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Per il mercato sarà Bremain
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Sebbene per i sondaggi sia minimo il gap tra favorevoli e contrari allo uk nell'ue

Per il mercato sarà Bremain

di Giuseppe Di Vittorio
MFT - Numero 080 pag. 20 del 26/04/2016

Milano Finanza Intelligence Unit

La prospettiva di una vittoria di chi sostiene la permanenza del Regno Unito favorisce strategie ribassiste sul cambio euro/sterlina. Ma sarebbe meglio attendere un rimbalzo. I bond su cui puntare

Mancano poco meno di due mesi alla data del referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione Europea. La consultazione è fissata per giovedì 23 giugno. La media dei sondaggi dimostra che la distanza fra i favorevoli alla permanenza nell'Ue e i contrari si sta riducendo, grazie al recupero dei consensi di questi ultimi. Lo spread in questo momento è solo del 2% (il 44% vuole restare, il 42% uscire, il resto è indeciso). I grafici, invece, iniziano a scontare un risultato favorevole alla permanenza, con la sterlina che si rafforza con il passare dei giorni. Prospettiva avvalorata anche dai bookmaker che stimano la vittoria della Bremain al 77%.

Negli ultimi due mesi i favorevoli alla permanenza hanno avuto il punto più alto di consensi i primi di marzo, allora la Bremain riscuoteva il 51% dei consensi secondo alcune case, mentre l'uscita era votata dal 39%. Una distanza di 12 punti, poi ridottasi a 2. Negli ultimi giorni anche il presidente Usa, Barack Obama ha cercato di sostenere la permanenza all'interno dell'Unione Europea dello Uk. Il mondo economico e finanziario in netta maggioranza sostiene la Bremain, prima la Confindustria locale ha lanciato l'allarme sui costi economici di un'uscita, poi un appello di alcuni uomini d'affari a sostegno delle tesi europeiste e infine velatamente anche la Bank of England si è schierata per la permanenza.

Sul versante opposto, evidenzia Giovanni Zibordi di Cobraf.com, «tre grandi giornali sono schierati per l'uscita dall'Ue. A questi devono aggiungersi numerosi personaggi politici di peso, fra cui alcuni ministri e soprattutto Boris Johnson, il popolare sindaco di Londra, dato fra i più certi candidati per i conservatori alle prossime elezioni politiche inglesi come premier». Schierato per l'uscita è anche il partito Ukip, ovviamente, essendo per l'indipendenza del Regno Unito. I laburisti, la sinistra inglese, lo considerano, invece, argomento lontano dall'interesse del proprio elettorato di riferimento, i lavoratori. La Bremain, per Zibordi, è stata sempre in vantaggio eppure l'esito non appare così scontato, soprattutto ora che le distanze si sono accorciate.

Un buon modo di seguire l'evoluzione del gradimento nei sondaggi e le ultime news sul tema è leggere il sito del Financial Times, che ha dedicato specifiche pagine sull'argomento. Le rilevazioni sono tracciate anche graficamente. Passando alla negoziazione prima ancora che sui livelli tecnici occorre lavorare sull'evoluzione dei sondaggi e delle quote dei totalizzatori delle scommesse, solitamente sempre ben informati sull'evoluzione del sentiment. Ma quale tasso di cambio sul piano tattico è più abbordabile, in caso vinca la permanenza all'interno dell'Ue? Sul punto gli operatori non hanno dubbi, l'euro/sterlina. La prospettiva di un vittoria della Bremain e poi un esito delle urne in questa direzione aprirebbe la strada a un ribasso dell'euro. È facile attendersi un movimento di correzione e quindi di rafforzamento della valuta britannica, per due motivi. Il primo è dato dal fatto che in questo periodo la sterlina si è molto indebolita. In seconda battuta, superato questo evento è una delle monete candidate ad apprezzarsi per effetto di un eventuale rialzo dei tassi di interesse. In queste settimane la sterlina si è indebolita a prescindere dal risultato dell'evento, e anche una lontana probabilità di uscita ha frenato gli investimenti in questo periodo. L'economia inglese viaggia, infatti, a ritmi più sostenuti rispetto a quella europea. La crescita annua del pil è il 2,1% e la disoccupazione è al 5,1%, poco sopra l'importante soglia psicologica del 5%. Ma soprattutto, l'Unione Europea manterrà espansiva la politica monetaria per molto tempo, quindi l'euro si indebolirà molto.

Sul piano fondamentale, evidentemente, un rafforzamento della sterlina verrebbe favorito da un aumento delle probabilità di permanenza all'interno dell'Ue, i sondaggi ma soprattutto le quote del totalizzatore dovrebbero crescere a favore di questo evento.

Dei sondaggi si è detto, la media è 44% per la Bremain e 42% per la Brexit, Passando al totalizzatore le probabilità di un voto a favore della permanenza salgono moltissimo. Qui si conferma la preminenza della Bremain ma con un valore della quota in calo nelle ultime settimane. «Le quote erano a 1,33 per lo Stay e 3 per il Leave 3 mesi fa», ha spiegato Carlo Alberto De Casa di ActivTrades, «le ritroviamo questa settimana a 1,44 (con minime a 1,38 e massime a 1,54) e 2,75 (minime a 2,50, massime a 2,85)». Questo vuol dire che puntando 100 euro sullo Stay se ne riceveranno 144 in caso di esito positivo. Per quanto riguarda l'uscita, puntando 100 euro nel caso di voto favorevole alla Brexit il banco pagherà il 23 giugno 275 euro. Il totalizzatore evidenzia quindi, analogamente ai sondaggi, una minore probabilità della Brexit in salita per Bremain, con la seconda sempre preminente.

Così la strategia. Archiviati gli aspetti di carattere fondamentale è opportuno passare a quelli tecnici. Il cambio euro-sterlina, come detto, è il più abbordabile se si vuole lavorare al il tema referendum. L'Rsi è già sceso di molto fino a raggiungere i 34 punti, a un passo dai 20 che è la soglia di ipervenduto. Gli eventuali ingressi short sono quindi al momento molto complicati e rischiosi. L'ideale sul piano strategico è attendere un rimbalzo delle quotazioni. Se le posizioni si cristallizzano potrebbe arrivare nei prossimi giorni. Un nuovo punto di ingresso short potrebbe essere la barriera a 0,7950/50. I nuovi target ribassisti potrebbero essere il supporto a 0,7625 e 0,7400 successivamente. Nel momento in cui si scrive euro sterlina scambia a 0,7798.

Lo stop loss delle quotazioni potrebbe essere posizionato, invece, sulla barriera a 0,80 o sui massimi a 0,81 dove passa uno swing di medio periodo. Si tratta di un livello battuto all'inizio del mese di aprile.

Dal punto di vista tecnico è utile seguire anche il cambio sterlina-dollaro per le evidenti correlazioni. Se il secondo perde forza è evidente che porta benefici anche alla posizione short sterlina dollaro. Un livello cruciale per dollaro sterlina è in questo caso la resistenza statica a 1,4500. La violazione di questo livello aprirebbe la strada a nuovi massimi successivi. Pericoloso è invece il cedimento del supporto a 1,4000. Nel momento in cui si scrive il dollaro tratta a 1,4423 contro sterlina. Tornando all'euro sterlina, al momento i prezzi hanno restituito un segnale di inversione solo sul grafico giornaliero mentre sul settimanale la tendenza è ancora rialzista. Sul grafico giornaliero i prezzi hanno segnato un massimo, preceduto e seguito da due massimi più bassi. Mentre sul grafico settimanale l'impostazione non è ancora negativa, seppure c'è stato un ritracciamento molto importante, quello più significativo a partire dalla fine di dicembre, quando partì il rialzo. Sulla sterlina, ovviamente, si può utilizzare il forex, ma anche i bond. Questo scenario è proposto da Marzotto sim. «Suggeriamo posizioni corte sui bond in sterline», spiegano gli analisti della sim. In particolare sembrano interessanti due titoli: lo European Investment Bank 15/01/2018 con cedola dell'1,375 (Isin XS0872706881) e il Volkswagen 13/11/2018 con cedola del 2,375% (Isin XS1066467678). Il primo è una scommessa quasi pura sulla valuta: rischio controparte e rendimento sono molto bassi (la Bei ha un rating AAA e il titolo uno rendiment indicativo di 0.6%). Il secondo ha invece valenza anche in termini di rendimento, tutto sommato dignitoso, a maggior ragione in relazione alla scadenza (1.9% rating emittente BBB+). Sempre in tema di bond, Unicredit ha infine emesso di recente un bond in sterline a tasso fisso. Offre cedola fissa al 3,1% per i primi 4 anni e dal quinto libor in sterline più 0,25%. È un decennale con scadenza l'11 aprile 2026. La cedola conta ma la differenza la fa il tasso di cambio. (riproduzione riservata)



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