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Pronti allo short sull'euro/dollaro
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Sarà la settimana decisiva per le scelte di politica monetaria delle banche centrali

Pronti allo short sull'euro/dollaro

MF - Numero 246 pag. 23 del 14/12/2021

Milano Finanza Intelligence Unit

Domani sarà il turno della Fed e giovedì della Bce. Atteso un ampliamento del tapering che dovrebbe portare al rialzo del Dollar Index e al ribasso del cambio con la valuta Usa. Dove potrebbero arrivare

È dunque arrivato il redde rationem dei mercati finanziari: le banche centrali questa settimana dovranno decidere quale politica monetaria attuare nei prossimi mesi. Il termometro di ogni decisione, da una parte o dall'altra dell'oceano saranno le valute, con il dollari Index da una parte e l'euro/dollaro dall'altra. Il tema centrale è naturalmente l'inflazione che ormai pare assodato sia strutturale e non passeggera, come si era affrettato a dire il governatore della Federal Reserve, Jerome Powell. E con il caro vita che morde i consumatori/cittadini, l'unica opzione che rimane per gestire la situazione è quella di velocizzare il tapering, per poi arrivare a un rialzo del tasso d'interesse presumibilmente tra il secondo e il terzo trimestre 2022. Molto simile, ma ritardata di qualche mese, la situazione economica dell'Europa, con una Bce che si trova anch'essa a dover affrontare un'inflazione in crescita. La presidente dell'autorità monetaria Christian Lagarde ha però la possibilità di temporeggiare ancora a differenza del suo omologo americano. Il peggioramento della situazione sanitaria nei vari Paesi euro (con voci di nuovi lockdown più o meno parziali sempre più insistenti) darebbe ulteriore tempo all'invitabile stretta monetaria.

Alla luce di tutte queste considerazioni, e al netto di cigni neri o eventi esogeni al mercato, ci si può aspettare che nei prossimi giorni parta un rafforzamento del dollaro a fronte di un euro che probabilmente rimarrà stabile. Ecco dunque che si potrebbe assistere a una risalita del Dollar Index mentre l'euro/dollaro dovrebbe scendere visto che i due derivati cono inversamente correlati (il Dollar Index è il future che mette da una parte il dollaro e dall'altra un paniere di valute in cui la ponderazione dell'euro supera il 50%).

Partendo dal Dollar Index, non è un caso se dal 26 novembre scorso è cominciata una compressione di prezzo che ha portato alla creazione di una figura tecnica chiamata triangolo. Con il passare delle sedute questo pattern sta comprimendo sempre di più le quotazioni e, maggiore è la compressione, più il movimento che verrà prodotto alla rottura di uno dei due limiti (al rialzo o al ribasso) sarà importante. Una configurazione simile permette inoltre di gestire bene il rischio attraverso uno stop loss stretto, a prescindere dalla via che prenderà il cambio. Nel caso di violazione rialzista della resistenza dinamica che sta funzionando da limite superiore del triangolo, rottura che potrebbe avvenire più o meno in area 96,40 punti, il primo target da raggiungere si trova in corrispondenza dei massimi del 24 novembre scorso a quota 97 punti. L'obiettivo a cui hanno puntato i forex traders però si trova più in alto, in area 98 punti, livello che coincide con le quotazioni di luglio 2020.

L'evoluzione dell'euro/dollaro che, come anticipato, è inversamente correlato al Dollar Index, dovrebbe dunque orientarsi verso un ribasso. La vera certezza però si avrà solo con una discesa sotto il supporto statico di medio periodo a quota 1,12 dollari. Tale barriera alla fine di novembre è riuscita a fermare il cambio dall'ondata ribassista che aveva colpito l'euro/dollaro dopo la violazione al ribasso del livello dei 1,1520 dollari. In caso di discesa il primo obiettivo da raggiungere è a quota 1,1095 dollari, per poi passare dai 1,10 dollari e approdare al target finale individuato in quota 1,09 dollari, l'area di minimi registrati nel primo semestre 2020. Un'operazione ribassista di questa portata deve essere protetta da uno stop loss che si può inserire al di sopra del livello dei 1,1380 dollari. Per questa operazione si tratta dunque di un rapporto rischio/rendimento di uno a quattro volte. (riproduzione riservata)



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