bucare il supporto dinamico che ne ha accompagnato l’imponente recupero sul biglietto verde dai minimi dello scorso marzo a 1,14 dollari. In caso di discesa sotto tale valore potrebbe partire un ribasso che vede in 1,27 dollari il primo target, con quota 1,29 dollari come target intermedio. L’obiettivo finale di un movimento simile potrebbe però estendersi fino ai 1,25 dollari. A livello di fondamentali sarà probabilmente l’esito dei negoziati sulla Brexit a decretare definitivamente la tendenza di medio termine.
La forza iniziale della prima parte della giornata di ieri sul pound è da imputare alle notizie sul vaccino della casa farmaceutica anglosassone AstraZeneca. Una volta digerita la news, tuttavia, i forex trader hanno ripreso a concentrarsi sui negoziati che si stanno tenendo tra Unione Europea e governo inglese a proposito di Brexit. Anche se le discussioni hanno ripreso il loro iter, i tempi per trovare un accordo si stanno restringendo considerando che il periodo di transizione termina tra circa sei settimane. Senza un accordo la Gran Bretagna tornerebbe a negoziare con l’Ue sulle regole generali del Wto, l’organizzazione mondiale del commercio, risultato che verrebbe mal accolto dal mercato. Per questa ragione prima di andare a rompere al ribasso una soglia così delicata come quella a 1,29 dollari, i forex trader probabilmente aspetteranno indicazioni più precise sull’esito dei colloqui. Nel frattempo, a spingere al ribasso la sterlina confermando il segnale negativo di ieri potrebbero essere i dati sulla revisione della spesa pubblica che il ministro delle Finanze Rishi Sunak presenterà in Parlamento il 25 novembre: sullo sfondo il debito della Gran Bretagna ormai oltre i 2 mila miliardi di sterline. Nell’ipotesi migliore, ossia che venga trovato un accordo in tempo perché non si avveri una hard Brexit, il cable potrebbe invece tentare di sorpassare la resistenza statica di 1,36 dollari.
La configurazione si presenta invece più incerta sul cambio euro-sterlina che non ha manifestato un significativo segnale di potenziale inversione di breve termine come sul cable. Su questo cambio rimane saldo il trend di rafforzamento del pound che sembra voglia spingere il cambio sui minimi di periodo in area 0,8870 sterline. Vista comunque l’incertezza, per chi vuole operare meglio evitare contratti pieni, come quello sulla sterlina del Chicago Mercantile Exchange, che richiedono margini importanti. In alternativa meglio strumenti come i Cfd che possono essere suddivisi in posizioni più piccole, magari da incrementare in un secondo momento. (riproduzione riservata)