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Questi bond trattano a prezzi molto bassi, ma il sentiment sulle banche è migliore

Per i trader è caccia al subordinato

di Giuseppe Di Vittorio
MF - Numero 209 pag. 31 del 25/10/2016

Milano Finanza Intelligence Unit

La strategia fa leva sulla stabilizzazione dei prezzi esercitata, seppure indirettamente, dalla Bce. La volatilità legata al referendum in Italia e alle elezioni Usa può creare opportunità di acquisto

Tra alcuni trader è partita la corsa al bond bancario, meglio ancora se subordinato. I prezzi sono scesi moltissimo e quindi l’operazione potrebbe presentarsi come la classica win win, in cui non è possibile rimetterci. Se infatti le cose vanno bene, cioè il sentiment sulle banche migliora, si riescono a portare a casa guadagni significativi tramite l’attività di negoziazione; in caso contrario si può tenere il titolo in portafoglio fino a scadenza. MF Trading Online ha analizzato 3 bond di questo tipo con l’aiuto di un esperto della materia, cioè Tullio Grilli del desk di Banca Akros.
Il primo preso in considerazione è quello in scadenza il 31 ottobre 2018 emesso da Unicredit con cedola del 6,95%. Ai prezzi della chiusura della settimana precedente offre un rendimento del 4,16%. Il suo codice Isin è XS0849517650. Il bond è quotato sul Mot e ha un taglio minimo di 1.000 euro. Si tratta di Lower Tier II.


Altro titolo nelle watchlist degli operatori è il Lower Tier 2 agosto 2021 del Credito Valtellinese, con cedola al 4,70% (codice Isin XS1095536899) e un rendimento molto vicino al livello della cedola. Il bond è quotato su numerose piazze finanziarie estere, in Italia su Hi Mtf. Il taglio minimo è di 1.000 euro. Sempre nell’area dei subordinati un punto di riferimento è quello emesso dalla Banca Popolare di Sondrio in scadenza il 23 ottobre 2022 con cedola del 3% e rendimento a scadenza 3,07%. Il taglio minimo è di 1.000 euro.


L’operatività, spiega un operatore di lungo corso sui mercati dei bond, è molto regolare. Non c’è bisogno di fare ricorso a particolari strategie, si punta alla stabilizzazione esercitata dalla Banca Centrale Europea che è un acquirente significativo sui mercati. L’effetto della Bce si sente anche sulle emissioni sulle quali non può investire direttamente per via del merito di credito o della struttura. Quindi si aspetta un evento che possa rompere degli equilibri, la cosi detta volatilità, sugli estremi si entra e ci si aspetta che il titolo torni su valori più stabili.


Gli eventi nei prossimi mesi certamente non mancheranno dalle elezioni presidenziali americane, al referendum tricolore, al contestuale ballottaggio austriaco. Senza contare le aspettative di rialzo dei della Federal Reserve o qualche scricchiolio nell’accordo che sta sostenendo il prezzo del petrolio.
Ma cos’è un bond subordinato? Molti li conoscono perché sono stati i protagonisti del processo di risoluzione delle quattro banche regionali (Etruria, Carife, Carichieti e Banca Marche) andate in default a fine 2015. Va precisato che al momento i bond subordinati non possono più essere collocati in emissione tramite sportelli bancari. «Ed è per questo che le banche si rivolgono a broker che le mettono in contatto con grossi investitori», spiega un operatore. Il termine obbligazioni subordinate si riferisce a titoli il cui rimborso nel caso di liquidazione o fallimento dell’emittente avviene successivamente a quello dei creditori ordinari. Si distinguono dalle altre obbligazioni non in base al tasso, ma per la categoria di rischio. Si tratta infatti di titoli dal rischio più elevato rispetto a quello delle obbligazioni ordinarie e pertanto sono caratterizzate da un maggior rendimento.


Nel caso delle banche esistono diverse tipologie di obbligazioni, a ognuna delle quali si accompagnano diverse caratteristiche finanziarie. Le obbligazioni Tier I in presenza di andamenti negativi della gestione e in caso di liquidazione garantiscono ai possessori il privilegio rispetto ai detentori di azioni ordinarie e di risparmio, ma sono subordinate rispetto a tutti gli altri crediti. Esse rappresentano la tipologia più rischiosa avendo caratteristiche che le accomunano sia ai titoli di debito che di capitale. Nel caso in cui la banca non paghi dividendo agli azionisti la cedola può essere cancellata. Obbligazioni Upper Tier II sono considerate meno rischiose delle obbligazioni Tier 1. I titoli hanno una durata minima di 10 anni, nel caso di risultati reddituali negativi non prevedono la cancellazione delle cedole, ma solo la sospensione. Le cedole saranno, infatti, pagate successivamente, il primo anno in utile. Poi ci sono le obbligazioni Lower Tier II, anch’esse con scadenza intorno ai 10 anni.

Queste rappresentano la categoria più privilegiata all’interno dei subordinati. Le cedole infatti sono sospese solamente nel caso in cui si manifesti un grave caso di insolvenza. Il rimborso anticipato può avvenire solo su iniziativa dell’emittente previa autorizzazione della Banca d’Italia. La durata del rapporto deve essere pari o superiore ai 5 anni e se indeterminata deve contemplare per il rimborso un preavviso di almeno 5 anni. Le obbligazioni Tier III, infine hanno scadenza breve, di solito dai 2 ai 4 anni e una remunerazione sul livello di quella prevista per le obbligazioni lower Tier II. Nel caso di perdite l’emittente non potrà utilizzare questi titoli per fare fronte al rosso sul conto economico. (riproduzione riservata)



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