Nelle ultime settimane i trader hanno rivolto sempre più attenzione verso il comparto delle materie prime, tornato prepotentemente alle cronache finanziarie. A discapito di quanto si possa pensare, non è però l’oro a catalizzare l’attenzione degli operatori ma una materia prima agricola: il cacao. Quello che viene definito il cibo degli dei (denominazione derivante da Theobroma Cacao, nome esatto della pianta) ha registrato infatti una notevole volatilità nelle passate seduta a causa di quanto sta avvenendo in Ghana, il secondo maggior produttore della materia prima.
Mercoledì 11 settembre, il governo del Ghana ha deciso di aumentare del 45% il prezzo che l’autorità di regolamentazione del cacao paga agli agricoltori, facendolo arrivare a 3.063 dollari la tonnellata per la stagione 2024/25 iniziata questo mese. Sebbene l’aumento dei prezzi sia stato inferiore alle aspettative di un +65%, il valore del future quotato sul Chicago Mercantile Exchange quel giorno ha registrato un rialzo del 6,4% a causa degli effetti che questo minor rialzo potrebbe provocare sulle decisioni di semina degli agricoltori e al combinato disposto con la minore produzione di cacao da parte della Costa d’Avorio (principale produttore mondiale).
Tale decisione potrebbe indurre i coltivatori di cacao del Ghana ad accumulare semenze nell’attesa di prezzi maggiori, riducendo di conseguenza la produzione futura. Per quanto riguarda invece la Costa d’Avorio, i dati pubblicati dal governo hanno evidenziato che gli agricoltori hanno spedito nel periodo tra il 1° ottobre 2023 e l’8 settembre 2024, solo 1,71 milioni di tonnellate di cacao (-28% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). Con una situazione fondamentale già precaria, i trader non possono certo esimersi da considerare anche la componente legata alle condizioni meteorologiche.
Attualmente si sta registrando una stagione straordinariamente secca nell’Africa occidentale con una significativa diminuzione dell’attività piovosa nell’ultimo mese, fattore che porta un livello di umidità del suolo inferiore alla norma e che si traduce con una crescita limitata delle colture. Tutto questo all’interno di un contesto dove la domanda mondiale di cacao sta crescendo più del previsto. La National Confectioners Association ha riferito che le macinazioni di cacao del secondo trimestre del Nord America sono aumentate del +2,2% a/a, a 104.781 tonnellate. La Cocoa Association of Asia invece ha riferito che le macinazioni di cacao asiatiche del secondo trimestre sono scese del -1,4% a/a a 210.958 tonnellate, un calo inferiore alle aspettative del -2,0% a/a. Infine, l’European Cocoa Association ha riferito che le macinazioni europee di cacao del secondo trimestre sono inaspettatamente aumentate del +4,1% a/a, raggiungendo 357.502 tonnellate, rispetto a delle aspettative di un calo del -2% a/a.
Tutta benzina sul fuoco che sta alimentando le convinzioni dei trader per un nuovo rally della materia prima. Sul Cme, il cacao ieri ha chiuso a ridosso di 7.750 dollari la tonnellata con i prezzi che stanno battagliando per rompere a rialzo sia le medie mobili a 50 e a 20 periodi che, contestualmente, la resistenza dinamica di medio/lungo periodo. In caso di accelerazione nella seduta odierna, con superamento dei 7.800 dollari, i prezzi verrebbero proiettati verso un primo target a 8 mila dollari. Sarebbe tuttavia solo un primo passo per obiettivi molto più ambiziosi, come i massimi registrati alla metà di luglio, a 8.700 dollari e/o la sogli psicologica dei 9 mila dollari. (riproduzione riservata)