La componente tecnologica associata alle società farmaceutiche quotate negli Usa presenta tutt’ora vantaggi competitivi che l’Europa non riesce a colmare; e i prezzi in Borsa, oltre che le recenti evoluzioni in merito alla gestione dei vaccini durante la crisi pandemica, lo riflettono in modo evidente. L’indice che racchiude le azioni farmaceutiche più significative a livello europeo, lo Stoxx Europe 600 Health Care, riesce ad allungare da inizio anno del 3% circa contro il 10% circa del mercato nel suo complesso, ma soprattutto rimane indietro nei confronti del +7,1% offerto dal Nyse Health Care, confermato da altri benchmark di settore nordamericani. E allungando l’orizzonte temporale il gap diviene ancora più frustrante, per via del +48% offerto dai titoli farmaceutici Usa rispetto al +24% dei competitors europei da inizio 2018 ad oggi.
Ma nonostante il buon passo da inizio anno e il test sui massimi storici degli indici che mirano ai titoli della salute quotati negli Usa non si può certo dire che i potenziali guadagni associati a questa forma di impiego siamo ormai definitivamente alle spalle. In termini di multipli di mercato la situazione è tuttora rosea, in quanto ad esempio per l’indice S&P US Health Care si fotografa attualmente un P/e prossimo a 17, rispetto al valore di circa 30 per l’S&P500 (per il quale i titoli riconducibili agli aspetti medicali valgono quasi il 13%). Rispetto a quest’ultimo parametro di riferimento il settore farmaceutico statunitense evidenzia un beta prossimo a 0,82, confermato dalla correlazione di 0,87, valori che esprimono una moderata difensività, tipica di questa asset class di nicchia.
E per gli amanti dell’approccio diversificato le opportunità non mancano, sia in termini di gestioni attive che di Etf, con una buona schiera di prodotti indicizzati che mirano in alcuni casi ai soli titoli della biotecnologia Usa. Ma per coloro che cercano opportunità specifiche, derivanti dallo scommettere su singole aziende, le opzioni sono variegate e in molti casi tutt’oggi promettenti. Scremando tra le azioni a maggior capitalizzazione, si segnalano in particolare una decina di candidati che uniscono multipli che non denotano preoccupanti livelli di sopravvalutazione ad una struttura grafica promettente, cercando anche tra i nomi meno conosciuti e presenti nei portafogli istituzionali. Una storia di grande successo ma con tutte le carte ancora in regola è Johnson&Johnson (P/e atteso di 17,7, dividendo del 2,5% e beta di 0,73) per cui un test verso l’area di supporto 155-157 dollari offrirebbe una opportunità di entrata con target potenziale verso 180 dollari circa. Tra i grandi nomi spiccano anche AbbVie (P/e di 9,3, dividendo del 4,5% e beta di 0,86) e Pfizer (P/e di 11,1, dividendo del 3,9% e beta di 0,75), dove il primo sembra intenzionato a marciare spedito verso i massimi storici di inizio 2018 a ridosso di 125 dollari. Per Pfizer la dinamica appare più erratica ma comunque positiva, con margini di recupero verso la prima resistenza in area 43-43,5 dollari.
Dalle grandi potenzialità, anche se con maggior volatilità, i titoli Cvs (P/e di 11,2, dividendo del 2,4% e beta di 0,96) e Anthem (P/e di 15,6, dividendo del 1,1% e beta di 1,25); nel primo caso il titolo sta cercando di riscattarsi da alcuni ani deludenti, e il consolidamento oltre 85 dollari apre margini di allungo verso 93 dollari circa. Mentre per Anthem si fotografa un trend di breve e medio periodo molto robusto che permette ogni settimana la realizzazione di muovi massimi storici, movimento inerziale che può tuttora proseguire (Rsi settimanale sotto 70 punti). Ma è forse tra le capitalizzazioni inferiori che si identificano i temi più pepati, come Cigna (P/e di 12,9, dividendo del 1,5% e beta di 1,18), Hca Healthcare (P/e di 14,8, dividendo del 0,9% e beta di 1,45) e Alexion (P/e di 13,1 e beta di 0,76). Bune le probabilità che le prime due azioni vadano a cercare nelle prossime settimane nuovi massimi storici, mentre per Alexion si può mettere in conto un possibile test verso 190 dollari nel medio periodo. (riproduzione riservata)