Money Management, Cot, oro, emozioni, cicli, previsioni, sono stati tanti i concetti forti di Larru Williams rimaste nella mente dopo la III edizione de «I grandi trader internazionali», l’evento organizzato dal broker Ig, in partnership con Milano Finanza e Class Cnbc. Più di 4 mila trader italiani hanno ascoltato per una giornata intera, il 9 maggio, uno dei trader più famosi del mondo, ancora sulla cresta dell’onda dopo oltre 60 anni. Un uomo che sui mercati, tolta la crisi del ‘29, le ha proprio viste tutte, vivendole anche da protagonista.
Il suo approccio è per così dire vecchio stampo lui, ovvero niente numeri di Fibonacci, medie mobili e analisi volumetrica, ma nemmeno le famose candele giapponesi e reti neurali, tanto in voga negli ultimi tempi. Per il guru fondamentali sono invece il Cot, i costi di produzione e le relazioni intermarket, insieme comunque a un approccio serio e pragmatico. Ma andiamo con ordine.
In primo luogo occorre scegliere i mercati più gettonati: la liquidità è fondamentale per operare in borsa e perciò gli strumenti da prediligere sono i future. Molto importante è poi il money management, e qui il discorso si fa articolato, perché il trader americano ne ha una visione molto ampia : si va dalle emozioni umane, che bisogna conoscere e contenere, alla gestione di una posizione, uno degli aspetti per cui è più conosciuto. Innanzitutto il numero di contratti con cui operare è inversamente proporzionale al proprio livello emotivo: maggiore è l’impatto emotivo, minore deve essere il numero di contratti con cui si entra sul mercato. Altrimenti si perderanno solo soldi. Ciascun trader deve capire se vuole massimizzare i profitti, assumendosi inevitabilmente più rischi, o se preferisce minimizzare le perdite massime, a scapito però del rendimento.
«Le due cose insieme non si possono avere», ha ribadito Williams. C’è stata poi una vera e propria lezione su come pesare le notizie: «le bad news fanno più colpo e sono quindi sempre enfatizzate», ha spiegato, «ma spesso la realtà è meno negativa di come viene dipinta e questo può portare a interpretare male la realtà». Secondo l’esperto l’unica vera notizia è quella che fa il mercato. Per fare un esempio, sui mercati finanziari, un movimento rialzista non è mai una retta unica da un punto A più basso a un punto B più in alto, ma un percorso che va sue e giù. Questo perché sono i fondamentali a spingere un titolo o un mercato al rialzo, mentre i ritracciamenti sono spesso frutto delle emozioni.
Per questa ragione Williams non analizza troppo i grafici: «a muovere i mercati sono le situazioni, non i grafici», sottolinea infatti. Ma quali sono i driver che poi influenzano i mercati? Secondo Williams, per interpretare i mercati e fare previsioni bisogna analizzare i fondamentali, studiare i cicli di borsa, le stagionalità (attraverso il suo «Williams True seasonal»), il rapporto intermarket tra asset e guardare alcuni indicatori tecnici che possono variare in base al mercato.
Altra regola fondamentale, che ripiega sempre sull’idea del back to simple (tornare al semplice), è quella d’investire su mercati, strumenti e trend validi. Può sembrare un’ovvietà, ma quante volte siamo stati tentati o abbiamo investito in asset che non capivamo o conoscevamo solo perché erano di moda? Per questo Williams boccia senza esitazioni le criptovalute: «bitcoin is a bad investment». Molto meglio il vecchio oro, ma attenzione non per investimento ma solo per fare trading. «L’oro è un asset lento a muoversi», ha spiegato Williams. Dopo un forte crollo, il metallo giallo ci mette tanto tempo prima di recuperare, immobilizzando il capitale investito.
Fare trading sull’oro nel breve periodo invece può essere un’opportunità interessante. Secondo le previsioni dell’esperto, da qui a giugno si potrebbe incontrare una fase di ribasso per poi tornare in trend positivo fino a settembre e chiudere l’anno di nuovo in discesa. Si parla tuttavia sempre di trend su un orizzonte temporale settimanale o mensile, mai giornaliero «perché il day trader, per definizione, non può cogliere nessun ampio movimento», spiega Williams, «ma per tentare di guadagnare deve esporsi sul mercato in maniera esagerata, aprendo alla possibilità di avere anche grosse perdite». (riproduzione riservata)