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La settimana delle trimestrali si annuncia ricca di sorprese per i day trader

Price sensitive minuto per minuto

MFT - Numero 087 pag. 17 del 05/05/2020

Milano Finanza Intelligence Unit

Le big cap comunicano i dati di bilancio e le guidance Un’occasione unica per chi cavalca la volatilità, anche in tempi di blocco temporaneo delle operazioni short

È arrivata la big week delle trimestrali con tutti i pesi massimi della borsa italiana che riporteranno gli andamenti dei primi tre mesi del 2020. Intesa, Fca, Campari, Enel, Unicredit, Banco Bpm, Bper sono solo alcune delle società che nei prossimi giorni pubblicheranno il loro andamento trimestrale. Negli ultimi tempi la volatilità sui mercati è stata alta anche se, nell’ultima settimana, complice l’assestamento post picco Covid-19, i volumi sui titoli del mercato italiano sono scesi in maniera importante. Anche la decisione di Consob di vietare le vendite a ribasso sul mercato italiano (fino al 18 giugno, salvo proroghe) ha impattato sul livello degli scambi e dunque, quale periodo migliore per ritrovare liquidità se non quello a margine della pubblicazione dei risultati.

Un antipasto di quello che succederà si è avuto con la trimestrale di Ferrari, uscita nella seduta di ieri intorno alle ore 13,00. Il primo impatto tra gli operatori è stato negativo dove il calo degli utili dell’8% a 166 milioni di euro ha probabilmente spaventato più del dovuto. Tempo qualche minuto per leggere bene le linee di bilancio e rendersi conto che 2.738 auto consegnate con ricavi poco sotto il miliardo di euro, alla fine non è un risultato così malvagio, anzi. Ecco quindi arrivare la poderosa inversione di tendenza che ha poi portato il titolo a chiudere la seduta in rialzo dell’1,46% a 145,5 euro. Da segnalare però è stato l’aumento dei volumi, ben evidente se si guarda un grafico a 5 minuti. Nel caso di Ferrari i trader sono stati anche aiutati dal fatto che il titolo ha virato al rialzo. Questa tornata di trimestrali avrà certamente un’operatività dimezzata per la sospensione degli short, ma questo non scoraggia i trader italiani. Di seguito il manuale del bravo trader sulle trimestrali con i segreti dei professionisti.

La prima cosa da tenere a mente con il trading sulla pubblicazione delle trimestrali è il tempismo, caratteristica fondamentale per essere portare a casa il risultato. Un buon trucchetto per essere al pari degli operatori istituzionali, almeno sui tempi, è quello di monitorare costantemente i Sistemi di Diffusione delle Informazioni Regolamentate (i cosiddetti Sdir). Gli Sdir sono piattaforme pubbliche digitali, autorizzate da Consob ai sensi dell’art. 113-ter, comma 4 del dlgs 58/1998, su cui gli emittenti (le società quotate) sono obbligati a pubblicare tutte le comunicazioni price sensitive che producono nel corso dell’anno. In Italia ne esistono due che si dividono il mercato. La più vecchia è 1Info-Sdir (1info.net), autorizzata con la delibera n. 18994 del 30 luglio 2014. Il servizio è di proprietà della società australiana Computershare, entrata nel mercato italiano nel 2011 dopo l’acquisizione di Servizio Titoli Spa. La piattaforma più recente è invece quella di eMarket Sdir (emarketstorage.com), autorizzata con delibera n. 19878 del 15 febbraio 2017. Quest’ultimo servizio è fornito da Spafid Connect controllata al 100% da Spafid, gruppo Mediobanca, che nel 2017 ha rilevato il servizio da Bit Market Service. Questi due siti hanno un unico problema: non hanno le notifiche in push. Se dunque un trader non vuole sacrificare una mano per premere costantemente sul tasto F5 della tastiera (per aggiornare la pagina internet), un buon segreto è quello d’installarsi sul proprio browser un software che ogni tot mandi il refresh della pagina internet in automatico. Una volta che il comunicato appare bisogna però fare molta attenzione perché, come testimoniato anche dall’andamento di ieri di dell’azione Ferrari, non è detto che il primo impulso di borsa sia poi il movimento corretto. Il segreto è arrivare preparati all’appuntamento. I trader dovrebbero arrivare nel giorno delle trimestrali ben consapevoli di quali sono le aspettative degli analisti su utili, ricavi e posizione finanziaria netta, le linee di bilancio più importanti (almeno nella prima occhiata). Non bisogna però sottovalutare neanche la presenza e l’eventuale ammontare del dividendo e la guidance futura.

A dispetto di quello che i novizi del trading pensano, non sono infatti i risultati tout court a far muovere in una direzione o in un’altra, ma sono i risultati aziendali in base alle aspettative che generano un movimento al posto di un altro. Potrebbe verificarsi il caso che escono dei dati di bilancio pessimi ma il titolo vola perché sono migliori delle aspettative, o viceversa. Molto utile avere anche una panoramica di come va il settore e soprattutto i competitor della società che deve riportare, per avere qualche informazione aggiuntiva quando arriva il fatidico momento di cliccare sul mouse. A questo proposito è importante aver ben presente qual è l’indice Beta del titolo rispetto all’indice o ad un settore. Questo rappresenta il grado di correlazione con un benchmark di riferimento perché una società può anche riportare bene ma se ha un’alta correlazione con l’indice che invece sta sprofondando nel rosso, allora va giù anche il titolo. Se le news sono buone e le aspettative degli analisti confermate è probabile che il titolo vada a rialzo e dunque nessun problema di operatività in questa fase come invece ci sono in caso di ribasso.

Non potendo fare operazioni ribassiste, la scelta migliore, volendo a tutti i costi operare, sono le operazioni in controbalzo. Questo tipo di strategia, molto utilizzata dai trader più aggressivi (ma anche molto pericolosa), consiste nell’individuare un livello di supporto, preferibilmente statico, e aspettare lì il titolo che ha preso la via ribassista. In quel punto è probabile che, dopo una fase iniziale di forti vendite, un titolo provi a rimbalzare ed a quel punto che si entra con un’operazione long. Bisogna però aver ben presente che si tratta di operazioni generalmente di brevissimo respiro, anche pochi tic, perché il rischio è molto alto. Per questo tipo di strategie occorre però avere l’occhio sui book e capire, in base ai flussi sul denaro/lettera, se quel punto può essere un buon livello per un rimbalzo. L’operatività si può replicare su ogni supporto un minimo significativo. (riproduzione riservata)



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