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Pre-apertura tutta da scoprire
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Da agosto Le nuove regole di Borsa Italiana sull'avvio delle sedute

Pre-apertura tutta da scoprire

MFT - Numero 154 pag. 11 del 06/08/2019

Milano Finanza Intelligence Unit

Indirizzate a market maker e specialist, non dovrebbero influire sull’operatività. Ecco come lavorare in asta per sfruttare disallineamenti tra prezzi di riferimento e d’apertura

Nuove regole di Borsa Italiana al debutto per quanto riguarda gli obblighi di market maker specialist. Ma la buona notizia è che non andranno a impattare sull’operatività dei trader, soprattutto quelli che operano nelle fasi di pre-apertura sfruttando i disallineamenti dei prezzi. Dal 1° agosto 2019 sono stati rivisti i parametri che obbligano la presenza degli operatori che forniscono liquidità al mercato, esponendo continuamente sul book di negoziazione proposte in acquisto e in vendita simultanee e di quantità comparabili. Nel dettaglio, per il segmento di Borsa Italiana Global Equity Market, lo specialista dovrà avere un differenziale massimo di prezzo delle proposte dell’1% e dovranno rispettare gli obblighi di quotazione a partire da 10 minuti (non più solo 5 minuti) prima della conclusione della fase di pre-asta di apertura e per almeno il 60% della durata dell’intera seduta di negoziazione (asta pre-apertura, asta chiusura e negoziazione continua).

Si arriva invece a uno spread del 2% nel segmento After hour. Stesse regole per il market maker, salvo l’obbligo della presenza non è del 60% ma del 55% dell’intera seduta di negoziazione. Diversi i parametri per specialist e market maker per il mercato dell’Aim. Gli obblighi di quotazione per il segmento delle Pmi prevedono uno spread del 4,5% come differenziale massimo di prezzo delle proposte, calcolato come rapporto tra la differenza tra il prezzo in vendita e il prezzo in acquisto. Su questo segmento lo specialista dovrà essere presente sul book di negoziazione a partire da 10 minuti prima delle conclusioni della fase di pre-asta di apertura e per almeno il 60% della durata della seduta di negoziazione. Per i market maker invece l’obbligo di presenza sui book deve essere per il 55% della seduta.

Le nuove regole dunque potranno al massimo favorire i trader perché «più operatori ci sono e più il mercato è efficiente», ha spiegato Andrea Cartisano, trader di lungo corso. «Per capire l’operatività che viene eseguita durante le fasi di pre-apertura è utile fare un esempio pratico. Ieri, lunedì 5 agosto 2018, ho fatto un’operazione sul titolo Ratti sfruttando l’asta di pre-apertura». Venerdì il titolo aveva chiuso a 4,54 euro per azione, mentre l’apertura di settimana è stata a 4,69 euro e «sono andato short», ha aggiunto Cartisano. La strategia alla base di questa operazione è abbastanza semplice, ma non per questo facile da applicare. «Bisogna monitorare tutti i titoli del paniere italiano e accorgersi di anomalie significative tra prezzo di riferimento, cioè quello di chiusura della seduta precedente, e prezzo teorico di apertura». Secondo il trader, se in assenza di notizie significative l’apertura avviene in gap down, si va al rialzo e al contrario con un’apertura in gap up si va short. La regola, come detto è semplice: su variazioni significative del prezzo teorico d’apertura rispetto al prezzo di riferimento, al rialzo o al ribasso, si va sempre in direzione opposta, e dunque si va long sull’apertura debole o si va short sull’apertura forte premunendosi però di avere uno squilibrio positivo per l’operazione long e negativo per l’operazione short. «In parole povere ci deve essere lettera sul book per chiudere lo short, o denaro per chiudere il long», conclude Cartisano.

Questo tipo di occasioni sono più facili da trovare fuori dal Ftse Mib perché questa sorta di arbitraggio non funziona sui titoli molto liquidi. Prima di andare short o long, contrariamente a quanto si farebbe a mercato aperto dove si lavora sui break out perché c’è un aumento dei volumi, in queste situazioni bisogna operare sui volumi bassi. «Noi andiamo long sui titoli se c’è una variazione molto bassa rispetto ai prezzi di riferimento, ma con volumi bassi, e vale la stessa cosa al contrario», continua Cartisano. «In caso di volumi elevati è possibile che sia sfuggita una notizia price sensitive oppure che ci sia un compratore (o un venditore, nel caso opposto) sul titolo. Attenzione inoltre ai parametri per l’apertura dei titoli, perché per poter aprire una blue chip deve avere una variazione rispetto al prezzo di riferimento minore del 3,5%, mentre per i titoli fuori dal Ftse mib la variazione non deve superare il 5%. Si potrebbero però verificare situazioni che il trader definisce torbide. Bisogna infatti prestare molta attenzione durante il minuto random, che fissa il prezzo dopo la fase di pre-apertura (cioè quel minuto che va dalle ore 9.00 alle ore 9.01), ai mancati incroci. «In pratica ci sono due controparti importanti che fanno prezzo», conclude Cartisano: «Se una delle due si cancella nell’ultimo minuto ci sarà un’apertura anomala al rialzo se a togliersi è il venditore, o al ribasso se a togliersi è il compratore». E il trader potrebbe finirci in mezzo. (riproduzione riservata)



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