
Gli ultimi mesi sono stati piuttosto movimentati per i listini azionari internazionali e lo scoppio della guerra di Iran ha contribuito ulteriormente ad aumentare gli elementi di tensione sul mercato, esponendo i prezzi a dinamiche sempre molto volatili e in diversi casi anche erratiche. Proprio il conflitto in Medio Oriente ha inciso in modo particolare anche sul mercato dell’energia, delineando per esempio una forte accelerazione delle quotazioni del greggio, tornato recentemente oltre i 100 dollari per la prima volta dopo quasi quattro anni. A piazza Affari, l’indice Ftse Italia Energia ha vissuto un primo trimestre dell’anno particolarmente felice, con il basket che ha disegnato una solida tendenza positiva superando la barriera dei 21.000 punti a fine gennaio e arrivando a testare quota 29.500 nelle ultime sedute. La dinamica è chiaramente costruttiva, ma considerando la natura di questo spunto positivo e i primi elementi d’incertezza emersi sul finale di ottava, si apre ora uno spiraglio per una prossima fase correttiva.
In quest’ottica, può essere interessante valutare l’evoluzione del quadro tecnico delle principali componenti dell’indice.
Il titolo Eni si trova all’interno di un solido trend rialzista di medio termine, ma nelle ultime sedute ha mostrato qualche segnale di cedimento, culminato con la brusca battuta d’arresto di ieri: dopo il test della soglia psicologica a 25 euro le quotazioni hanno infatti pagato una brusca battuta d’arresto, che nel corso dell’ultima settimana ha preso ulteriormente corpo. Il cedimento del supporto in area 22,50-22,30 ha già fornito un primo chiaro segnale di debolezza, aprendo la strada a una correzione di più ampio respiro. Al rialzo, sarà invece un nuovo allungo oltre 24 euro a ripristinare uno slancio positivo, proiettando il titolo verso un ulteriore credibile attacco ai massimi di periodo.
Molto più complessa la situazione di Gas Plus, che complessa la situazione di Gas Plus, che ha vissuto un primo trimestre 2026 molto disordinato, nel quale ha alternato violente accelerazioni al rialzo a correzioni altrettanto brusche: proprio nelle ultime sedute il titolo ha pagato una decisa battuta d’arresto, che rischia ora di mettere in discussione il supporto chiave a 6-5,90 euro. Il cedimento di questa base aprirebbe ulteriori spazi discesa verso 5,60 prima ed eventualmente fino a ridosso di quota 5,20 euro. Al rialzo, un primo segnale di tenuta potrà invece arrivare dal recupero di 6,45-6,50, anche se la resistenza principale transita attorno a 6,85 euro.
Quadro tecnico positivo invece per Saipem, che positivo invece per Saipem, che nelle ultime sedute ha contenuto la fase correttiva, scivolando sotto la soglia psicologica dei 4 euro solo sul finale, dopo che il titolo aveva riconquistato questo livello chiave per la prima volta da luglio 2022. Al momento non emergono concreti elementi di tensione sul titolo, anche perché il supporto principale è individuabile attorno a 3,70-3,67 euro e sarà solo un suo cedimento a fornire un primo vero segnale di debolezza. Al rialzo, sarà invece il breakout dei massimi toccati settimana scorsa a 4,235 euro ad aprire nuovi spazi di allungo.
Anche Snam si trova all’interno di una solida tendenza rialzista, ma nelle ultime sedute la fase correttiva ha introdotto qualche elemento di instabilità, soprattutto perché il titolo si è affacciato sotto il primo supporto di breve a 6,65-6,62 euro e proprio una conferma di questo breakout potrebbe favorire un’ulteriore estensione della discesa. La soglia chiave da monitorare si colloca in ogni caso attorno a 6,30-6,25 quindi anche in questo caso le quotazioni hanno un discreto margine di manovra al ribasso prima di compromettere la struttura grafica di fondo.
Quadro tecnico costruttivo anche per Tenaris, che costruttivo anche per Tenaris, che ha sfiorato a inizio settimana la soglia psicologica dei 26 euro, per poi correggere sotto quota 25: un primo supporto utile può essere individuato attorno a 24-23,85 euro, seguito dalla base a 23,50-23,25, ma sarà solo il cedimento di 22,25-22,10 euro a fornire un primo segnale di potenziale inversione ribassista. Al rialzo, sarà invece naturalmente il breakout di quota 26 a rilanciare la dinamica positiva dei prezzi. (riproduzione riservata)